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Tarozzi: “Vi racconto le differenze fra Bisoli e Pioli. Al Bologna di quest’anno manca lo spirito della passata stagione”

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex rossoblù e attuale allenatore in seconda del Sassuolo Andrea Tarozzi nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (Telecentro-OdeonTv)

Andrea, tu sei amico di Stefano Pioli e conosci bene anche Pierpaolo Bisoli: quali sono le differenze tra l’attuale tecnico del Bologna e quello precedente?
Bisoli, negli anni scorsi, ha ottenuto grandi risultati con dei suoi metodi sia in allenamento che nell’impostare le partite: è sempre stato un martello, negli allenamenti pretende aggressività e a livello tattico ha l’abitudine di adattarsi alle squadre avversarie, quindi cambia e rivoluziona le sue squadre in funzione degli avversari. Ottenendo, in certe stagioni, anche dei risultati: come nel Cesena, dove ha ottenuto una doppia promozione dalla C alla A con una squadra medio-alta e certo non da prima della classe, eppure lui l’ha portata a grandi livelli. Ha trovato un ambiente che ha sposato completamente i suoi metodi e ha ottenuti grandi risultati. Magari a Bologna ha trovato un po’ difficoltà nel proporre il suo metodo, il suo modo di giocare e di essere.
Pioli, invece, allena e prepara le partite in modo diverso: fa allenamenti molto più sereni, coinvolge molto di più i giocatori durante l’allenamento, li fa ragionare di più, li tiene un pochino di più sul campo in certe situazioni e affronta la partita della squadra avversaria in maniera diversa. Tatticamente, bene o male il modo di affrontarla è sempre quello, però rispetto alla squadra avversaria cambia delle sfumature e, quindi, dà più certezze ai giocatori.
Sono due metodi e due modi di allenare diversi, ma non per questo uno è giusto e uno sbagliato in assoluto: forse, per questo Bologna, il metodo di Pioli potrebbe agevolare le cose, visto che i metodi che hanno portato in passato grandi risultati a Bisoli non sono stati efficaci con il Bologna.
Si tratta di metodi e atteggiamenti diversi, vincenti entrambi perché gli anni passati hanno detto questo: forse in questo momento per il Bologna, visto che il metodo di Bisoli non è andato benissimo, può essere che quello di Pioli sia più adatto.

Secondo te qual è, dal punto di vista dell’organico, il punto debole del Bologna?
Bisogna ritrovare lo spirito che c’era negli anni passati, più che cercare un buco in qualche zona del campo, cosa che in questo momento è anche difficile fare. Pioli dovrà conoscere bene nello specifico i giocatori: ovviamente li conosce già, ma lui negli allenamenti è un grande osservatore e dovrà, con le sue capacità trovare le chiavi giuste per questi giocatori. Quello che mi è sembrato mancare a inizio campionato, è quello spirito che aveva impressionato tutti, dai tifosi agli addetti ai labori, e che c’era lo scorso anno. C’erano state problematiche enormi a livello societario, con i cambi alla presidenza, ed economici per la mancanza di stipendi che ha portato anche ad una penalizzazione: eppure la squadra si è compattata, si è unita, ha fatto partite strepitose prendendosi una rivincita contro tutti e guadagnandosi una salvezza meritata. Più che una defezione a livello di organico, ora bisogna ritrovare quello spirito. Bisogna ritrovare il leader carismatico di questa squadra, Di Vaio, che in questo periodo non sta facendo gol e ha difficoltà. Lui è un leader assoluto e il Bologna passa per Di Vaio perché si può salvare grazie ai suoi gol. Lo scorso anno era stato fatto quadrato ed era stato trovato quello spirito che ha portato ad una salvezza grandiosa: è questa la situazione che bisogna ritrovare.

Il tuo Sassuolo ha nel suo organico molti giovani interessanti, tra cui Sansone e Boakye: dove ritieni possano arrivare questi due giovani talenti?
Il Sassuolo è una realtà che sta emergendo, stiamo facendo un grande lavoro ed è merito di mister Pea e di una società esemplare. Abbiamo giovani interessanti e abbiamo preso l’allenatore giusto per questo tipo di giocatori. Boakye è un ’93, è un grande giocatore, ha esordito in serie A lo scorso anno, quest’anno sta facendo molto bene ma ha ancora margini di miglioramento: infatti noi gli stiamo particolarmente addosso perché ha delle qualità infinite ma a volte non riesce ad esprimerle. Anche Sansone è un grande giocatore, è uno specialista sui piazzati e fa grandi giocate, veramente importanti. Ma ci sono anche Laverone, Longhi, Cappelletti e altri ragazzi del ‘91: abbiamo giovani molto interessanti e stiamo ancora studiando questa squadra perché non sappiamo ancora bene le potenzialità possiamo avere.


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