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Tumore ovarico: in Emilia-Romagna 414 nuovi casi nel 2016, 96 a Bologna

Sabato un incontro per tutte le donne su cibo e tumori In vista della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico,  a Bologna si terrà  un convegno sul rapporto tra cibo e tumori, tra scienza, opinioni e mode. L’obiettivo è anche far conoscere la neoplasia ginecologica femminile a peggior prognosi: in Italia colpisce oltre 5.200 donne l’anno e ne uccide circa 3.200; in Emilia-Romagna nel 2016 ci sono state 414 nuove diagnosi e 273 decessi nel 2015
Attualmente più di 42 mila italiane convivono con un tumore dell’ovaio. Un tumore  di cui non si parla abbastanza; è la malattia tumorale femminile meno conosciuta, più sottostimata, ma anche la più letale: ogni anno, in tutto il mondo, colpisce 250 mila donne e ne uccide 140 mila. Solo in Italia lo scorso anno sono stati diagnosticati 5.200 nuovi casi e meno della metà delle donne colpite sopravvive (dati AIOM).Una malattia dai sintomi vaghi: la diagnosi precoce è rara e le terapie si contano sulle dita di una mano. Il tumore ovarico sta però uscendo dall’ombra: l’8 maggio si celebra in tutto il mondo la quinta Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico: per il Comitato Organizzatore Internazionale, di cui Loto Onlus fa parte, ricerca, informazione e diagnosi tempestiva sono le parole d’ordine per combattere il più pericoloso dei tumori femminili.

A Bologna Loto Onlus – l’associazione no profit nata con l’intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell’ovaio – organizza “Io Loto, noi lottiamo”, una rassegna nazionale dedicata a questa patologia: il 5 e 6 maggio la città ospita due giornate di approfondimento, confronto e sensibilizzazione che coinvolgono la comunità scientifica, le pazienti, le loro famiglie e tutte le donne.
Per capire l’aggressività del tumore ovarico è sufficiente sapere che solo il 45% delle donne colpite sopravvive nei primi 5 anni dalla diagnosi. Le ragioni di questo basso tasso di sopravvivenza sono sostanzialmente due. Innanzitutto il tumore ovarico nel 75% dei casi viene diagnosticato quando è già in stadio avanzato, perché la malattia inizialmente si accompagna a sintomi così aspecifici da essere confusi con malesseri meno gravi: dolori e gonfiore addominale persistente, la necessita di urinare spesso, fitte alla pancia, stipsi o difficolta digestive, ma anche mancanza di appetito e la sensazione di essere subito sazie. Sono sintomi generici e comuni, ma se durano da tempo (ogni giorno per un paio di settimane e per due o tre mesi consecutivi), o se non sono mai stati presenti, è meglio rivolgersi al medico per un controllo. In secondo luogo, ad oggi per il tumore ovarico non esistono strumenti di prevenzione, come il pap test per il tumore dell’utero, né esistono test di screening per la diagnosi precoce, come la mammografia per il tumore al seno. Tuttavia, una maggiore attenzione ai primi segnali può portare a una diagnosi tempestiva che aiuta a individuare e a curare il tumore a uno stadio iniziale, con buone prospettive di guarigione.Sabato 6 maggio se ne parlerà nell’Aula magna di Santa Cristina dell’Università di Bologna: “Cibo e tumori: tra scienza, opinioni e mode”.


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