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Tonino Guerra festeggia i 90 anni con un nuovo libro: “La Valle del Kamasutra”

“Meglio che tu continui a vivere con la gente semplice come hai sempre fatto. Con chi insomma ha a che fare con le cose e non con chi ha a che fare con le idee”, scriveva Elio Vittorini a Tonino Guerra nel 1954, alla vigilia dell’uscita del suo secondo libro di narrativa, “Dopo i leoni”. E questa necessità dei propri luoghi, e della loro lingua, Guerra l’ha sempre vissuta, se ha scritto molto in dialetto e da oltre vent’anni si è rifugiato a Pennabilli, nel cuore del Montefeltro, dove ha creato i cosiddetti “Luoghi dell’anima” (dal Santuario dei pensieri al Rifugio delle Madonne abbandonate o l’Orto dei frutti dimenticati) e dove festeggia il 16 marzo i novanta anni, con l’uscita di un libro, “La valle del Kamasutra” (Bompiani). Del resto nel 1960 scriveva di sé: “Dal 1953 si è trasferito a Roma per occuparsi di cinema. Si lamenta con tutti perché vorrebbe tornare a Santarcangelo per riprendere a scrivere un po’ di racconti”. Antonio, detto Tonino, Guerra a Santarcangelo di Romagna è nato il 16 marzo 1920. Suo padre è contadino, sua madre è analfabeta e le insegnerà lui a scrivere. Poco più che ventenne, catturato dai fascisti, viene deportato in Germania nel lager di Troisdorf, dove inizia a comporre i primi versi in dialetto, ‘I scarabocc’, che pubblica nel 1946, con una presentazione di Carlo Bo. Tornato a casa si laurea al Magistero di Urbino e si dedica all’insegnamento, esordendo come narratore nei Gettoni Einaudi con “La storia di Fortunato”, prima di partire per Roma, dove frequenta il pittore Lorenzo Vespignani, conoscendo Elio Petri e Giuseppe De Santis (con cui debutta nel cinema come soggettista di Uomini e lupi). Alla fine degli anni ’50 avviene l’incontro decisivo con il ferrarese Michelangelo Antonioni e collabora alla realizzazione di tutti i suoi film, a partire da L’Avventura (’60), tranne Professione Reporter.
Oggi è autore di una novantina di sceneggiature per Fellini (Amarcord vinse l’Oscar), Rosi, Trakovskij, Wenders e tanti altri.
Questo non vuol dire che tralasci il resto, se pubblica varie raccolte di versi, riunite nel 1972 ne “I bu” con un saggio di Contini, cui ne sono seguite oltre una decina, da ‘Il miele’ del 1981 a ‘Una foglia contro i fulmini’ del 2003. E poi ci sono i titoli di narrativa, da “L’uomo parallelo” del 1969 a ‘I cento uccelli’, da ‘Il poverone’ a ‘I guardatori della luna’, sino al racconto ‘La prima luce’ del 2005. Con la poesia dona al dialetto un taglio assolutamente moderno, facendone “un linguaggio senza storia”, come scriveva Contini, con temi di sapore fiabesco, impressioni in cui rapido é il trapasso ilare dalla realtà al fantastico, mentre, col tempo, crescerà il senso di disincanto, col sapore di una favola dalle note struggenti tra recupero e contemplazione della natura e constatazione mitemente tragica di allegoriche realtà. Ammira l’artigiano e cita Zavattini Cesare Garboli: “C’è nel modo in cui Guerra tratta gli oggetti della sua fantasia un piacere individuale, manuale, che mi appassiona”, riferendosi ai suoi primi giochi narrativi che, attraverso i propri ricordi, quasi ossessioni, ricrea il non senso delle cose. Storia amorosa, tra disperazione e mistero, è poi quella del romanzo “L’uomo parallelo” , mentre i libri successivi vivono di impressioni e fantasie di viaggio, magari in bilico tra un luogo, che può essere Mosca o Roma, e il contraltare quasi surreale del paese, del paesaggio natale. “Il mondo va avanti grazie allo stupore” è una frase che Guerra ama ripetere negli ultimi anni, lui che nel 2004 ebbe un momento di popolarità grazie a uno spot tv, scritto e interpretato per una catena di empori di elettronica, in cui diceva al nipotino: “Non può morire l’ottimismo, è il profumo della vita”. Anche se dieci anni fa dichiarava: “Ottanta anni sono brutti per tutti, bisogna dimenticarsene al più presto”, aggiungendo subito però che “l’anno prossimo, quando ne avrò 81, avrò nostalgia di questo momento”. (di Paolo Petroni – Ansa)

“LA VALLE DEL KAMASUTRA”: STORIE, VERSI, TESTIMONIANZE

Per i novanta anni di Tonino Guerra, che li compie il 16 marzo e festeggia a Pennabilli, il paese nel Montefeltro dove vive da oltre venti anni, Bompiani sta per mandare in libreria un suo nuovo libro, ‘La valle del Kamasutra’ (pp. 500 – 20,00 euro) e a Verona sarà al centro dei programmi per la Giornata Mondiale della Poesia Unesco il 18 e 19 marzo. Il volume, a cura di Salvatore Giannella, è una raccolta di storie, racconti, versi, disegni che ci introducono in quel profluvio di fantasia e parole che la pazienza, la dedizione e il metodo fanno profondere a Guerra ogni giorno nell’arte. Chiudono il volume le testimonianze di tanti suoi amici di ieri e di oggi, da Pedro Almodóvar a Theo Angelopoulos, da Dario Fo a Natalia Ginzburg, da Ennio Morricone a Renzo Piano, da Nicola Piovani a Juan Piqueras, Giuseppe Prezzolini, Francesco Rosi, da Ersilio Tonini a Vittorio Sgarbi, per citarne alcuni, che rispecchiano i campi della sua attività, dalla letteratura al cinema, sino all’arte e al design, affrontati col solito segno fuori degli schemi. La poesia del cinema è il focus delle celebrazioni organizzate dall’Accademia mondiale della poesia per la Giornata Mondiale della Poesia Unesco, in programma a Verona con al centro la figura e la poetica di Guerra: giovedì 18 marzo con la proiezione di ‘La domenica specialmente”, film a episodi”firmato da Bertolucci, Tornatore, Giordana e Barilli, tratto dal suo libro di racconti “Il Polverone”, e di “L’eternità e un giorno” di Theo Angelopulos, da lui sceneggiato, Palma d’Oro a Cannes; venerdì 19 la giornata si apre con “Andrea a Tonino”, saluto di Andrea Zanzotto a Tonino Guerra, cui seguono incontri, interventi, rappresentazioni, proiezioni con le testimonianze di registi, produttori, attori e critici letterari che hanno collaborato con lui.
(ANSA).


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