Sì alla riforma e dopo 90 anni la scuola cambia volto
- giovedì, 4 febbraio 2010, 17:05
- Cronaca, Cultura, Primo Piano
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Al via le nuove superiori targate Gelmini. Da Settembre nuovi orari e meno sperimentazioni. 6 licei e pochi indirizzi tecnici e professionali. Tradizione del latino e mondo del lavoro più vicino.
Parole d’ordine: semplificare e tagliare. Dopo quasi 90 anni (dalla riforma Gentile degli anni 20) le scuole superiori in Italia cambiano faccia. Il consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera alla riforma che riordina l’istruzione secondaria superiore a partire dal prossimo anno scolastico 2010/2011, cioè tra meno di 7 mesi. Si partirà sì dalle prime classi ma con meno indirizzi e meno ore, per assicurare comunque i tagli di spesa previsti dalla manovra 2008. I quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) sono stati ridotti a 6 licei: classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane, questi ultimi 2 le vere novità. In tutti i licei incremento orario di matematica, fisica e scienze, e una lingua straniera obbligatoria nei 5 anni. In totale 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni.
Nei tecnici e nei professionali l’orario si riduce anche nelle classi successive alla prima: da 36 a 32 ore. Nei tecnici, ci saranno solo 2 ambiti di studio (economico e tecnologico), suddivisi in 11 indirizzi, con meno ore da passare tra i banchi e più laboratori. Nei professionali ci saranno due macro settori-(servizi e industria-artigianato) – per un totale di sei indirizzi contro i 27 attuali . Verranno rafforzate le materie specifiche del corso di studi e ci sarà una maggiore flessibilità dell’offerta formativa, con l’obiettivo di stringere legami più forti con il mondo delle imprese, a cui mancano circa 54mila diplomati tecnici-professionali.
La riforma è stata corretta, in corsa, in base alle richieste avanzate dalle commissioni parlamentari di Camera e Senato, dal Consiglio di stato e dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione. Viale Trastevere ha, comunque, giocato d’anticipo, posticipando le iscrizioni alle superiori di un mese (fino al 26 marzo prossimo). Una riforma passata abbastanza sotto silenzio ma che vede sgorgare plausi e polemiche come da tradizione: “un passaggio importante e decisivo” ha detto Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura della Camera. “La riforma serve a fare cassa” grida la rete degli studenti annunciando una mobilitazione. E mentre per la mamma Mariastella Gelmini è una riforma epocale, per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, di epocale c’è solo il taglio.
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