Silvana Dall’Orto: “C’è il DNA dei miei rapitori. Riaprite le indagini”
- mercoledì, 5 agosto 2009, 12:55
- Cronaca, Primo Piano
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Ventuno anni fa, quando fu rapita, non c’erano ancora il RIS e le indagini sul DNA; oggi sì, e Silvana Dall’Orto, la moglie dell’imprenditore reggiano Giuseppe Zannoni, re della ceramiche, vorrebbe che il caso fosse riaperto e che fossero svolte nuova indagini con le nuove opportunità scientifiche a disposizione della polizia e dei carabinieri. Lo ha detto in un’intervista rilasciata alla rivista Diva e Donna. “Sulla canottiera che indossavo al momento del rilacio c’è il DNA del capo della banda. Con questo oggi il RIS potrebbe risolvere il caso”, ha dichiarato la stessa Silvana Dall’Orto, che fu rapita nel 1988, e rimase prigioniera per ben 195 giorni, rilasciata dietro il pagamento di un riscatto di 4 miliardi di lire. A suo tempo la vicenda di questo sequestro suscitò parecchio clamore. Silvana Dall’Orto che era una donna decisamente avvenente (lo è ancora), fu anche sospettata e accusata di complicità con i suoi stessi sequestratori. Accuse da cui fu poi totalmente scagionata. Ora vorrebbe che si facesse più luce sul suo rapimento, di cui ancora non si conoscono i responsabili. «Un rapitore – racconta nell’intervista Diva e Donna – mi diede una sua canottiera gialla che poi fu posta sotto sequestro dalla procura. Era usata, sicuramente ci sono delle tracce e siccome in carcere ci sono già altre persone condannate per sequestri e anche sospettate di avere avuto a che fare con il mio si potrebbero cercare dei riscontri: oggi ci sono nuove tecniche».
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