Studenti bolognesi in piazza contro la Gelmini
- venerdì, 9 ottobre 2009, 17:44
- Attualità, Primo Piano
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PROTESTE A BOLOGNA – Circa 3.000 studenti delle superiori di Bologna sono scesi in piazza questa mattina per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Molti gli slogan dei ragazzi contro il Governo e in favore della scuola pubblica. In testa al corteo gli striscioni con la scritta “Con l’istruzione si combatte la crisi” e “Gelmini ci stai mangiando la scuola. Qualche coro anche per festeggiare la bocciatura del Lodo Alfano.
SITUAZIONE IN ITALIA – In tutta Italia sono scesi in piazza oltre 150.000 studenti in 60 cortei al fianco dei lavoratori metalmeccanici della Fiom Cgil. Lo rende noto l’Unione degli studenti. Oltre a una grandissima partecipazione nei piccoli centri, sono scesi in piazza piu’ di 20.000 studenti e studentesse a Napoli, 20.000 a Milano, 15.000 a Torino, 10.000 a Roma, 15.000 a Bari, 10.000 a Firenze, 15.000 a Catania. ”Gli studenti – e’ detto in una nota – hanno portato la propria solidarieta’ ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero. Gli studenti hanno protestato contro i tagli alla scuola previsti dai provvedimenti del ministro Gelmini e hanno avanzato proposte concrete per migliorare da subito il nostro sistema di istruzione. Chiediamo il ritiro dei tagli alla scuola, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, la copertura finanziaria dei corsi di recupero, il ritiro del progetto di legge Aprea e la modifica del riordino degli istituti superiori”. ”Il movimento studentesco non si ferma – conclude l’Uds – sara’ un autunno in cui il Governo non potra’ non ascoltare la voce degli studenti”.
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Chissà se prima di essere nominata, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: una sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”