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Teatro Comunale: va in scena la Carmen, ma anche la protesta di orchestrali e maestranze

Dopo 15 anni, e tre turni di sciopero contro il Decreto Bondi, la Carmen, capolavoro di George Bizet, è tornata in scena ieri sera al Comunale di Bologna ottenendo un successo calorosissimo, che forse lo stesso teatro non si aspettava. La serata è cominciata con la lettura di un comunicato dei lavoratori indirizzato a ‘un ministro poeta’ e a “un governo che non ama la musica e la cultura e che ha deciso di chiuderci facendovi credere di riformare per salvarci”. A causa delle agitazioni, questa nuova Carmen bolognese ha debuttato con il secondo cast: criticate le voci maschili e l’allestimento dall’Opera di Riga del regista Andreys Zagars (storia ambientata nella Cuba castrista), giudicato obsoleto e privo di grandi idee. Non è dato sapere se alle lamentele nei due intervalli il pubblico avrebbe fatto seguire dissensi conclusivi: alla fine, i responsabili della parte visiva non sono usciti sul proscenio.

Invece Michele Mariotti, che dei complessi bolognesi è direttore principale, ha fatto il possibile per tenere assieme lo spettacolo, ‘complice’ un’orchestra in stato di grazia che, quando mette da parte i problemi sindacali e scende in buca, come di consueto non è seconda a nessuna in Italia. Mariotti ha quindi incassato la meritata dose di applausi e, a dimostrazione dell’appoggio dato agli orchestrali in questi giorni, ha fatto salire tutti i professori sul palco, a indicare, assieme al Coro, un cartellone calato nel frattempo che recitava l’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

La ‘Carmen’ è andata in scena grazie al voto favorevole quasi all’unanimità (solo un ‘no’) espresso ieri dall’assemblea dei lavoratori del teatro, che ha deciso di sospendere lo sciopero cominciato a Bologna l’11 maggio scorso. Continua, invece, il presidio-occupazione dell’ufficio del soprintendente Marco Tutino, anche se ora sostenuto solo dalla Fials-Cisal.

Intanto lunedì una delegazione di circa 80 dipendenti andrà a Roma per la manifestazione nazionale. Enrico Baldotto, segretario provinciale Fials, annuncia un pullman, oltre a chi andrà in treno. A Roma andrà anche il ‘Popolo trasparente’, 92 lavoratori (soprattutto tecnico-amministrativi) che, pur contro il decreto, si sono dissociato dallo sciopero e dall’occupazione dell’ufficio di Tutino.
Domani sera si riuniranno per la prima volta, precisa la dissidente Francesca Ventura: “vorremmo organizzare un altro ‘abbraccio del teatro’ dopo quello del 12 maggio, coinvolgendo altre fondazioni liriche per una catena umana attorno ai teatri, in contemporanea”. Nei prossimi giorni le proteste potrebbero essere più blande, forse con mini-concerti d’informazione prima delle recite ufficiali, ma in una prossima assemblea i lavoratori decideranno se tornare a scioperare per la prima dell’Edgar’ di Puccini in programma il 18 giugno.

Nel secondo cast, è stata protagonista la già esperta Nora Sourouzian, volto noto al Teatro comunale di Bologna. Poi si è visto il don José di Raffaele Sepe, l’Escamillo di Marcello Rosiello e la Micaela di Beatriz Diaz. Bene le due voci femminili, in particolare Micaela; a disagio, almeno nei primi due atti, quelle maschili. L’ambientazione nella Cuba castrista ha trasformato il povero Escamillo in un pugile-wrestler e Micaela in infermiera. Nella regia, sono state anche rispolverato vecchie gags (Micaela) ormai non più in uso nei nostri teatri.

(ANSA).


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2 Commenti in “Teatro Comunale: va in scena la Carmen, ma anche la protesta di orchestrali e maestranze”

  • Lelia scritto il 17 maggio 2010 pmlunedìMondayEurope/Rome 16:25

    Ieri 16 maggio ho assistito alla recita di Carmen, avevo la prima compagnia che a mio parere è stata valida ma sono super incazzata per l’allestimento, è puramente demenziale, non si può stravolgere così un’opera, il guaio è che questi pseudo registi vengono anche super pagati, se dipendesse da me li manderei a vangare la terra.

  • irma scritto il 21 maggio 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 0:59

    Questa sera sono andata a vedere la Carmen, bravissimi i cantanti ma la l’allestimento è davvero vergognoso, un’opera stupenda ROVINATA così!!!!!!!!! Vorrei proprio sapere a chi è venuta l’idea di ambientarla a Cuba e poi, nel finale Escamillo che entra vestito da pugile con la scritta Che Guevara sui guantoni…… che pagliacciata!!!!!! Certa gente dovrebbe cambiare mestiere prima di danneggiare dei capolavori!

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