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Sono 33 i fantasmi “censiti” ufficialmente in Emilia Romagma

La nostra sarebbe una delle regioni più “infestate”, anche per la scienza che sta studiando il fenomeno. Voci misteriose ed oscure presenze “catturate” da sofisticate attrezzature. La provincia più ectoplasmatica è Parma. A Ferrara sono ben 4 i casi riportati nel sito ufficiale “fantasmi d’Italia”.

fantasmiNon solo la brumosa Scozia, ma anche l’altrettanto nebbiosa Emilia Romagna è terrà particolarmente ricca di leggende e di fantasmi. Forse è proprio la nebbia, che rende così incerto il con fine fra visibile ed invisibile, ad accomunare Scozia ed Emilia Romagna in fatto di spettrali presenze. Sono infatti circa una trentina, per la precisione 33, numero magico, i fantasmi più o meno ufficiali che popolano le notti della nostra regione.

A Parma 7 casi; a Piacenza e Rimini 6 casi; a Ferrara 4 casi; a Forlì-Cesena, Ravenna e Reggio 3 casi; mentre a Bologna se ne registra solo uno.

L’anagrafe dei fantasmi emiliani è tenuta costantemente aggiornata da un apposito sito “Fantasmi d’Italia” che segnala, e per quanto è possibile, verifica ogni “apparizione”.

La provincia più ectoplasmatica è dunque quella di Parma, con ben 7 casi di apparizioni conclamate, fra cui l’unica al mondo, almeno per ora, comprovata da una nitida immagine termica, realizzata da due ricercatori bolognesi, Michele Dinicastro e Daniele Gullà, che appartengono appunto al Laboratorio Interdisciplinare del dott. Marabini, a Bologna,. Dove si studia appunto scientificamente questo genere di fenomeni.

Il fantasma “catturato” dagli infrarossi è quello del Castello di Bardi, ovvero lo spettro dell’infelice capitano delle guardie, Morello, morto suicida (fra il 4-500), dopo che la sua amata, Soleste, aveva fatto altrettanto, gettandosi dalle mura del Castello, avendolo creduto morto in battaglia.

Dall’altra parte della regione, nel riminese, c’è l’altra più nota celebrità romagnola dell’aldilà, anche questa intercettata dalle moderne tecnologie. Si tratta del fantasma di Azzurrina (al secolo Guendalina Malatesta) una bambina che aveva destato impressione anche in vita per il suo aspetto albino, e scomparì nel nulla nella seconda metà 1300. Una impressionante registrazione del suo pianto è stata fatta anche dalla RAI.

Seguendo il sito “Fantasmi d’Italia” si può compiere un viaggio completo fra i fantasmi emiliano-romagnoli da Ovest ad Est.

Nel Piacentino il sito “fantasmi d’Italia” ci segnala ben 6 casi: il più noto è quello dei bambini piangenti di Bobbio.

· A Grazzano Visconti si agita il fantasma di Aloisa, morta di gelosia per aver scoperto il tradimento del marito militare.

· Al Castello di Grottarello appare il fantasma di Rosaria Fungoso (1300) murata viva dal marito Pietrone che l’aveva scoperta fra le braccia dell’amante Lancillotto di Anguissola.

· Nel Castello di Aguzzano appare invece il fantasma-buono del conte Pier Maria Scotti, pugnalato a morte del 1514.

· Nel Castello di Rivara ogni tanto appaiono gli antichi proprietari, i conti Zanardi-Landi.

· Infine, per chiudere il nostro tour dell’occulto in provincia di Piacenza parlando di un fenomeno sviluppatosi più recentemente, a Ponte sull’Olio le cronache locali hanno registrato che durante una festa di compleanno in una vecchia casa, tutti gli invitati improvvisamente hanno cominciato a vedere sangue che colava dalle pareti.

Ci spostiamo ancora nel Parmense. A parte il caso più famoso del Castello di Bardi e dello spettro Morello, ci sono diversi altri casi interessanti:

· A Rocca di Soragna è di casa lo spèttro di Cassandra Marinoni, detta “Donna Cinerina”, uccisa con 36 pugnalate il 19 Giugno 1573, assieme alla sorella Lucrezia (per lei solo, si fa per dire, 13 pugnalate), dal Duca di Anguissola (per una dote di 20mila scudi).

· Nel Castello di Guardatone si odono i gemiti di 65 poveracci fatti decapitare “per fellonia” nel 1405 da Ottobuono Terzi, signore del luogo.

· A Noceto appaiono antichi guerrieri laddove esisteva una fortezza medievale distrutta durante la seconda guerra mondiale.

· A Montechiarugolo, ogni 18 maggio, appare il fantasma della bella Bema

· A Felegara, infine, nel 1965, durante un restauro, vennero rinvenuti due scheletri murati in una parete. Da allora si sentono strani lamenti. Si è diffusa la voce che si trattasse di una donna e di suo figlio, uccise da un militare nemico che la stessa donna aveva soccorso e curato dopo la battaglia di Fornivo.

Passiamo in provincia di Reggio Emilia, per altre 3 tappe nel mistero.

· A Guastalla appaiono i fantasmi di alcuni partigiani uccisi sulle sponde del Po.

· A Viano un altro fantasma “accarezza” i passanti.

· Nel Castello di Canossa si avvertono antiche presenza. Molti visitatori, entrando, hanno la sensazione comune di respirare un’aria diversa, più antica, più pesante, che affligge il cuore ed i polmoni.

Proseguiamo il nostro viaggio fra i fantasmi dell’Emilia Romagna, procedendo sempre da Ovest ad Est. Eravamo giunti a Reggio Emilia, ancora un po’ di autostrada ed eccoci a Modena; qui dobbiamo fare 2 tappe.

· A Stuffione Ravarino diversi testimoni affermano di aver visto lo spettro di un sacerdote aggirarsi per il paese.

· Mentre nel Castello di Spilamberto si aggira lo spettro inquieto di Filippo il Diavolino, prigioniero in questa rocca nel XVI secolo. Quella che fu la sua cella è stata effettivamente individuata nel corso di restauri nel 1965. Al suo interno vennero scoperti graffiti con suoi disegni e versi satirici, tracciati durante la sua prigionia

Da Modena, a Bologna. Qui un solo avvistamento recente (e controverso) viene registrato dal sito ufficiale dei fantasmi italiani.

· Era il 12 Ottobre 2000, alle ore 23 circa, un ragazzo rimane in panne lungo una strada in collina. La sua auto rimane bloccata proprio in mezzo a due figure evanescenti, da una parte un antico cavaliere in armatura, dall’altra una dama. Il cavaliere sguaina una spada e sembra lanciarsi verso il ragazzo, che ovviamente tenta di fuggire a piedi, ma il cavaliere, lo insegue, lo supera e si avventa invece contro la dama. La raggiunge e la decapita. Il ragazzo sgomento assiste alla scena. Dopo un po’ di tempo ritrova il coraggio di risalire nella sua auto, che non è più gusta e si rimette subito in moto. Raggiunge gli amici in paese e racconta loro l’accaduto, giurando di non aver bevuto né fumato niente di strano…

Facciamo ora tappa a Ferrara, dove ci vengono segnalati 4 casi:

· Ad Aguscello, nell’ex Ospedale di San Bartolo, continuano anche oggi a sentirsi voci e bisbigli di bambini invisibili, che tormentavano i pazienti del vecchio manicomio (ma anche gli infermieri ed il personale medico) ospitato nella struttura.

· A Villa Magnoni, un tempo abbandonata, 4 ragazzi s’introducono al suo interno per una bravata, una specie di prova di coraggio… coraggio che svanisce di colpo e si trasforma in terrore quando appare il fantasma di una donna anziana che li scaccia dalla villa. Questo almeno è il racconto dell’unico sopravvissuto all’incidente mortale nel quale i 4 ragazzi sono stati coinvolti poche ore dopo.

· A Roncodigà un misterioso uomo vestito di nero appare e si dissolve ogni tanto in via 25 Aprile.

· A Massafiscaglia, in una vecchia casa, apparirebbero invece i fantasmi di fratello e sorella, murati vivi per nascondere il loro rapporto incestuoso.

Non rientra fra i fantasmi ufficiali di Ferrara quello forse più terribile e romantico della sua tradizione popolare: il fantasma di Marfisa, la nobildonna della corte estense che si dice facesse sparire i propri amanti in pozzi a rasoio… ma senza “apparizioni” documentate o conclamate, nemmeno Marfisa non può essere iscritta all’anagrafe ufficiale dei fantasmi emiliani.

Ultima tappa della nostra caccia al fantasma nella Regione: lasciamo l’Emilia ed entriamo nelle terre di Romagna, dove il sangiovese rende ancora più strane e bizzarre le nostre storie.

A Ravenna si segnalano altri 3 casi.

· A Faenza ogni 3° plenilunio appare in un orto il fantasma della Contessa di Ghilana.

· Sempre a Faenza, nella zona della Vecchia Filanda, preceduto da sinistri ululati, nelle notti di nebbia appare il fantasma di un cane-pony grigio e dagli occhi di brace.

· A Castelbolognese in una casa del centro, di recente costruzione, appare invece il fantasma di una bambina. I proprietari avevano chiesto anche l’intrervento di un esorcista, che visitò l’appartamento e ne restò molto turbato. Promise che sarebbe tornato il giorno dopo per iniziare l’esorcismo, ma muorì la notte stessa in un incidente stradale.

Ancora 3 casi nei territori di Forlì-Cesena.

· A Pontevecchio sul Senio appaiono i fantasmi di diversi uomini e donne che si sono suicidati proprio da quel ponte.

· Nella Chiesa della Madonna delle Rose strani raggi di luce filtrano alle vetrate. Nel 1983 una coppia di fidanzatini che si erano appartati nei pressi dichiarano di essere stati avvolti da una grande vampata di fuoco scaturita proprio dalla chiesa.

· A Predappio, proprio nel Municipio (Palazzo Varano) si odono strane voci. Nel 1926, durante lavori di restauro, venne ritrovato lo scheletro di un uomo.

Il nostro viaggio si conclude quindi in provincia di Rimini, qui, oltre al già citato fantasma di Azzurrina a Montebello, abbiamo a che fare con il fantasma di Giovanni Lo Zoppo che imperversa nel Castello di Santarcangelo.

Nel riminese ci sono forse i fantasmi più bizzarri della regione:

· Sulle Rive del Rio del Melo c’è chi giura di aver investito in bicicletta il fantasma di un uomo con abiti del ‘700; a Verrucchio, nelle notti d’inverno, apparirebbe il Carro Fantasma dei Malatesta.

· A Marciano di Romagna, in mezzo al traffico, o alle fermate dell’autobus, appare lo spettro di una ragazza morta in un incidente stradale.

· Messo a verbale, infine, il fantasma della Rocca di Mondaino. La sua apparizione impressionò infatti i Carabinieri che presidiavano un seggio durante le elezioni del 1987.

Insomma, anche la Legge sostiene che strani abitanti, non censiti da alcuna anagrafe terrena, popolano le notti della regione, in quella zona che viene definita “ai confini della realtà”, dove anche lambrusco e sangiovese non possono spiegare ogni fenomeno…

Dalla trasmissione “Decoder” di Telesanterno


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Andrea Musi

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