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Segreto di stato, perplessità sull’annuncio di Renzi

Fa discutere l’annuncio del presidente del consiglio Matteo Renzi sulla declassificacazione dei documenti riguardanti le principali stragi italiane. Se infatti le rivelazioni contenute in questi documenti potrebbero essere decisive, non mancano anche le perplessità.

Togliere il Segreto di Stato sui documenti relativi alle stragi. Ha suscitato scalpore l’annuncio dato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla decisione presa lo scorso venerdì dal comitato per la sicurezza nazionale. Fra le vicende che hanno colpito il nostro Paese, citate in particolare dal premier, ci sono la prima delle stragi associate alla strategia della tensione, quella di Piazza Fontana del 1969, ma anche la strage del treno Italicus del del 1974 e quella della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, la più sanguinosa mai avvenuta in Italia. Gli atti e i documenti contenenti informazioni su questiepisodi saranno trasferiti nelle prossime settimane all’Archivio di Stato, dove potranno essere liberamente consultati. L’annuncio di Renzi si muove nel corso di un processo di chiarezza più volte annunciato da parte di diversi governi e e mai definitivamente messo in atto. E’ bene precisare che sulla stragrande maggioranza degli episodi che riguardano le stragi nel nostro paese si parla di un segreto di stato improprio perché non proclamato ufficialmente ma costituito da omissioni, silenzi o peggio. La reazione di alcuni dei presidenti delle associazioni delle vittime delle stragi è infatti stata prudente. Paolo Bolognesi, deputato del Pd e presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, sostiene che per “illuminare tutte le zone grigie” non basta togliere il segreto di Stato ma bisogna anche aprire tutti gli archivi militari, dei Carabinieri e della Farnesina. Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Ustica, ridimensiona la portata dell’operazione: “Credo che sia uno slogan vecchio, molto usato”-ha detto ricordando appunto che per la maggior parte delle stragi non sono mai stati apposti ufficialmente segreti. Stesso punto di vista nelle parole della presidente dell’associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli: “Sulle stragi di mafia del ’93-’94 non c’è segreto di Stato, ma ci sono documenti nascosti in qualche cassetto o in qualche armadio. E soprattutto ci sono persone che non vogliono parlare”. Cio nonostante, anche se sarà molto difficile trovare la cosiddetta pistola fumante nelle carte che verranno messe a disposizione, il materiale ha suscitato l’entusiamo in diversi addetti ai lavori, fra cui il giornalista Andrea Purgatori, uno dei massimi esperti della Strage di Ustica, per lo scatto che comunque potrebbe essere in grado di dare nella direzione dell’accertamento della verità.


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Vittorio Pastanella

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