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Testamento biologico: Rimini l’approva, Bologna si appresta a farlo, ma il governo frena

Testamento biologico: anche Rimini verso l’istituzione di un registro. E’ stata approvata infatti in Consiglio comunale la mozione presentata da un consigliere del Pd che ne chiede la creazione. Contrario il Pdl, che è uscito compatto dall’aula al momento del voto. I Democratici hanno invece lasciato libertà di voto ai propri esponenti che infati si sono divisi (4 contrari e 2 astenuti). Ma la mozione è passata ugualmente, con 19 voti favorevoli. Un orientamento, questo espresso dal Comune, che pare sarà seguito anche dalla maggioranza in Provincia, visto che il vicepresidente Carlo Bulletti, ginecologo esperto in fecondazione assistita, ha già affidato a You Tube il proprio testamento biologico in assenza di una legge ad hoc. Un filmato dai contenuti forti, in cui l’amministratore e medico arriva a maledire i colleghi che eventualmente non acconsentissero alle sue ultime volontà biologiche.

IL VICEMINITRO ROCCELLA “NO AI REGISTRI,
C’E’ IL RISCHIO DI NUOVI CASI ENGLARO”

“In tutti i Comuni di sinistra c’é ormai questa idea di istituire i registri per il testamento biologico, questo tra l’altro mentre il Parlamento sta discutendo la legge. Non è vero che col registro si offre un servizio, in primo luogo perché non c’é ancora la legge. In realtà si vuole creare un nuovo caso Englaro, un nuovo caso giudiziario”. Il sottosegretario alla salute, Eugenia Roccella, in due eventi diversi e in due città diverse, Bologna ed Arezzo, ripete con forza il suo no a questi registri e sottolinea: “Si vuole condizionare il Parlamento dove però c’é una maggioranza compatta e cercare di tornare ad un’altra sentenza. I giudici intervengono anche troppo, non solo contro Berlusconi ma anche regolarmente per modificare in modo creativo le leggi votate da maggioranze in Parlamento”.
Un intervento che arriva alla vigilia del voto in consiglio comunale a Bologna previsto per lunedì per l’istituzione del registro sui testamenti biologici. E il primo appuntamento del sottosegretario Roccella è proprio a Bologna, invitata dal centrodestra a un convegno sul tema. “E’ molto discutibile che possa avere un valore, aprirebbe una serie infinita di problemi e di contenziosi”, dice Roccella in merito all’iniziativa bolognese.
In attesa della risposta del ministero degli Interni, al quale il vicepresidente del consiglio comunale Paolo Foschini ha chiesto un parere, Roccella precisa come “eventuali richieste scritte in un testamento biologico sarebbero difficilmente compatibili con l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale”, perché quest’ultimo è “orientato alla salvaguardia della salute e non vi si può condurre una persona sana alla morte”. Inoltre i registri creati in altre città italiane finirebbero per essere spazzati via dalla legge che sarà discussa alla Camera a febbraio. Il rischio, ha proseguito, “é che anche un parente possa ricorrere, i contenziosi possono crearsi a qualunque livello”.

LO GIUDICE (PD Bologna): “DIREMO SI’, ROCCELLA SI RASSEGNI”

Risponde a Roccella il capogruppo Pd in Consiglio comunale a Bologna, Sergio Lo Giudice: “Il sottosegretario si rassegni, lunedì il Consiglio comunale voterà l’istituzione del registro”. E Lo Giudice aggiunge: “Non mi stupisco, se fosse per lei non avremmo nemmeno la legge 194”. In particolare secondo il sottosegretario alla salute Roccella, “il registro dei Dat è un legittimo gesto di pressione politica, ma non un servizio per i cittadini: resta impraticabile e molto dubbio” e la legge ora alla Camera “non può contemplarli”.

INTANTO AUMENTANO I COMUNI DEL BIOTESTAMENTO

Intanto sono molti i comuni che hanno fatto da sé. Tra questi Firenze, il X e l’XI municipio di Roma (la prima persona a depositare il suo è stata Mina Welby, la moglie di Piergiorgio Welby, il primo caso di accompagnamento alla morte, nel 2006) ma anche Pisa (e provincia), Torre Orsaia (SA), Gradisca d’Isonzo (GO), provincia di Cagliari e Cerveteri, Quarto di Napoli (NA), Curti (CE), Polistena (RC), Conza della Campania (AV).

(ANSA).


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