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Serie A: lo Scudetto si deciderà all’ultima giornata

Per un’ora e otto minuti, fra le 15.36 e le 16.44, l’Inter è campione d’Italia, grazie alla sua vittoria sul Chievo e allo stop che il Cagliari sta imponendo all’Olimpico alla Roma. Poi la doppietta di Roma rimanda il verdetto sul titolo all’ultima giornata di domenica prossima: Siena-Inter e Chievo-Roma. Ricordiamo che se arrivassero a pari punti lo scudetto andrà alla Roma che è in vantaggio sugli scontri diretti. E’ aritmetica invece la retrocessione in serie B dell’Atalanta, battuta a Napoli, con gli azzurri di Mazzarri sicuri del sesto posto e dell’Europa League senza preliminari grazie alla sconfitta della Juve in casa col Parma. La Samp fa un passo avanti verso il quarto posto che vale la Champions pareggiando in trasferta lo scontro diretto a Palermo, ma non è ancora un traguardo raggiunto. Il Palermo può ancora sperare in uno stop interno dei blucerchiati all’ultima giornata contro il Napoli, per agganciarli o superarli battendo l’Atalanta.

BOLOGNA-CATANIA 1-1
Succede poco, a parte il gol di Di Vaio al 15′, pescato da Buscé con un pallone in verticale in area. Nel secondo tempo il pareggio del Catania con il solito Maxi Lopez, che Izco trova libero in area con un passaggio filtrante. La sconfitta dell’Atalanta a Napoli tiene le due squadre per il resto del tempo prevalentemente a centrocampo. Si salvano in due.

FIORENTINA-SIENA 1-1
Si inizia blandamente e sui ritmi bassi il Siena costruisce il suo vantaggio (2′) con Vergassola, dopo una combinazione Maccarone-Ekdal. La Fiorentina preme e pareggia al 15′, quando Jovetic arriva fino in fondo sulla sinistra e mette al centro, la palla attraversa tutta l’area e giunge dall’altra parte sul piatto destro di Marchionni. Occasione ancora per il Siena con Ghezzal al 36′.

GENOA-MILAN 1-0
Partita a porte chiuse per decisione del prefetto a causa dell’alto rischio incidenti: il Casms aveva dato il via libera alla trasferta dei tifosi rossoneri a Genova, nonostante il clima ancora acceso a 15 anni dall’omicidio Spagnulo. Il Milan ritrova Pato, e al brasiliano viene anche annullato un gol al 18′ per fuorigioco. Poi una respinta di Amelia coi pugni su Borriello, e nel primo tempo niente più.
Nel secondo invece c’è subito il gol di testa di Sculli, bravo a trovare il tempo per la deviazione in mezzo a difensori fermi. Il Genoa ha la palla del 2-0: Acquafresca da fuori area colpisce la traversa.

INTER-CHIEVO 4-3
Partenza sparata dell’Inter e Chievo schiacciato nella sua metà campo. E’ subito traversa con Stankovic (4′), ma è clamoroso al 12: Luciano batte una punizione da destra, Scardina sfiora, la tocca Thiago Motta e mette alle spalle del suo portiere l’autogol che dà il vantaggio al Chievo. Dura un minuto. Eto’o a destra si libera e mette al centro, Mantovani prova ad arrivarci col tacco e spiazza Sorrentino, altro autogol: 1-1. Ora l’Inter è più cauta. Per due volte chiede il rigore, tutt’e due le volte l’episodio riguarda Balotelli (maglia trattenuta e sgambetto). Il Chievo non è arrendevole. Granoche al 28′ impegna Julio Cesar di testa. Inter pericolosa soprattutto su calci da fermo (Stankovic e Motta), al 32′ Sorrentino salva su un pallone che da calcio d’angolo ballava nell’area piccola davanti a lui. Poi la svolta. Maicon attacca a destra, la difesa del Chievo si fa trovare scoperta, sul secondo palo c’è Cambiasso che incrocia sul palo lontano per il 2-1. Cinque minuti e arriva il terzo. Eto’o trova Milito al centro, l’argentino si accentra, finta il destro forte e invece tocca morbido a pallonetto, la palla schizza sulla schiena di Frey e si infila.
Segna pure Balotelli. Tocco di piatto destro su Sorrentino in uscita, dopo una lunga volata. Boato di San Siro, sorrisi suoi e abbracci dei compagni. Al 14′ il Chievo accorcia con Granoche, che mette lo stinco sul tiro da fuori di Marcolini. Esce Balotelli, applausi, entra Pandev. A 15 dalla fine Pellissier trova il gol del 4-3. Zanetti, Cambiasso e Milito hanno la palla per il quinto. Poi palo di Pandev.

JUVENTUS-PARMA 2-3
La Juve va avanti al 16′ con Del Piero, che sfrutta una sponda Iaquinta. Ma il Parma – già vivace sullo 0-0 – non si affloscia. Anzi. Al 20′ Lanzafame calcia dal limite e la deviazione di Chiellini spiazza Buffon. Un petardo viene sparato dalla curva degli juventini verso il settore ospiti, parapiglia in tribuna. Il quarto uomo impone lo stop alla partita. Del Piero e Morrone, i due capitani, vanno a parlare ai tifosi. Per 6 minuti non si gioca. Quando si riprende, il Parma va in vantaggio. La difesa bianconera è piazzata male sull’assist per Crespo, che scatta sul filo del fuorigioco, e davanti a Buffon appoggia dietro per Lanzafame: doppietta e 1-2. A 5′ dalla fine il Parma trova in contropiede il 3-1 con Biabiany, mentre nel recupero Iaquinta riduce lo scarto della sconfitta.

LIVORNO-LAZIO 1-2
Lazio in vantaggio con un’azione molto bella: Ledesma apre il campo ar Kolarov, passaggio per Mauri al limite, veronica e palla restituita al serbo. Cross rasoterra a Rocchi, piatto destro e gol. Dalla curva laziale i cori: “Duce, Duce” e “Livornese ebreo”. Pareggio al 33′: cross di Raimondi da destra, Lucarelli allunga il piatto e mette in rete, ma era in posizione di fuorigioco. L’arbitro convalida. Al 45′ Brocchi riporta avanti la Lazio con un tiro dai 20 metri.

NAPOLI-ATALANTA 2-0
Il gol che dà al Napoli la certezza del sesto posto e manda l’Atalanta in B è di Quagliarella al 43′. Maggio serve al centro Gargano, apertura a destra per Quagliarella e destro nell’angolo apposto. Tiribocchi sfiora subito il palo, si libera bene, ma mette sull’esterno della rete. Nel secondo tempo, a 8′ dalla fine, ancora Quagliarella segna il 2-0 di testa su traversone di Bogliacino, undicesimo centro della sua stagione.

PALERMO-SAMPDORIA 1-1
Un primo tempo quasi interamente col Palermo in attacco. All’8′ cross di Balzaretti, testa di Cavani fuori. Poi ancora Cavani al volo su passaggio di Liverani; un destro di Pastore di poco fuori al 17′, e l’occasione più grande al 24′ con un colpo di testa di Cavani fuori di poco. Per la Samp solo un tiro-cross di Cassano dalla destra (Sirigu ribatte) e un destro a giro di Tissone (44′) fuori. Il secondo tempo comincia con Miccoli che cerca il gol direttamente dal calcio d’angolo e si infiamma con la Samp che sfrutta la sua grande occasione, il calcio di rigore per fallo di Sirigu su. Pazzini spiazza Sirigu e trasforma. Entra Abel, esce Cavani. Il Palermo a testa bassa, la Samp sfiora il raddoppio con un contropiede di Cassano, bloccato da Sirigu in uscita. Al 21′ c’è un rigore anche per il Palermo: Rosetti lo concede perché Zauri manda giù Miccoli con una spallata. Calcia lo stesso Miccoli, Storari è spiazzato. E nel calciare Miccoli si fa persino male al ginocchio. La partita diventa bellissima. La Samp sfiora il gol con un’azione lanciata da dribbling e slalom di Cassano, il Palermo sul ribaltamento va al tiro con Miccoli e Storari fa un miracolo deviando in angolo. Ancora grande Storari su Pastore a 6′ dalla fine, sulla respinta Budan fallisce di testa un gol clamoroso a porta spalancata. Assalto Palermo. Abel Hernandez viene fermato sul filo del fuorigioco mentre è lanciato da solo verso la porta di Storari. E’ l’ultimo brivido.

ROMA-CAGLIARI 2-1
Monologo della Roma e orecchio alle notizie da San Siro. Due pali per i giallorossi nel primo tempo. Al 4′ ne prende uno Totti dopo uno scambio Riise-Perrotta, al 42′ tocca a Motta, sempre da fuori. In mezzo ci sono conclusioni per Toni (8′), Menez (20′), Riise (31′). Una percussione di Menez (35′) mette Totti nelle condizioni di calciare liberissimo verso la porta, ma il 10 incespica. E subito dopo Menez mette alto da ottima posizione. A Perrotta viene annullato un gol per fuorigioco al 43′. Ranieri mette Taddei al posto di Toni. E’ il Cagliari a mancare il gol del vantaggio, con Jeda che solo davanti a Julio Sergio non può calciare di potenza, ma deve cercare il mezzo cucchiaio, perché davanti a sé trova le caviglie di un compagno caduto a terra. Al suo posto entra Nené. La Roma trema di nuovo per una conclusione di Matri, Julio Sergio la blocca in due tempi. Sul tiro di Menez (19′) si lancia Lupatelli, entrato nel secondo tempo al posto di Sorrentino. E Lupatelli è di nuovo decisivo un minuto dopo su un diagonale di Totti. E’ il 24′ del secondo tempo quando la Roma colpisce di nuovo la traversa con un tiro di Riise deviato da Totti, e nell’azione seguente Lupatelli para su Taddei. Il Cagliari passa al 27′ con Lazzari: gran sinistro rasoterra da 25 metri su punizione. Olimpico gelato. A 14′ dalla fine De Rossi non trova il tempo per la deviazione a ridosso dell’area piccola. Due minuti dopo Totti sbaglia in modo incredibile da due metri (pallonetto alto), mentre Astori trattiene Burdisso e lo mette giù: era rigore. A 11′ dalla fine il pareggio di Totti, che rimette in piedi la Roma. L’assalto non finisce. Su cross di Riise, a 9′ dalla fine, Biondini tiene il braccio largo e colpisce la palla: stavolta il rigore viene fischiato. Totti trasforma, col brivido, perché Lupatelli quasi ci arriva: e il capitano si commuove, lanciando baci ai figli in tribuna con mamma Ilary.

UDINESE-BARI 3-3
Partita giocata senza preoccupazioni di classifica. Si apre col rigore sbagliato (15′) di Barreto, che spiazza sì Handanovic, ma mette fuori. Dopo due minuti il brasiliano del Bari si fa perdonare e costruisce da solo il gol del vantaggio: sulla tre quarti riceve, si gira e calcia nell’angolo lontano. Al 20′ il pareggio di Totò Di Natale, ed è il suo gol numero 100 in serie A: i compagni gli mettono una corona in testa, lui dice 100 volte grazie al pubblico con una maglietta speciale. E’ ancora lui a piazzare l’assist per il 2-1 di Pepe, ed è lui a segnare il 3-2 nella ripresa. Il 2-2 era stato di Koman. In pieno recupero arriverà poi il gol del 3-3, con Almiron che mette alle spalle di Handanovic su cross di Donati


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Maurizio Rizzi

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