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Torrisi: “Col Novara gara difficile dal punto di vista psicologico, ma ben venga la pressione per i rossoblù. Dalla, una grande perdita per Bologna dopo quella di Bulgarelli”

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex rossoblù Stefano Torrisi nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (in onda su Telecentro-OdeonTv).

L'ex calciatore del Bologna, Stefano Torrisi

Di UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO

Stefano, domenica il Bologna affronterà il Novara ma il primo pensiero non può non andare alla scomparsa di Lucio Dalla. Qual è il tuo ricordo?

Lucio era una persona molto carismatica per Bologna, era un personaggio di quelli sempre presenti quando Bologna aveva bisogno di personaggi eccellenti. Lui ha fatto tanto per la parte artistica, sportiva e culturale di Bologna. Personalmente di lui ho un bel ricordo, molto personale. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, porta il ricordo di una persona buona. Su facebook l’ho definito un buon diavolo, nel senso che era una persona sempre pronta a dare una mano e a sdrammatizzare, nella sua bolognesità a rendere ogni cosa un po’ più semplice e un po’ più allegra. Era uno di quelli che ti dava la forza di dire: c’è un problema, risolviamolo. Sempre col sorriso sulle labbra. E’ una grave mancanza per Bologna, che negli ultimi anni ha perso delle grandi figure: a Giacomino si aggiunge ora quella di Lucio. Sono figure che a Bologna mancheranno molto, e questo mi dispiace.

Passando al calcio giocato, come vedi la partita con il Novara?

E’ sicuramente una gara difficile dal punto di vista psicologico. La storia recente del Bologna ha dimostrato che quando la squadra è sotto pressione fa bene, mentre quando è in una situazione più tranquilla a volte ha steccato. E i giocatori di oggi, sono gli stessi che hanno salvato il Bologna e fatto bene negli ultimi tre anni. Il fatto che il Lecce stia facendo un po’ di pressione a quelle davanti penso aiuti il Bologna, perché la pressione rende molto concentrati in campo e nel lavoro settimanale: e credo che ora i giocatori abbiano bisogno di questo. Il Bologna, poi, incontrerà una squadra che, miracoli a parte, non ha più nulla da perdere: hanno fatto la loro stagione in serie A, non è probabilmente andata come si aspettavano e quindi i giocatori sono tranquilli e con voglia di dimostrare. E’ sicuramente una partita da prendere con molta attenzione.

Si tratta di due squadre costruire non per imporre il proprio gioco ma per modellarsi su quello dell’avversario sfruttando il contropiede. Dal punto di vista tattico che gara di aspetti?

La difesa del Bologna è il reparto che, sulla carta, all’inizio dava più dubbi. A me personalmente piace, così come mi piacciono i due centrocampisti davanti alla difesa, Perez e Mudingayi. Il Bologna poi ha una grande fortuna: che Ramirez e Diamanti cominciano a lavorare bene insieme, cosa che a inizio anno non succedeva. Poi c’è Taider, che porta tanti palloni: a me piace molto questo ragazzo. Dovrà essere una gara d’attesa: per caratteristiche il Bologna è una squadra nata per difendersi e ripartire. Alla fine bisogna sempre indovinare la giocata giusta per mettere Di Vaio davanti al portiere. Marco sta dimostrando che gli anni passo: non ha più quella freschezza che poteva avere tre anni fa, oggi su dieci volte arriva bene in un paio di occasioni davanti al portiere. Una volta lì, poi, non sbaglia, ma quelle occasioni bisogna sapergliele creare.

Il Bologna ha perso con l’Udinese dopo sette risultati utili consecutivi. Questo può minare un po’ le certezze dell’ambiente rossoblù?

Credo che il Bologna sia stato esaltato dopo le vittorie con Inter e Fiorentina. Questo è un classico, ed è il bello del bolognese: bastano due vittorie è si guarda alla Uefa, poi arriva una sconfitta e si ha paura. L’Udinese ha segnato 3 gol al Bologna innanzitutto perché è una grande squadra e poi perché la storia insegna che quando la difesa sbaglia partita prende tanti gol. Si prendono tante reti, spesso ridicole, si sbaglia molto, ma sono quelle partite che è meglio farne una del genere e prendere tre gol così per poi fare bene le altre.  Il Bologna, per caratteristiche, è una squadra che sotto pressione ha dimostrato di fare bene. Il Lecce probabilmente fino alla fine ci proverà, visto che tra l’altro oggi a livello di società è messo come il Bologna lo scorso anno. Ci proverà, il Bologna dovrà soffrire, però il fatto di dover stare concentrati è un’abitudine che i giocatori del Bologna hanno. Più stanno sul pezzo e sentono la pressione, meglio è per loro.

Che idea ti sei fatto della vicenda che vede coinvolto Daniele Portanova?

Questa situazione certamente porta forte dispiacere al giocatore: io credo che Portanova sia innocente.  Conoscendolo, non credo che sia il tipo di persona che fa queste cose. Psicologicamente su di lui questa cosa può avere un’influenza, ma la gente di Bologna sa con chi ha a che fare e questo è il momento di dargli una mano e fargli sentire calore. I compagni di squadra hanno sempre fatto del gruppo la loro forza, e da questo punto di vista credo che sia gratificato dal sapere che tutti i compagni pensano che lui sia una persona pulita. Nel calcio questo è un momento in cui tutto e tutti possono essere messi in discussione, ma chi ha realmente sbagliato dovrà sbagliare.

Recentemente sono balzati agli onori delle cronache i commenti dell’ex rossoblù Massimo Mutarelli e di sua moglie, che sui social network hanno criticato la città di Bologna. Tu come valuti quello che è successo?

Porto il mio esempio. Sono stato a Reggio Calabria, dove sono trattato benissimo, la gente mi ha voluto bene e mi ha rispettato. E’ un posto che adoro e di cui ho massimo rispetto. Se poi io a Reggio Calabria avessi giocato male, come ha fatto qualche altro giocatore a Bologna, questo dovrebbe portarmi ad aver maggiore rispetto della gente che mi ha sopportato. Se una persona, per fare quello che fa prende soldi e non avanza debiti da nessuno, debba avere rispetto di chi glieli ha dati o di chi glieli ha fatti guadagnare. Purtroppo al giorno d’oggi la riconoscenza manca sempre un po’. Per quanto riguarda Mutarelli, le persone si giudicano per quello che dimostrano di essere: ognuno avrà il suo giudizio.

Ti vedi allenatore, in futuro?

Decisamente no. E’ troppo stressante, non è il mio mestiere.


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Matteo Fogacci

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