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La rivista “Terrasanta” compie 90 anni

Con il numero di gennaio-febbraio 2011 Terrasanta, la rivista della Custodia di Terra Santa, ha compiuto 90 anni, ma non li dimostra. Nata nel 1921 a Gerusalemme con l’obiettivo di informare i pellegrini italiani sull’attualità dei Luoghi Santi, ha saputo mantenersi al passo coi tempi adattandosi ai nuovi canali di comunicazione.
Dal 2006 il magazine, bimestrale, esce in 64 pagine a colori e si avvale della collaborazione di insigni studiosi e giornalisti che hanno a cuore la terra di Gesù. Viene realizzata a Milano presso lo storico Centro di Propaganda e Stampa di Terra Santa di via Gherardini, sede delle Edizioni Terra Santa.
Dal 2006, la versione cartacea è affiancata dalla testata online Terrasanta.net: non una semplice “versione online” della storica rivista, ma un vero e proprio giornale che permette di seguire quotidianamente l’attualità mediorientale e di accedere a contenuti e approfondimenti sempre nuovi.
Nel 2009 Terrasanta è sbarcata nel mondo dei social network con una pagina su Facebook, in cui sono rilanciati i contenuti principali del giornale, le iniziative e le pubblicazioni delle Edizioni Terra Santa; un modo per rimanere in contatto anche con i lettori.

 

INTERVISTA A GIUSEPPE CAFFULLI, DIRETTORE DELLA RIVISTA

Come è nata l’esperienza di Terrasanta?
La necessità di creare un canale di informazione sulla Terra Santa è strettamente legata all’avvio e alla crescita dei pellegrinaggi dall’Italia nel XX secolo: nel 1906 guidano il primo grande pellegrinaggio italiano in Palestina mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi, vescovo di Bergamo, accompagnato dal suo segretario personale, il giovane don Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII. Da allora i pellegrinaggi verso la Terra Santa, pur tra fasi alterne, hanno assunto sempre più rilievo. In questo contesto di crescita di interesse per la terra di Gesù si colloca la nascita di un organo di informazione dedicato proprio ai pellegrini, curato dai custodi dei Luoghi Santi.

Come è cambiata la rivista di fronte ad una terra in continua evoluzione, sia dal punto di vista della politica che della religione?
Nel 1921, anno di fondazione, la rivista usciva in 36 pagine in bianco e nero con il titolo La Terra Santa, a cadenza mensile e per opera di una redazione con sede a Gerusalemme. Usciva contemporaneamente anche in francese e spagnolo. Si trattava di un unico periodico, offerto nelle tre lingue principali parlate nella Custodia di Terra Santa all’epoca. Gli articoli, scritti da frati della Custodia, non erano mai firmati. Era una rivista dal taglio quasi “cronachistico”, che dava molto spazio ai piccoli fatti quotidiani che interessavano l’intera regione e le principali comunità religiose (ebrei, musulmani e cristiani). C’era, si può dire, la volontà di raccontare una realtà a livello “locale”: la redazione, del resto, si trovava a vivere in quella stessa realtà e offriva testimonianze “di prima mano”. Dal 2005 la redazione si è spostata a Milano e ha assunto un respiro più internazionale, che getta uno sguardo anche più ampio sulle sfide che interessano l’intera area mediorientale.
Nonostante i grandi cambiamenti che ha conosciuto il Medio Oriente, la rivista è rimasta sempre fedele agli obiettivi iniziali: “mantenere cioè e propagare la cognizione della Terra Santa nel suo vero carattere di Terra di Dio, patria di Gesù, teatro della redenzione umana e del quale si conservano i venerandi Luoghi che sono i nostri Santuari, per la cui esistenza e difesa hanno lottato e combattuto le generazioni di venti secoli” (dall’Editoriale del primo numero del 1921). Stessi obiettivi e valori, ma strumenti inevitabilmente più moderni: la rivista è oggi di 68 pagine interamente a colori ed esce anche in formato elettronico, con possibilità di abbonamento online su www.edizioniterrasanta.it. Dal 2006 la nostra redazione cura anche un’ulteriore testata: Terrasanta.net, un vero e proprio giornale online che, oltre che i principali contenuti della rivista cartacea, offre spunti e contenuti aggiuntivi e continuamente aggiornati.

La pubblicazione della rivista si è interrotta solamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Un segnale forte, visto che il Medio Oriente è stato segnato da molti conflitti anche dopo quella guerra…
I Francescani sono in Terra Santa da secoli. Fin dall’inizio dell’Ordine grande attenzione fu riservata alla Terra Santa: la Provincia di Terra Santa fu infatti considerata “la perla” delle missioni francescane. Dall’istituzione della Provincia nel XIII secolo ad oggi, questa terra ha attraversato mille vicissitudini e le guerre purtroppo ne hanno fatto sempre parte. A parte brevi periodi (ad esempio gli anni successivi alla caduta della roccaforte crociata di S. Giovanni d’Acri nel 1291), i Francescani sono sempre stati presenti in queste regioni per prendersi cura dei Luoghi Santi e delle comunità cristiane locali.
Anche la rivista ha seguito questa tradizione di “tenacia e perseveranza”: nei periodi più caldi dello scontro tra ebrei e musulmani (come ad esempio durante la Guerra dei sei giorni) magari si posticipava un numero o se accorpavano due, ma l’attività non è mai cessata. Sono d’altronde questi i momenti in cui più alta è l’esigenza di raccontare ciò che succede! E comunque, teniamo conto che la pausa imposta dalla Seconda Guerra Mondiale fu dovuta più che altro alla mancanza di risorse e materie prime (quali carta per la stampa) che a una “resa” di fronte ai tragici avvenimenti… A proposito dei conflitti che la rivista ha raccontato, nonostante la sede della redazione sia sempre stata presso il convento di San Salvatore a Gerusalemme è interessante notare come il Paese di appartenenza sia cambiato a seconda dei mutamenti geopolitici: Palestina (fino al 1949), Giordania (fino al 1967) e infine Israele.

Perché allora la decisione di lasciare il Medio Oriente e di trasferire la redazione a Milano nel 2005?
La decisione di trasferirsi ha obbedito a ragioni prettamente pratiche: diffondere una rivista in tutto il mondo direttamente da Gerusalemme dava problemi soprattutto a livello di tempi e costi. Farlo dall’Italia ha notevolmente semplificato le cose. Il trasferimento ci ha permesso anche di allargare gli orizzonti dei temi trattati e di diversificare le iniziative di sensibilizzazione sulle tematiche legate alla presenza dei cristiani in Terra Santa. Mi riferisco ai libri e alle mostre che curiamo da Milano e che cerchiamo di promuovere in tutta Italia.

Come si racconta il Medio Oriente oggi?
Oggi c’è più attenzione verso il contesto internazionale e verso le ripercussioni che tutto ciò che avviene in Terra Santa può avere sull’intero Medio Oriente. Detto ciò, è comunque bene tenere sempre presente che l’area che viene comunemente definita “Medio Oriente” è lungi dall’essere omogenea. Questo sia dal punto di vista politico che dal punto di vista sociale e delle condizioni di vita, a noi particolarmente care, delle minoranze cristiane. Questo deve aiutarci a evitare discorsi troppo generalizzati e spingerci ad approfondire ogni singola realtà. Il Medio Oriente non è un’area facile da comprendere, occorre evitare approcci troppo superficiali…


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