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Terrorismo internazionale: 6 rinvii a giudizio a Bologna

Inizierà il prossimo 28 ottobre davanti alla corte d’assise di Bologna il processo nei confronti di sei presunti membri della cellula jihadista scoperta lo scorso agosto dalla Digos del capoluogo emiliano con l’arresto di quattro tunisini e un marocchino. L’udienza preliminare davanti al GUP Andrea Santucci si è conclusa con sei rinvii a giudizio e dieci proscioglimenti. I sei, di cui cinque sono in carcere mentre uno è latitante, dovranno rispondere di associazione terroristica internazionale. Sono, invece cadute le accuse per i reati di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo l’accusa gli indagati si stavano organizzando per andare a combattere in Iraq o Afghanistan. Per gli inquirenti i cinque arrestati sarebbero stati potenziali kamikaze o supporto di martiri. È proprio per combattere la guerra santa avrebbero svolto attivita’ di proselitismo. Al vertice della cellula ci sarebbe stato il tunisino Khalil Jarraya, 40 anni, uno dei rinviati a giudizio, detto anche ‘Il colonnello’ perche’ aveva combattuto nelle milizie bosniache dei Mujihaddin durante la guerra nell’ex Jugoslavia. A dare il via all’indagine era stata la scoperta a Imola di uno scatolone contenente documenti in arabo e cd-rom inneggianti al supremo sacrificio in nome dell’Islam. L’obiettivo del gruppo, secondo l’accusa, era portare il terrore all’estero, ma non in Italia. L’azione nel nostro paese serviva, invece a fornire supporto economico e logistico. Scopo a cui sarebbe servito anche un falso incidente stradale architettato per truffare un’assicurazione da cui è poi scaturita l’accusa di truffa per alcuni degli indagati. I legali dei cinque imputati tuttora in carcere hanno presentato ricorso in cassazione per chiederne la scarcerazione. ”Mi pare che ci sia un ridimensionamento positivo – ha commentato l’avvocato Desi Bruno – che ha difeso otto indagati – Non c’e’ una documento falso, non c’e’ una piantina, non ci sono armi. C’e’ solo materiale ideologico che dimostra una radicalismo religioso.”


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