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Zecchino d’Oro: scambio di accuse fra Cino Tortorella e Frate Caspoli

Cino_tortorellaAll’indomani della conferenza stampa romana in cui è stata presentata la prossima edizione dello Zecchino d’oro, Cino Tortorella, la cui partecipazione è in forse per un contenzioso legale, ha voluto precisare di aver fatto causa “non all’Antoniano ma all’attuale direttore”, frate Alessandro Caspoli. In una nota Tortorella lo critica pesantemente: “In pochi anni ha dilapidato un immenso patrimonio facendo passare la produzione dai nove mesi del 2001 all’attuale mese e mezzo; permettendo alla Rai di annullare trasmissioni storiche come La Festa della Mamma, La Festa di Primavera e fra poco anche lo Zecchino d’oro. Ha già licenziato tanti dipendenti e ha venduto le frequenze di Radio Tau. Ha confinato a Padova frate Berardo, uno dei fondatori del Piccolo coro dell’Antoniano a cui avevo affidato lo sviluppo dello Zecchino quando lo portai da Milano a Bologna nel 1961 e ha incrinato i rapporti con la Fondazione Mariele Ventre (la storica direttrice del coro ndr)”. “Proprio per la salvaguardia di questo patrimonio – dice ancora Tortorella – per la tutela dei valori per i quali l’Unesco ha indicato lo Zecchino d’oro quale patrimonio dell’umanità per una cultura di pace, per i bambini e le loro famiglie, per il personale del centro di produzione che rischia il licenziamento, chiedo di riprendere il mio ruolo di ideatore e conduttore dello Zecchino come nel glorioso passato”.

alessandro caspoli“Cino Tortorella conosce bene ciò che è avvenuto in questo ultimo anno e cosa o chi lo ha spinto, nel marzo di quest’anno, ad introdurre una causa per danni morali all’Antoniano iniziata senza alcun preavviso… certamente qualcuno che non ama l’Antoniano. Tortorella stesso ha provato ad impossessarsi, nell’ottobre 2008, del nostro marchio ‘Zecchino d’Orò ed utilizzarlo per scopi esclusivamente speculativi che non possono essere condivisi dai frati francescani”. Fra Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, replica con una nota alle accuse lanciate ieri da Tortorella, che all’indomani della conferenza stampa romana in cui è stata presentata la prossima edizione dello Zecchino d’Oro (17-21 novembre) ha precisato di aver fatto causa “non all’Antoniano, ma all’attuale direttore”, criticandolo pesantemente. “Trovo le accuse che mi vengono personalmente rivolte – afferma fra Caspoli – assolutamente ingiuste ed infondate. Si noti che le stesse provengono da una persona che dopo 50 anni di collaborazione alla trasmissione si è autoescluso dalla prossima edizione dello Zecchino d’Oro, con la causa intrapresa nei confronti dell’Antoniano e che l’Antoniano stesso dimostrerà, nelle opportune sedi, essere evidentemente strumentale ed infondata. Non si trascuri il fatto che il rapporto di collaborazione professionale tra Antoniano e CinoTortorella si era già consensualmente risolto nel novembre 2007. Quello che più mi addolora sono le accuse personali di negligenza e di avere impoverito le attività curate dall’Antoniano, come se l’Antoniano fosse solo produzione televisiva o solo Zecchino d’Oro. Come attuale direttore mi vengono mosse accuse su fatti che non mi competono o che erano già avvenuti prima del mio avvento nel 2003, mi vengono addebitate scelte editoriali e produttive della Rai che non ho mai avuto il potere di condizionare; ci siamo invece battuti perché le posizioni consolidate nel tempo venissero mantenute nonostante l’evoluzione del ‘linguaggio’ televisivo contemporaneo spinga in direzione contraria. I riscontri presso il pubblico ci hanno ripagato di questo nostro lavoro”. “A me, ai miei confratelli e a tutti coloro che lavorano all’Antoniano – prosegue il direttore – oggigiorno compete difendere questo mondo e il nostro operare con i diseredati e con l’infanzia, agendo a volte anche in modi che non sono ‘commercialmente’ convenienti, ma che sono l’espressione dei valori di riferimento ai quali ci ispiriamo. La mia nomina ed il mio operato, peraltro, sono stati condivisi dai miei superiori religiosi che hanno sempre approvato le scelte di questi anni. Il Vangelo ci insegna a porgere l’altra guancia (Mt 5,39), ma ci insegna anche ad essere ‘prudenti come i serpenti e semplici come le colombe’ (Mt 10,16). Di questa vigilanza ci siamo fatti carico e di questo siamo chiamati ad essere testimoni, anche controcorrente”.

(ANSA).


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Un Commento in “Zecchino d’Oro: scambio di accuse fra Cino Tortorella e Frate Caspoli”

  • Susanna M. scritto il 16 novembre 2009 pmlunedìMondayEurope/Rome 18:06

    Non c’è limite alla discesa.
    Il mago Zurlì nel merito del suo tristo contenzioso personale con fra Caspoli, per la prima volta in pubblico scoperchia diverse amare verità. Ma dato il suo pregresso, si vergogni e sparisca.
    La poco energica replica di fra Caspoli -per chi può leggere tra le righe conoscendo molto bene la situazione- è significativa. Faccia la stessa cosa che dovrebbe fare il magozurlì e si porti dietro anche il management dell’Antoniano.
    E’ ora di migliorare.

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