Trasporto pubblico locale, c’è l’accordo regioni- Governo
- mercoledì, 21 dicembre 2011, 15:14
- Politica, Primo Piano
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Il Governo stanzierà quattrocento milioni di euro in più. É questa la cifra sulla quale è stato raggiunto l’accordo tra le regioni e l’esecutivo su un tema rimasto per mesi al palo: il trasporto pubblico locale. L’intesa è stata raggiunta dopo un incontro di oltre due ore con il ministro per gli affari regionali Piero Gnudi e il viceministro dell’economia Vittorio Grilli. All’incontro hanno partecipato il presidente del Lazio, Renata Polverini, quello del Piemonte Roberto Cota e i colleghi di Lombardia e Umbria, Roberto Formigoni e Catiuscia Marini, capitanati dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. “Le risorse sul trasporto pubblico locale sono la soglia minima per gestire il servizio – ha precisato il presidente dell’Emilia Romagna – le Regioni dovranno investirvi comunque altre risorse”. I fondi stanziati per il 2012 saranno in linea con quelli destinati al trasporto pubblico locale quest’anno. Finora il Governo aveva trovato un miliardo e 200 milioni di euro, cifra che ha raggiunto 1 miliardo e 600 milioni. “Oggi – ha spiegato Errani – abbiamo definito la base di una intesa col Governo sul trasporto”. Una parte delle risorse, 81 milioni, sarà collegata ad un patto su ferro e gomma che Comuni, Regioni, Province e Governo dovranno siglare, sulla qualità e l’efficienza del trasporto locale. Tra le novità anche la fiscalizzazione del finanziamento del trasporto che dovrebbe partire nel 2012, un risultato importante per i governatori che grazie ad essa avranno la possibilità di fare una programmazione pluriennale. Il passo avanti sul fronte del trasporto pubblico locale è solo il primo tra quelli che le regioni vorrebbero strappare al Governo. Al primo posto nell’agenda resta la manovra salva Italia che incasserà il parere favorevole della Conferenza. “ La manovra chiede sacrifici pesanti: ci aspettiamo cresca il tasso di equità” ha ribadito ancora una volta Errani. Crescita, lavoro, credito alle imprese, questi alcuni dei temi su cui le Regioni attendono di potersi confrontare in futuro con Palazzo Chigi.
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