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Una settimana dedicata alla preistoria in decine di località dell’Emilia-Romagna

Più di trenta appuntamenti in Emilia-Romagna e visite guidate ad aree archeologiche normalmente chiuse al pubblico, dalla terramara di Poviglio (Reggio Emilia) alla vasca votiva dell’Età del bronzo di Noceto (Parma). In occasione della 45esima Riunione scientifica dell’Istituto italiano di preistoria e protostoria, 29 musei archeologici della Regione propongono dal 21 ottobre al 7 novembre mostre, conferenze, visite guidate, laboratori per famiglie e scolaresche, tutto a ingresso gratuito. Il programma è on line (www.comune.modena.it/museoarcheologico).

La serie di iniziative, che ha preso il nome di “Settimana della preistoria”, è promossa da Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia -Romagna, Museo civico archeologico etnologico di Modena, Museo civico archeologico di Bologna, Musei civici di Reggio Emilia.

Le iniziative
Dalle popolazioni di cacciatori raccoglitori del Paleolitico e del Mesolitico all’introduzione della metallurgia, dalle comunità di villaggio alla nascita delle città, la riunione scientifica approfondirà le tematiche di preistoria e protostoria relative al territorio dell’Emilia-Romagna. L’appuntamento scientifico vedrà la presenza di archeologi, esperti e studiosi. Tra gli appuntamenti in programma, la riapertura di siti e scavi normalmente chiusi al pubblico a Noceto (Parma) e Poviglio (Reggio Emilia). Bologna inaugurerà una nuova mostra al Museo archeologico e proporrà un itinerario in bicicletta da San Lazzaro alle due torri. A Riccione si parlerà di caccia al bisonte e non mancheranno le occasioni di mettersi alla prova in prima persona: dalla scheggiatura della pietra (Musei civici di Reggio Emilia) al restauro ceramico (Terramara di Montale, Modena).

Tra le mostre in programma: “La spada nella roccia” e “Roncina: una terramare sepolta da strati alluvionali” ai Musei civici di Reggio Emilia, “Il tempo svelato… da Felsina a Bononia” al Museo archeologico di San Giovanni in Persiceto, “…fra le trincee di ben diretti escavi: Bologna nella prima età del ferro fra vecchie e nuove scoperte” al Museo civico archeologico di Bologna. Ancora, il Museo civico archeologico di Monterenzio (Bo) propone “L’abitato dell’età del Bronzo di Monterenzio Vecchio”. Al Museo archeologico di Forlì ci sarà “Forlì al crocevia della preistoria di Romagna” e al Museo Renzi di San Giovanni in Galilea (Fc) “Alle origini della civiltà etrusca”. Il Museo di San Giovanni in Persiceto e il Museo di San Domenico di Imola presenteranno ampliamenti delle proprie collezioni e sezioni dedicate alla preistoria. Conferenze, laboratori e visite guidate coinvolgeranno musei, istituzioni e parchi archeologici di Parma, Reggio Emilia, Mirandola, Castelfranco Emilia, Spilamberto, San Felice sul Panaro, Bazzano, San Giovanni in Persicelo, Bologna, San Lazzaro di Savena, Villanova di Castenaso, Monterenzio, Imola, Forlì, San Giovanni in Galilea, Rimini, Riccione, Cattolica, Verrucchio e Mondaino.

Oltre alla Riunione scientifica dell’Istituto di preistoria e protostoria, Modena organizza una conferenza sulla necropoli di Casinalbo e laboratori alla Terramara.
Con oltre seicento sepolture databili tra il 1450 e il 1150 avanti Cristo, Casinalbo è una delle più grandi necropoli a incinerazione dell’età del bronzo in tutta Italia. Giovedì 28 ottobre alle 21 la Camera di commercio di Modena in via Ganaceto ospiterà una conferenza pubblica di Andrea Cardarelli, professore ordinario di Preistoria e protostoria all’Università di Roma La Sapienza sui primi risultati degli scavi della necropoli di Casinalbo.
Domenica 31 ottobre ci sarà una giornata di apertura gratuita al Parco della Terramara di Montale. In programma la dimostrazione “Ma come li seppellivano”, in cui gli archeologi presenteranno lo scavo in diretta delle urne cinerarie della necropoli e ne illustreranno le tecniche di indagine e di restauro. Per i bambini ci sarà “Un coccio dopo l’altro”, laboratorio sul restauro della ceramica.

Le recenti scoperte archeologiche avvenute sul territorio dell’Emilia-Romagna saranno al centro della 45esima “Riunione scientifica dell’Istituto italiano di preistoria e protostoria”, in programma a Modena dal 26 al 30 ottobre nella sala Leonelli della Camera di Commercio, in via Ganaceto. L’evento, che si rivolge agli specialisti della materia ma anche agli studenti impegnati nella ricerca archeologica, farà il punto sugli studi di preistoria in regione, offrendo un quadro aggiornato delle conoscenze. Tra i relatori ci saranno i principali esperti del settore di ricerca nelle università, nelle soprintendenze, nelle regioni e negli enti locali.
Si comincia martedì 26 ottobre con una giornata dedicata alle “Popolazioni di cacciatori raccoglitori” del Paleolitico e del Mesolitico. Mercoledì 27 e giovedì 28 ci sarà la sessione sulle “Antiche civiltà agricole e l’introduzione della metallurgia”, seguita da “Le comunità di villaggio dell’età del bronzo”. Il convegno si conclude sabato 30 ottobre con interventi sul tema “Dalla fine dell’età del bronzo alla nascita della città”.
L’appuntamento è promosso dal Museo civico archeologico etnologico di Modena e dall’Istituto italiano di preistoria e protostoria, con il patrocinio del ministero per i Beni e le attività culturali e della Regione Emilia-Romagna. Collaborano all’organizzazione la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna, i Musei civici di Reggio Emilia, il Museo civico archeologico di Bologna, l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, le Università degli Studi di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Il coordinamento scientifico è del professor Andrea Cardarelli.
L’Istituto italiano di preistoria e protostoria è stato fondato il 30 ottobre 1954 a Firenze con lo scopo di coordinare, favorire ed intensificare l’attività scientifica degli istituti ed enti universitari ed extrauniversitari specializzati. Dal 2009 è presieduto da Raffaele De Marinis, professore ordinario di Preistoria e protostoria europea all’Università degli studi di Milano.


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Tommaso Costa

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