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Torrisi: “Bologna costruito male, troppi doppioni. Di Vaio? Al suo posto io in estate me ne sarei andato”

Intervista all’ex rossoblù Stefano Torrisi nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (Telecentro-OdeonTv).

Stefano, il Bologna non sta attraversando un buon momento ed è reduce dalla sconfitta di ieri nel derby. E’ corretto dire che il pesce puzza dalla testa, ovvero, in questo caso dalla società e da una squadra costruita male?

E’ un’analisi giusta. Puzza molto dalla testa, perché la testa a luglio ha detto che questa squadra è molto più forte di quella dell’anno scorso: primo punto, hanno detto una cosa non vera, e secondo punto non hanno lavorato in quella direzione. Ancora oggi non si fanno sentire e non fanno capire le loro intenzioni.

L’obiettivo è limitare i danni prima del girone di ritorno per poi sperare di rinforzare la rosa?

Gli obiettivi dipendono dalle possibilità economiche che ha la società e dalle amicizie che ha con le grandi squadre: e quindi quali giocatori possono arrivare a titolo gratuito o quanti soldi si hanno a disposizione per andarli a comprare.

Io non credo che questa società abbia tanti soldi, altrimenti non si sarebbe fatto quello che è stato fatto quest’estate. Chi decide quello che andrà fatto: l’allenatore, il direttore sportivo, il presidente o il vicepresidente? A volte il presidente dice una cosa e il vicepresidente un’altra: non si sa chi decide, oggi.

L’obiettivo è riuscire ad arrivare a gennaio stando attaccati alle squadre davanti: l’Inter la si perderà sicuramente lungo la strada, bisogna stare attenti che il Cesena non venga su, che il Lecce non vinca domenica contro il Catania. E bisognerà non perdere a Cagliari, perché c’è già tanta negatività attorno a questa squadra, c’è poco entusiasmo e poca convinzione ed emergono problemi tattici, che purtroppo sono evidenti. La mia paura è che vittorie con Atalanta e Novara non siano più dei grandi risultati ma delle partite che erano da vincere per forza. Il Novara a mio avviso è la squadra più scarsa della serie A, mentre l’Atalanta è una buona squadra: la prestazione del Bologna è stata buona,  ma se il primo tempo fosse finito 1-0 e non 1-1 con quel rigore nel finale forse sarebbe stata un’altra partita. Prediamoci queste vittorie, ma la sconfitta di domenica deve far tornare tutti non uno ma due passi indietro, perché c’è veramente qualcosa che non va. E ieri a mio avviso ha sbagliato anche l’allenatore.

Quali sono le lacune di questa squadra, a livello di ruoli? C’è qualche giocatore sul quale tu punteresti nel mercato di riparazione?

La mia è un’opinione da tifoso, e per questo non necessariamente giusta. Io, ad oggi, andrei a cercare un regista. Questa squadra non ha gioco, vive sulle invenzioni di Ramirez e ha due giocatori che fanno fatica a supportarlo. Ramirez fa grandi cose quando va lui a prendere palla, non sempre può ricevere palla sulla trequarti del Bologna e ha bisogno di gente che gli dia palla.

Confrontandomi con alcuni amici sono venuti fuori i nomi di Bogliacino, che non gioca a Bari, e Milanetto che non gioca a Padova. A questo punto c’è sempre chi dice che un giocatore non è più giovane o non gioca in B: ma quello che manca bisogna prenderlo. Non conta se uno non è più giovane o non gioca in B: conta che tu non ce l’ hai, quindi ne hai bisogno.

Ieri dopo il derby Pioli ha ribadito che, prima del suo arrivo, la squadra aveva pochi punti. Come giudichi le dichiarazioni del tecnico rossoblù?

Secondo me ha sbagliato, perché il lavoro di chi c’era prima di te va rispettato: come l’ha rispettato dopo Novara, doveva rispettarlo anche dopo Cesena.

Credo che lui si sia reso conto che la squadra che ha preso in mano non è stata allenata male, è stata costruita male: ed è un’altra cosa. Lui, oggi, non ha alternative.

Come giudichi i difensori centrali del Bologna?

Oggi come oggi la difesa del Bologna è la nota positiva della squadra. Portanova, Raggi, Antonsson, Morleo – Loria no, perché quando ha giocato non era pronto, quindi non è giudicabile – sono giocatori che non hanno chissà quale passato e chissà appeal sul tifoso bolognese: ma a oggi la difesa del Bologna non ha fatto male. Con il Cesena il gol non è stato preso per un errore della difesa, ma perché il centrocampista non ha aggredito Parolo.

Vedresti bene il ritorno di Carmine Longo come direttore sportivo?

Non conosco personalmente Longo. Lo scorso anno la dirigenza ha sicuramente fatto disastri dal punto di vista della gestione economica, ma dal punto di vista della gestione tecnica  hanno lavorato molto bene. Se Longo, come operatore di mercato, lo scorso anno ha fatto bene dico: perché no? Porcedda per certi versi è stato un disastro, ma le scelte dei giocatori non erano state sbagliare. Longo conosce il calcio e conosce l’ambiente: piuttosto che niente, è meglio Longo.

In alternativa chi ti piacerebbe?

Oggi c’è la tendenza ad affiancarsi a un gruppo o a un clan di procuratori. Non so se questa giovane e nuova società abbia fatto riferimento a questo o stia cercando un direttore sportivo importante.

Con Bagni si sono comportati sicuramente male, anche perché gli sono stati attribuiti acquisti che non ha fatto, e questo lo so per conoscenza.

Io posso giudicare per quello che vedo e sento dire, ma non conoscendoli fisicamente, si fa fatica a consigliare delle persone che, dall’esterno, non ti sembrano persone che vogliano sentire o ascoltare gli altri.

Come giudichi il momento di Di Vaio?

Ho giocato insieme a Marco ed è un amico. Se gioca male e non sta bene, non gioca e va in panchina: ed è una scelta che deve fare l’allenatore. Ma mi dispiace sentire che la colpa è solo sua, perché per tre anni ha salvato il Bologna: non so per quanto tempo il tifoso bolognese pensasse che avrebbe continuato a fare 20-25 gol a stagione. Sarebbe arrivato, prima o poi, l’anno in cui li non avrebbe fatti, specialmente avanzando con l’età.

A posteriori dico a Di Vaio che me ne sarei andato, dopo che per tre anni ha salvato la squadra e con tutto quello che è successo in estate: la stagione era finita male e poteva nascere solo male. Poi lui, alla sua età, ha fatto una scelta di vita, quindi massimo rispetto. Ma dare tutta la colpa a Di Vaio è un po’ troppo forte,  anche per lui da sopportare. Che è in difficoltà, non sta giocando bene e non sta facendo gol si vede: ma che le colpe siano solo sue mi sembra un fardello da addossargli troppo pesante. Non sta dando quello che si pensava: ma se il problema del Bologna e lui, lo si tiene panchina e vediamo se il Bologna va meglio: non credo sia questa la soluzione.

Manca anche Viviano, che assicurava punti importanti.

Manca anche la corsa e la tecnica di Della Rocca, che lo scorso anno era esploso, e tante altre cose. Di base ci sono buoni giocatori e altri sono stati comprati, ma sono stati comprati anche doppioni, come Mudingayi e Perez, che giocano bene quando uno dei due scende. Di Vaio e Acquafresca, sono due doppioni, Diamanti e Ramirez sono due doppioni che non possono giocare insieme: è stato un mercato sbagliato non nei giocatori, che sono bravi, ma non è stato fatto con la costruzione logica di una squadra.


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Matteo Fogacci

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