Una brutta Italia rischia l’eliminazione

Secondo 1-1 a consecutivo per l’Italia ai Mondiali ma questa volta è arrivato contro i deboli neo-zelandesi. Un risultato che rischia di compromettere addirittura la qualificazione agli ottavi di finale

Non è stata un’altra Corea però non ci siamo andati lontanissimo e dobbiamo ringraziare il guatemalteco Batres perché ha visto su De Rossi un rigore generoso. Senza quel penalty realizzato da Iaquinta staremmo a descrivere probabilmente una sconfitta storica, come a Middlesbrough nel ’66 o nel 2002 con i sudcoreani. Quando l’Italia perde soltanto di 20 punti contro gli All Blacks del rugby è un fiorire di entusiastiche celebrazioni ma, ribaltati i valori, cosa dovremmo dire oggi dell’Italia del calcio che si è fatta fermare sull’1-1 dai parenti poveri di quei formidabili neozelandesi? Tutti onesti lavoratori, ma non del pallone… Che è una Nazionale cui è rimasta solo la buona volontà. Da campioni del mondo ad affannati inseguitori del minimo sindacale, a tanto hanno portato gli ultimi 4 anni del declino che insieme ai club ha riguardato anche la Nazionale. Ora gli azzurri devono battere giovedì la Slovacchia se vogliono entrare negli ottavi e sembra un’impresa persino quella: potrebbero ancora finire primi nel girone ma l’inconsistenza di queste due partite riduce a un lume fiochissimo la fiducia di fare altra strada. Si è capito che è una questione di giocatori oltre che di moduli che Lippi cambia anche sei o sette volte in una partita segno che manco lui ne vede uno vincente, creando confusione, come hanno detto prima Iaquinta ed ora Marchisio. Con gli stessi uomini e cambiando l’ordine dei fattori tattici, rispetto all’esibizione contro il Paraguay, il prodotto non è cambiato, anzi si è visto di peggio. Qualche amnesia difensiva, non solo il gol subito, che era da allunare sia per fallo su Gilardino che per off-side, ma anche un’occasionissima per Wood a fine partita quando ha saltato Cannavaro come un birillo. Privi di brio in mezzo al campo, con Montolivo sugli scudi ma solo per i suoi tiri da lontano, e il nulla in avanti. Abbiamo provato con Gilardino e Iaquinta, poi inserito Di Natale e Pazzini ma nulla là davanti, nemmeno un tentativo degno di questo nome. Ora sotto con la Slovacchia, con le prime polemiche che emergono. Speriamo, almeno, di non fare la fine della Francia…

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Maurizio Rizzi

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