Vola l’export dei salumi italiani. I dati del 2010 presentati nell’assemblea di Assica
Nel 2010 i salumi italiani sono stati uno dei prodotti più competitivi del comparto agroalimentare. L'export ha raggiunto aumenti a doppia cifra ma nella filiera persistono problemi di redditività. Se ne è parlato a Parma durante l'assemblea generale di Assica che ha visto anche la conferma di Lisa Ferrarini alla guida dell'associazione.
I salumi italiani continuano a vivere un momento molto felice sui mercati e ad essere determinante è la voce dell’export, che vola in Europa ma cresce anche oltre i confini del Vecchio Continente. Con un incremento delle esportazioni di oltre il 13% in quantità e valore i salumi si sono confermati uno dei prodotti più competitivi del Made in Italy agroalimentare e hanno beneficiato anche dei riconoscimenti europei, arrivati a quota 34 tra Dop e Igp. Sul fronte interno nel 2010 gli italiani hanno consumato circa 19 chilogrammi di salumi a testa, con un aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Il salume più amato è stato il prosciutto cotto, anche se il primato per la produzione nazionale nel settore resta sempre al crudo. A Parma, l’assemblea generale dell’Associazione Industriali delle Carni, è stata l’occasione per tracciare il profilo del comparto, ragionare sulle politiche di sviluppo e discutere sulle azioni da mettere in atto per dare maggiore equilibrio alla filiera.
Nel video interviste a:
Lisa Ferrarini, presidente di Assica
Saverio Romano, ministro delle politiche agricole
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