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Secessione Valmarecchia: difficoltà, ma non pentimenti. Il Comitato: “L’Emilia Romagna fa, le Marche disfano”

valmarecchia“Non ci pensiamo proprio a pentirci di esserci distaccati dalle Marche per unirci all’Emilia Romagna”. Settimio Bernardi – portavoce del Comitato per il sì al referendum popolare che ha portato al passaggio di sette Comuni della Valmarecchia dalle Marche e all’Emilia Romagna – replica così a notizie di stampa secondo le quali i comuni secessionisti si sarebbero “pentiti” della separazione. “C’é qualcuno che si diverte a seminare zizzania; semplicemente vi sono difficoltà di rapporti con le istituzioni, ma la gente non ci pensa nemmeno a pentirsi!. Tutti sanno che se si fa un trasloco vi sono problemi, e non è che si possa trasferire un territorio di 300 km quadrati senza qualche difficoltà. E’ un po’ come la tela di Penelope: la Regione Emilia Romagna oggi fa una cosa, e la Regione Marche la disfa di notte. Sì certo, vi sono anche difficoltà interpretative delle norme delle due Regioni, che sono difformi, ma è soprattutto una questione di buona volontà, perché se l’Emilia Romagna fa, e le Marche no, allora c’é l’impasse”. Bernardi ricorda che “a novembre l’Emilia Romagna ha fatto una legge che a partire dall’agosto scorso lascia le entrate fiscali della Valmarecchia alla Regione Marche, in cambio del mantenimento dei servizi da parte di quest’ultima. Sicuramente – aggiunge – qualche problema nasce dal fatto che questa è la prima legge del genere nella storia repubblicana”. Il sistema della compensazione “é semplice, ma la burocrazia pone questioni che rallentano tutto: se la Provincia di Rimini deve assumere nuovi cantonieri, non può farlo – esemplifica – per via dei limiti del Patto di stabilità, e la Provincia di Pesaro trattiene le risorse che dovrebbero servire. Poi ci si mettono anche gli organi d’informazione, con titoli che non hanno alcun fondamento…”. Contro la “secessione”, la Regione Marche aveva fatto ricorso alla Corte costituzionale, mentre pochi giorni fa la Camera dei deputati ha bocciato un emendamento del Pd che prevedeva misure economiche straordinarie per gestire il trasferimento dei sette Comuni. “Sapevamo che il passaggio non poteva essere a costo zero – aveva commentato il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci -, ma la maggioranza di Governo fa demogogia e non stanzia fondi”.

(ANSA).


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78 Commenti in “Secessione Valmarecchia: difficoltà, ma non pentimenti. Il Comitato: “L’Emilia Romagna fa, le Marche disfano””

  • Ernesto scritto il 5 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 12:06

    Carissimo ( se mi permetti!) Gigio ….. hai bene espresso il giusto sentimento e ragionamento !
    Sono un Marchigiano della prov di Macerata ed anche il sottoscritto male sopporta ” certi ragionamenti” ma lo affermo in modo pacato e non astioso .. INTENDIAMOCI ! Ritengo un non senso andare a rimestare il lontano passato storico al solo fine di ” rivendicare” diritti di appartenenza ” calpestati” .. sempre ” contro” quello o qualche altro ! Come TU dici .. in questa ” deriva” tutta la attuale amministrazione di questo povero Paese dovrebbe esser messa in discussione ! Entrando nello specifico del ” caso” AltaValmarechia … capisco e rispetto le ” motivazioni” logistiche-amministrative che han indotto la popolazione di quei 7 Comuni a trasferirsi in RN , ma son rimasto assai male e profondamente offeso e dispiaciuto per la contrapposizione Etnica-culturale che ( volontariamente od involontariamente ) è scaturita da tale vicenda ! E come TU affermi esistono ANCHE modi “velati” per recare offesa ! Son certe ” distinzioni” che fanno male sia nella mente che ( soprattutto) nell’animo !
    quando si creano ” solchi” tra le persone si creano sempre delle ” fratture” che prima o poi porteranno al degrado civile dell’intero Paese.
    Anche dalle ” mie” parti quando si offre da ” bere” ad una persona si intende ” un bicchiere di vino” e non certamente di acqua ( un romagnolo intende cosa voglio dire ! ) Quindi lasciam perdere tutte queste distinzioni .. di ” piccole patrie ” ( esiste un bel libro a tal proposito : “Un Mondo di Differenze, il Localismo tra comunità e società ” di Eduardo Zarelli di Arianna Editrice
    che invito a leggere . ) ed operiamo ” insieme” scelte razionali ma MAI in contrapposizione socio-culturale con gli ALTRI . … perchè OGNI persona è un ALTRO .

    in GENERALE

    In questa deriva verso il ” gruppo” non ci potrà MAI essere ” localismo” , non potrà MAI esserci ” identità” se vestiamo tutti allo stesso modo , se consumiamo tutti gli stessi cibi, se adoperiamo tutti gli stessi oggetti , vediamo tutti le stesse immagini , nuotiamo tutti nello stesso mare , parliamo tutti la stessa lingua o dialetto . Il grande pericolo è che nel ” localismo” può esser sempre presente il rischio del razzismo , perchè è sottilissimo il crinale fra la difesa della propria identità ed il rifiuto dell’altro .
    Il “mio” non vuole essere un grido di ” accusa” ma un grido di ” dolore” , potrò esser anche insultato ( come è già successo) ma continuerò a GRIDARE lo strazio della mente e dell’animo SEMPRE !
    Saluti da Macerata ( Marche)

  • Gigio scritto il 5 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 12:42

    @ Ernesto

    TI offro e TI stringo la mano , purtroppo tal ” semplice” gesto è sempre più RARO in questo PAESE ormai alla deriva …. oltre la Fortezza Bastiani .. oltre la Quarta Ridotta .. all’orizzonte si delineano i barbari ….. ” come se l’ora grande fosse giunta e nulla più la potesse fermare “.
    TI abbraccio .. CIAO

  • Francesco scritto il 5 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 18:37

    Ciao Gigio. Il tuo discorso è assolutamente condivisibile. Hai pienamente ragione.
    L’unica cosa che mi stona è giusto la parte: “non è colpa di Toscani o di Marchigiani se storicamente la Romagna non ha contato mai una cippa!” sulla quale vorrei soffermarmi un attimo. Potrei parlare dell’epoca pre-romana, ma preferisco soffermarmi su quanto fosse un’area importantissima per i romani. Molte città fiorirono e si svilupparono sotto l’egida di Roma, molti anche i personaggi illustri qui nati in quell’epoca. Basti pensare al commediografo Tito Maccio Plauto. Si pensi anche a città strategiche come Sarsina, Rimini o alla Capitale dell’ Impero, Ravenna (tra l’altro molti si dimenticano che nel 476 l’Impero cadde perchè Odoacre depose Romolo Augustolo a Ravenna, non a Roma). In epoca romana fu quindi di importanza fondamentale. Poi contesa. Ravenna divenne anche la città roccaforte del potere romano d’oriente, in Italia. E poi, vabbè, tutta la storia altrettanto importante a partire dall’alto medioevo e a seguire del nuovo millennio, secoli di guerre, fortezze costruite e distrutte e ricostruite, personaggi che sono nati, cresciuti e poi diventati famosi. È una terra che come tante altre ha avuto molto da dire nello scacchiere italiano. Poi, chiaro, la Romagna è sempre stata divisa. Spesso governata da Signori più impegnati a farsi la guerra tra loro che altro. Credo che l’unico barlume di unità (da quando i territori romagnoli passarono sotto lo stato della chiesa), lo si abbia avuto con la creazione del Ducato di Romagna, ad opera di Cesare Borgia, figlio di Papa Alessandro VI. Il Principe di Machiavelli, insomma. Purtroppo poi le cose andarono come andarono e il Ducato di Romagna durò solo pochi anni… la fortuna salutò il nobile Duca e la sua giovane Signoria.

    Questa è solo una breve nota storica che ho voluto ribadire, per il resto, come già detto, sottoscrivo le tue parole.

  • Gigio scritto il 6 febbraio 2010 amsabatoSaturdayEurope/Rome 0:51

    @ Francesco
    Allora .. riepiloghiamo con pazienza !
    E’ verissimo che l’Impero Romano di Occidente terminò ( ma non fu proprio così .. insomma le Insegne Imperiali non furon ” trasmesse” a Costantinopoli … per vari motivi .. di ” investitura” desiderata ecc…non farmi spiegare e dilungare su questo tema ! ) comunque diciamo che terminò ( dai ! ) in quel di Ravenna e non certamente a Roma , per il semplice fatto che fu scelta Ravenna come sede dell” imperatore ” di Occidente perchè più difendibile di una Roma ridotta a poche decine di migliaia di abitanti e sempre sotto assedio e minaccia Longobarda!
    Ma torniam un attimino a certo periodo, dopo il dilagare dei Longobardi nella penisola .. i territori non occupati dai Longobardi vennero chiamati ” Romania” ovvero territori ancora abitati dai Romani questo termine ” Romania ” si è prestato per opera di certi saltimbanchi della storia ( contemporanei.) a vera e propria falsificazione….. Romania-Romandiola …. OPLA’ ROMAGNA ! Nello specifico del passato … la ” Romania” era costituita in sostanza dall’Esarcato di Ravenna che dal Ravennate si estendeva a quasi tutte le Marche .. ben oltre il fiume Esino ( il resto era Ducato Longobardo ) ed inglobava anche parte del territorio UMBRO ( il resto Ducato Longobardo) ed una striscia esigua di terra detto ” corridoio Bizantino” che univa l’Esarcato a Roma … orbene TUTTO questo territorio è ROMAGNA ?
    ( su questa questione .. ho letto un post .. non mi ricordo dove .. di un signore Marchigiano che ricostruisce il tutto .. mirabilmente .. spingendosi perfino sulle prime forme di” volgare “come linguaggio .. E’ stato VERAMENTE bravo! ) Comunque .. tutto l’Esarcato era poi difeso dalla Pentapoli Marittima : Rimini-Pesaro-Fano-Senigallia-Ancona e dalla Pentapoli Montana ( o Annonaria) : Urbino-Fossombrone-Cagli- Cantiano-Jesi-Osimo .. come vedi quasi tutto il sistema difensivo “attivo” era in territorio Marchigiano .. diamo anche ai Marchigiani un poco di merito ..ti pare ? Caduto il sistema difensivo delle Pentapoli … cade tutta la ” baracca” ! Oh certo Anche a causa di certi dissidi politici come lo ” Scisma dei tre Capitoli” la ” Rivolta Iconoclasta” e non creder che la corte Ravennate brillasse di ” intelligenza” fece assassinare persino l’unico generale romano-germanico in grado di opporre resistenza ai ” barbari” … ma per loro era importantissimo discuisire sul ” sesso degli angeli “speranzosi in un aiuto della flotta Imperiale di Bisanzio che NON arrivò mai … perchè anche loro avevon dei problemucci e sopratutto un certo TORNACONTO nel fare stanziare i ” barbaracci” sul suolo Italico piuttosto che altrove ! dopo la Caduta della “baracca” … grande salto storico per brevità ..dai! ..il pappone romano sentì un certo ardore emorroidario che invogliò la calata dei Franchi e con QUESTI iniziaron tutti i NOSTRI GUAI ( sarà anche per questo che i Francesi mi stan sulle palle ! Come a quell’amico Marchigiano .)
    Francesco mi parli dell’epoca Pre-Romana .. beh .. parliamone ( brevemente) .. tutto il TUO territorio era popolato da Umbri e Piceni ( questi ultimi erano gli antichi Marchigiani) oppure eran anche queste popolazioni già romagnolizzate da inesistenti romagnoli ?! Sai qui volgarmente si tratta di “topa ” .. ammettiamo pure che Umbri e Piceni trombassero tra di loro ma si saran formate etnie miste Umbro-Picene , ammettiamo pure che qualche
    Etrusco .. si era un pochino vicini…. beh al limite si saran formate etnie Etrusco-Umbre-Picene .. oppure tutti trombavan la loro ” topa ” in ogni caso dove ti scappa il romagnolo? .. ancora DIO non gli era .. sai .. l’ immacolato concepimento .. eppoi sempre di “topa” Umbra o Picena o Etrusca si sarebbe trattato , elementare !!
    Se poi vogliamo parlare della invasione dei Galli che occuparono tutta la Tua zona .. MA anche quasi TUTTE le Marche ben oltre il fiume Esino ( i Piceni si ritiraron nelle sud delle Marche territorio della attuale Ascoli-Piceno e nell’ alto Abruzzo .. zone di Teramo-Chieti ) beh ovviamente non tutti i Piceni se ne andarono .. anzi la maggior parte restò e la convivenza con i Galli Senoni fu assai integrata .. matrimoni misti e trombate varie … in molte necropoli Celtiche delle Marche vi son spoglie di guerrieri Galli con principesse Picene e viceversa !
    I Galli senoni stanziatisi nelle Marche fondarono Senigallia come capitale marittima ( ben difendibile .. perchè anticamente era al centro di una vasta laguna ) ed una capitale montana a Roccacontrada ( Attuale Arcevia) fu da questi territori che i Gallinacci partiron per il famoso “Sacco di Roma ” che si inchiappettaron romani ed oche ! Che dopo un poco .. i Romani ancor con le morroidi infiammate in quel di Sentinum ( Marche) li affrontaron nella ” battaglia delle Nazioni ” Galli Senoni – Sanniti contro i Romani , purtroppo i Romani vinsero .. ma di 4 Legioni ne persero ben2 ed il Loro Console .. se fossero intervenuti anche gli Etruschi e gli Umbri . contro i Romani ( come da accordi presi con Galli Senoni e Sanniti , non mi dilungo sui perchè del non intervento.. troppo lungo ! ) i Romani sarebbero stati massacrati e la STORIA di ITALIA sarebbe stata assai diversa.. perchè i Romani non avevan più Legioni tra LORO e ROMA .. capisci l’importanza della battaglia di Sentinum vicino alla odierna Sassoferrato nelle Marche lo scontro doveva avvenire solo in quella zona strategicamente importantissima… un pianoro interno.. al limitare degli Appennini ( in questo i Romani eran furbini!) .. se guardi la cartina delle Marche capirai anche il perchè!. La battaglia lasciò sul campo si stima circa 70.000 morti una cifra spaventosa per quei tempi! .. poi i Romani dilagaron pian piano ( eran un poco malconci ! ) eh .. se fossero intervenuti i Galli Boi della vicina Emilia ( che disertaron l’incontro di Sentinum) almeno in questa fase di spostamento i romani non sarebbero giunti indenni verso Rimini e la pianura Padana .! Ma la Storia non si fa con i ” se” . Vedi Francesco le Marche son state da sempre la ” porta” della Valle Padana
    chi controlla il territorio delle Marche ha il controllo anche della ” porta” non è un caso che le Marche son caratterizzate da molti castelli, rocche su ogni passo Appenninico, gola ( e nelle Marche di “gole ” ce ne son parecchie ed assolutamente assai strategiche) , valle, fiume ,colle , costa ! Si sarà capito che da Toscanaccio amo le Marche e la loro storia ? Noooo!

    Oh Cesare Borgia … ! Madonna era un ROMANO mandato dal Pappone di Roma per sottomettere le signorie del tuo territorio ( illudendo il coglioncello di potersi ritagliare un suo Ducato ) a lavoro finito dopo 6 anni ( circa) Roma gli diede il benservito ( fu assassinato) e tutta la zona fu preda di Signorie Esterne ma compiacienti al Pappone di Roma fino ad un SUO diretto intervento ad inglobare il TUTTO nella PAX Pontificia … AMEN! E fu così per secoli et secoli ….. che tale pace Voi ed i vostri ” amici” Marchigiani condividerete sotto il cupolone Romano Papalino … beh il territorio Marchigiano ( causa le nunerose “signorie” presenti) godette di una ampia autonomia dal potere centrale Papalino Romano tramite la stipula delle ” Carte Egidiane ” primo e vero esempio di Federalismo .. capito BOSSI?

    Per favore .. tornando all’epoca Romana … molte città della Penisola, dell’Europa,dell’Africa,dell’Asia fiorirono sotto l’egida Romana …. dai ! Per favore basta con questa romagnolità espansa , nessuno nè Toscano nè Marchigiano vi vuole svilire …… ma basta … che PALLE …. dai !
    saluti

  • Ernesto scritto il 6 febbraio 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 14:59

    @ Gigio
    @Francesco
    Ciao son Ernesto da Macerata
    Chiedo scusa se mi intrometto , la ricostruzione storica di Gigio è perfetta…. però in un punto non si lega bene con quel che asserisce Francesco circa la Caduta dell’ Impero Romano con la deposizione dell’Imperatore in quel di Ravenna ad opera dei Goti di Odoacre …. ovviamente Francesco ha ragione , Gigio accenna ad una ” non fine dell’Impero ROmano di Occidente” e passa direttamente al periodo Longobardo ….. anche Gigio ha ragione ..perchè formula per scontato una certa considerazione . Ovviamente l’impero Romano di Occidente collassa con le invasioni barbariche ed in Europa si formano vari Regni Romano-Barbarici assolutamente indipendenti, ma in Italia la situazione è nettamente diversa .. si può dire che SOLO in iItalia si ha una specie di ” prolungamento ” dell’Impero Romano .
    Tralasciando tutta la Storia di divisione in 2 dell’Impero Romano( Teodosio) e dello spostamento della capitale da Roma ( non più difendibile e ridotta a piccola cittadina causa le invasioni ed il sacco della città perpretato dai Visigoti e soprattutto dai Vandali ) a Milano ..poi (anche Milano a rischio di ” attacco”)… a Ravenna .. assai più difendibile per la sua caratteristica posizione geografica .( paludi..porto di classe ecc..)
    Non addentriamoci in tutte le vicende … per brevità …. Romolo Augustolo era di origine del popolo dei Goti ( in pratica un inetto ..classico imperatore ” fantoccio” ) che venne effettivamente detronizzato da Odoacre ( tralasciamo tutte le complicate vicende ! l’importante è il comportamento di Odoacre ( per riallacciarsi al discorso di Francesco e di Gigio ) ) poco si sa dell’origine di Odoacre …. molti lo reputano un Erulo altri lo fan discendere da una delle tribù dell’arcipelago dei Goti ( lasciam perdere in sostanza era un capo eletto da varie tribù germaniche) . Odoacre rimanda effettivamente le insegne Imperiali a Bisanzio … MA.. non si autonomina Imperatore bensì Chiede ed ottiene dall’Imperatore di Bisanzio la nomina a ” PATRIZIO ROMANO ” quindi politicamente l’Impero Romano in Italia ( SOLO IN ITALIA) continua ad esistere .. perchè Odoacre ” regna” sull’Italia ma su NOMINA dell’Imperatore Romano di Oriente . Odoacre infatti governerà con totale rispetto del Senato di Roma con totale rispetto della Chiesa Cattolica e totale rispetto della Classe Gentilizia Latina . Si tratterà di un periodo di relativa tranquillità durante il quale Odoacre difenderà l’Italia da altri popoli barbarici . Questo ” andazzo” non andava a fagiolo a Bisanzio .. nel senso che Bisanzio NON voleva un accrescimento politico di Odoacre( e quindi unificazione del suolo Italico) , pensaron bene di mandargli contro Teodorico Re degli Ostrogoti …… il quale chiese ed ottenne dall’Imperatore Romano di Bisanzio lo ” status” di ” Federato Romano ” ed il titolo di Console ( un qualche cosa in più di Odoacre! ) ma anche Teodorico continuerà sulle orme lasciate da Odoacre ovvero rispetto del senato Romano–Chiesa Cattolica..Classe Gentilizia Romana , in pratica gli Ostrogoti difendevan militarmente l’Italia dagli altri barbari ed i Romani residenti in Italia amministravano tutta la macchina dello Stato . Tu tto stava andando per il meglio .. troppo .. secondo Bisanzio .. sempre preoccupata da una UNIFICAZIONE del suolo Italiano , infatti con ” editto” Imperiale .. Bisanzio incomincia a perseguitare gli Ariani … aehm…gli Ostrogoti sono Ariani ! La pace tra Ostrogoti e Latini di Italia finisce .. tumulti ..repressioni…. eccidi .. fino al collasso del Sistema instauratosi sul suolo italiano……. che si accentuerà ancora di più con la morte di Teodorico … faide interne per la successione ecc…DI tutto questo marasma ne approfitterà l’Impero Romano di Oriente per ritornare in Italia .. prima col generale Belisario e poi con il generale Narsete e nel 554 ( credo!) con la ” Pragmatica Sanctio” tutta l’Italia torna nel Dominio Romano ed essa verrà divisa in 5 Prefetture.. ma con la ” calata ” dei Longobardi tali prefetture vengon abolite e si istituisce l’Esarcato di Italia con capitale a Ravenna ( l’esarca di Ravenna era un funzionario Orientale nominato direttamente dall’imperatore di Bisanzio ) …. con l’avanzare dei longobardi l’Esarcato di Italia si riduce in pratica ai territori nord-orientali : territorio Veneto- parte della Lombardia-Romagna-Marche ed una ” striscia” di terra( lungo la via Flaminia in pratica) , detta “Corridoio Bizantino “che unisce l’Esarcato a Roma .
    La Storia poi proseguirà come ben indicato da Gigio.

    I Longobardi totalmente estranei alla cultura Latina( a differenza dei Goti e degli Osrogoti )perseguitarono e ridussero allo annichilimento la classe gentilizia Latina-Romana , in pratica decretarono LORO la fine POLITICA dell’Impero Romano in Italia .
    La morale di tutta questa storia : il suolo Italiano ha avuto possibilità di unione politica sia sotto i Goti che nel periodo degli Ostrogoti … MA Bisanzio ha sempre operato per non permettere tale unione politica-territoriale, anche nel periodo Longobardo l’Italia ha avuto la possibilità di unione politico-territoriale … MA questa volta fu Roma ed il suo Papa ( Bisanzio aveva i cavoletti suoi!) ad operare in opposizione …. richiedendo l’intervento dei Franchi ..grazie ai Franchi ……. istituzione del ” Patrimonio di san Pietro ” ecc.ecc.. sarà SEMPRE il Papa di ROMA ad opporsi a qualsiasi Unione politico-territoriale dell’Italia .
    Questa è la NOSTRA Storia ….. NOI siam fatti così in base a quella Storia … capite perchè siam il Paese che siamo ? Mentre in tutta Europa si formarono gli Stati … noi siamo rimasti nei nostri pezzetti di piccole patrie colorate in Arlecchino … purtroppo !
    Ed è ANCHE per quella Storia che avrei visto da SUBITO .. dopo il Risorgimento..una Italia Federale … ma le cose andaron diversamente .. ma non apriamo questo capitolo !
    Vi chiedo scusa per la prolissità .. ma amo la Storia ….. ovviamente spero che nessun professore di Storia legga quanto Ho scritto ..perchè ovviamente avrò commesso errori .. ma il ” succo” della sostanza penso sia quello descritto !
    Caro Francesco secondo la ” Genealogia della Topa ” ( beh è la pura e semplice verità!) forse esiste unlontano legame di parentela ANCHE tra romagnoli e marchigiani è forse per questo che a volte si verifica quel clima da ” parenti serpenti” come in quel noto film? Dai che sto scherzando ! Spero che sempre verificarsi un sano senso di amicizia .. sei anche tu di questo avviso ?
    Ciao Francesco
    Ciao Gigio
    Saluti da Macerata

  • Gigio scritto il 6 febbraio 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 18:14

    @ Ernesto
    Beh sì .. dai … hai specificato ( ed hai fatto bene! ) quello che avevo dato per scontato . Senti un poco .. siccome sei di quelle parti ….. è stato stabilito con precisione il territorio dello scontro epocale della ” Battaglia delle Nazioni ” anno 295 ac ? dovrebbe trattarsi territorio denominato Agrum Sentinatem ( nei pressi della antica Sentinum … oggi Sassoferrato ) .. comunque quella zona è importantissima perchè sempre nei pressi di Sentinum avvenne nel 552 d.c altro memorabile scontro tra le truppe Bizantine dell’Imperatore di Oriente e i Goti di Totila ( è la Fase della riconquista Bizantina dell’Italia) ……. in tale scontro morirà anche Totila e segnerà l’inizio della fine dei Goti in Italia …infatti poi i Bizantini avanzeranno verso la valle Padana ecc.. ecc.. ( anche ciò sta a testimoniare ulteriormente che le Marche sono la PORTA di ingresso alla Valle Padana ! )
    Ciao

  • Ernesto scritto il 6 febbraio 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 22:11

    http://www.sassoferrato.tv/page32/page8/page8.html

    @ Gigio
    per saperne di più vai al link sopra espresso
    Comunque secondo lo storico Livio : ” Consules ad hostes, trangresse Appennino in Agrum Sentinatem pervenerunt. Ibi quatur ferme intervallo castra posita”
    Sappiamo quindi che la battaglia delle Nazioni si svolse si svolse nell’Agrum Sentinatem , ma quanto era grande ed esteso il sopracitato territorio della città di Sentinum ?
    Sentinum ( la odierna Sassoferrato ) era collocata su un altopiano montano, di origine alluvionale , ai piedi della catena degli Appennini , a circa 9 km esiste un secondo altopiano montano piuttosto ampio ( la conca di Giano) … presumibilmente ( gli storici confermano) l’antico Agrum Sentinatem inglobava anche questo secondo altopiano … quindi il territorio della battaglia delle Nazioni si svolse nel territorio compreso altopiano di Giano – altopiano di Sentinum . L’altopiano di Giano è accessibiletramite una Gola fra Appennini, l’altopiano di Sentinum è accessibile tramite 3 Gole Appenniniche , tutte comunicanti con il territorio Umbro e quindi Toscano ; ma i Romani ( non eran scemi !) non arrivaron sul territorio sfruttando le gole appenniniche, bensì passaron un poco più a sud ( 40 km) tramite il valico di Colfiorito ..entrarono nella ampia valle ” Sinclinale Camerte” orizzontale agli Appennini e la risalirono (essa confluisce verso l’altopiano ) infatti i primi scontri si ebbero presso la città di Camerino .. i Romani vengon sconfitti .. ma si ” sgangiano” e le Legioni procedono a risalire la ampia vallata . I Romani vogliono attirare TUTTI i Galli Senoni nell’Agrum Sentinatem , i Romani non vogliono solamente vincere la coalizione Gallico-Sannita li vogliono letteralmente massacrare e il territorio Sentinate ben si presta per il movimento tattico delle Legioni . I Sanniti avevano ampiamente intuito la strategia romana .. a differenza dei Galli ! I Sanniti si chierarono subito nel territorio Sentinate .. ma dopo una lunga marcia dai loro territori siti nel Molise ed Irpinia Campana ( una distanza in linea d’aria di circa 380 km dal territorio Sentinate .. figuriamoci in distanza reale .. e a PIEDI ! ) arrivaron diciamo un pochino stanchi !!
    Sul campo si affrontano 4 Legioni Romane ( 22.000 uomini) e circa 60.000 della Coalizione GalliSenoni-Sanniti ( ma la cifra esatta non si sa bene .. gli storici dicon che il rapporto era di 3 a 1 in favore della Coalizione ) . Lo schieramento di forze potrebbe far pensare al peggio per i Romani , ma i Romani in quella battaglia si giocavano TUTTO .. se avessero perso tra Roma e quel territorio sarebbe rimasta 1 sola Legione . La ” risolutezza … il ” sacrificio” saranno armi in più nelle mani dei Romani , ma non solo :
    L’unico VERO esercito ad affrontare i Romani era l’esercito dei Sanniti anche questo disciplinato , ordinato in ” LegioniFalange” e ” Legioni Manipolo ” cavalleria in ” rango” armamenti idonei ed efficaci: l’ESATTA fotocopia dell’Esercito Romano !
    L’esercito dei Galli non era un esercito , ma una ” folla” disordinata, indisciplinata , armata di lunghe spade non adatte al combattimento” corto” e soprattutto poco resistenti … si PIEGAVANO ! La loro cavalleria NON operava tatticamente inquadrata, i loro carri NON operavano secondo inquadramento militare idoneo. Lo scontro dei Galli con le Legioni Romane compatte fu terrificante , i Galli quasi subito si sfaldano …. in campo praticamente rimangono solo le Legioni dei Sanniti che vengono Sì sconfitti fino alla decimazione ma prima annientano quasi 3 Legioni Romane . FU una vera carneficina , le stime dei caduti secondo certi storici non son meno di 50.000 uomini in totale . i Romani dopo la battaglia decretaron parte del territorio col termine di ” Busta Gallorum” e la proclamaron area sacra .. quindi esente da futuri insediamenti , senso di rispetto ? Ci si chiede perchè di tale carneficina non è stato ritrovato NULLA .. armi .. scudi ecc.. ? Il motivo è assai semplice e risiede in quel termine ” Busta Gallorum” .. i Romani radunaron in tale area TUTTI i cadaveri dei Galli-Sanniti li spogliaron di TUTTO .. accatastaron i cadaveri su grosse pire ( motagnole!) e li cremarono con il fuoco . In tempi più recenti causa scavi per esigenze abitative.. industriali e viarie son stati scoperti in tal luogo nel sottosuolo vari strati di centinaia di metri composti esclusivamente da CENERE . … è rimasto solo questo : cenere! Beh ed una Lapide” commemorativa” Romana esposta nei pressi di Civitalba a pochi km dalla odierna Sassoferrato .
    Ciao Gigio
    Ernesto da Macerata

  • Gigio scritto il 6 febbraio 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 23:54

    @ Ernesto

    Grazie Ernesto …. beh anche al sottoscritto piace la Storia … ma non come ce l’hanno insegnata te lo ricordi il ” famigerato ” Camera-Fabietti ?
    Tempo fa …parecchio tempo .. son passato nella zona di Sassoferrato -Fabriano , sono posti splendidi … un paesaggio veramente incantevole .. la prossima estate ci tornerò con calma .. voglio rivedere le Grotte di Frasassi ( ho saputo che hanno aperto un altro livello ) e voglio visitare i castelli di Arcevia….. un amico che in un giro li ha visitati .. mi ha raccontato che sono graziosi . OH …mi sai indicare un buon agriturismo nella zona .. dove si può mangiare bene seza essere spennati !
    Ciao

  • Ernesto scritto il 7 febbraio 2010 amdomenicaSundayEurope/Rome 1:46

    @ Gigio
    Ciao
    OH sì il duo orribile Camera-Fabietti come possibile dimenticarlo !!!!!!!!! fortunatamente mi acculturavo anche su altri Testi !

    sì alle Grotte di Frasassi hanno aperto al pubblico un altro ” livello” ancora non l’ho visitato… ma la settimana prossima andrò a rivisitare le Grotte .

    Gigio .. come nel tuo bellissimo territorio della tua bellissima Toscana … anche dalle mie parti gli Agriturismo sono molto numerosi personalmente ne ho frequentati 14 solo nelle zone che tu intendi visitare ( Sassoferrato – Arcevia ) quindi nel ” raggio” di 10-20 km ovviamente ti parlo solo di quelli di DIRETTA esperienza .. mi pare ovvio . .. in tutte e 19 si mangia assai bene ed il prezzo pranzo completo si aggira sui 20-25 Euro … ottima qualità ed ottima quantità ( anche questa non guasta!) . Siccome non conosci bene la zona .. ti indico solo quelli di facile raggiungimento .. indicazioni sulle Strade Provinciali .
    SASSOFERRATO ( Strada provinciale SP 16 ) : Il Gelso-Castelvecchio-ValdiFiori-
    SASSOFERRATO( Strada Provinciale SP 15 ) : San Pietro-Nidastore
    Sono tutti ottimi , secondo il mio parere i migliori : Gelso -San Pietro-Nidastore

    ARCEVIA ( strada provinciale SP 15 ) : Il Rustico-Palazzo-Tenuta San Settimio-Le Betulle-La Fonte – la Baita
    anche tra questi scegli sempre bene , ma secondo il sottoscritto le Betulle e la Baita sono eccezzionali , la Baita soprattutto ….. è un agriturismo situato a circa 800M s.l.m .. tranquillo strada ottima ed asfaltata , l’agriturismo si trova immerso in una bella pineta .. e da quella quota un panorama FANTASTICO !
    Se vai poi a Frasassi .. evita i ristoranti del luogo …OH si mangia bene .. ma essendo località turistica .. sai . son carucci ! Anche in tale zona esistono Agriturismo .. ma sono lontani dalle SP .. ed è un problema indicarteli … comunque te ne indico solo 2 perchè più facili : Rocchetta e Le Querce sono nelle prossimità .. ti basta chiedere . Il migliore secondo il mio parere di buongustaio è ” Rocchetta” … lo vedrai perchè è alla base di una Rocca !

    Spero di esserti stato utile , e ti puoi fidare amo il mangiare ed il bere di QUALITA’ … e me ne intendo un pochino .. mettiamola così !
    Ciao Gigio
    Ernesto da Macerata

  • Gigio scritto il 8 febbraio 2010 pmlunedìMondayEurope/Rome 18:44

    @ Ernesto
    Ciao

    Grazie per le ” dritte” .. … ! beh … conosco un poco le Marche ed ho sempre mangiato benissimo . La scorsa estate ho passato le mie ferie nel territorio compreso tra la Valle dell’Aso e la Valle del Tenna… con dei panorami veramente meravigliosi.. tutti quei paesini ..borghi medioevali molto belli e ben tenuti , ….i paesi ” balcone” dai quali la vista spazia su un panorama fantastico .. fino alla linea del mare . Quando vado a visitare dei posti …. son solito scegliere un preciso ” spazio territoriale” e visitarlo bene … non quindi un tocca e fuggi sparpagliato e frettoloso .. di tutto un poco!. Mi fan sempre pena quelle persone che vengon nella mia Toscana ad esempio e se la girano tutta frettolosamente per vedere TUTTO , ma sceglietevi un posto …una zona e limitatevi a quella zona ! Toscana, Marche , Umbria son così meravigliosamente complesse che non si posson visitare alla Giapponese per intenderci !
    La prossima estate ( Agosto ) voglio tornare a rivivere il fantastico CELTIC NIGHT …. una fantastica 2 giorni e 2 notti di musica Celtica con gruppi musicali provenienti da Spagna,Irlanda,Scozia, Francia ed Italia che si svolge a Montelago sul bellisssimo Altopiano di Colfiorito in provincia di Macerata … lo scorso anno eravamo che so 10-20.000 persone ..boh… ma tanti ….. !!!! Però questa volta mi son preso un intero mese e voglio ” battere” tutta la zona compresa tra la Valle del Cesano – Alta Valle Esino – Vallata ” Sinclinale Camerte ” in pratica la zona montana di insediamento Gallo-Senonico della prov di Ancona e prov Macerata … ecco perchè ti ho chiesto certe ” dritte” mangerecce !!
    Ciao
    Il Gigio di Arezzo

  • Ernesto scritto il 8 febbraio 2010 pmlunedìMondayEurope/Rome 20:24

    @ Gigio
    Sei di Arezzo! la conosco benissimo … bellissima città !
    Come ti ho detto sono di Macerata nella quale risiedo soprattutto nel periodo invernale , ma nel periodo estivo ho il domicilio a San Severino Marche ..( Provincia di Macerata) quasi al confine con l’Umbria , ho una casettina in Umbria sul lagoTrasimeno …. son solito passarci le mie ferie estive ( ci arrivo in 50′ .. quindi assai comodo!) …. preferisco il lago al mare ! Quindi conosco benissimo tutta l’Umbria e gran parte della tua Toscana … la bella val di Chiana l’ho girata in lungo ed in largo da Chiusi fino alla tua bella Arezzo . Hai ragione Gigio le nostre Regioni non si possono visitare alla ” giapponese” ma che vuoi farci esiste anche quel tipo di turismo .
    Quando visiterai le zone delle Marche che hai citato.. ti consiglio di visitare anche ( è sul tuo itinerario) la Valle Scapuccia ( nel Comune di Genga) si tratta di una valle sugli 800 m interna agli Appennini .. ci si accede tramite una Gola e ti trovi per circa 20 km immerso tra boschi di querce, carpini,nocciole,leccio, pini ed abeti .. veramente fantastico ! Attenzione però si tratta di ” Riserva Integrale Protetta” quindi come sai non si può raccogliere neanche un fiore .. la Forestale vigila e le multe son ” salate”
    Ciao

  • MASSA e VIA anche Carrara ! scritto il 8 febbraio 2010 pmlunedìMondayEurope/Rome 23:34

    @ Francesco

    Ma per favore !
    Per elaborare una compiuta riflessione, scevra da ogni successiva rielaborazione moderna,
    in merito all’evoluzione del giudizio di Niccolò Machiavelli ( nel SUO trattato il Principe) sulla figura di Cesare Borgia, è necessario analizzare le stesse fonti machiavelliche sul tema e, più precisamente, quelle di seguito elencate:
    1. Lettere e legazioni (giugno 1502; ottobre 1502 – gennaio 1503);
    2. Lettere e legazioni a Roma (ottobre – dicembre 1503);
    3. Un passo del discorso di marzo 1503, Parole da dirle sopra la provvisione del danaro, fatto un poco di proemio e di scusa;
    4. Brano conclusivo dello scritto Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati;
    5. i versi del primo Decennale;
    6. il VII capitolo de Il Principe;
    7. Descrizione del modo tenuto dal duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il signor Pagolo e il Duca di Gravina Orsini.
    Dall’analisi delle opere di cui sopra si ha modo, come sopra evidenziato, di delineare una vera e propria evoluzione del pensiero machiavellico incentrato sul Duca Valentino.
    Alcuni studiosi affermano che l’opinione iniziale di Machiavelli su Cesare Borgia sia stata affrettata e che questi abbia scambiato un mediocre e fortunato avventuriero per un grand’uomo, almeno in relazione a quanto emerge dalla prime due lettere della legazione presso Cesare Borgia ad Urbino. Effettivamente, dalla lettura delle lettere e della successiva valutazione che dell’uomo che ne dà il segretario, emerge un forte contrasto. In ogni caso, le iniziali considerazioni non possono essere valutate alla stregua di un’illusione perché contengono le linee potenziali di una coerente filosofia.
    Il Valentino è stato oggetto, nel corso degli anni, di numerosi giudizi, contrastanti e mutevoli, è stato considerato una delle più perfette reincarnazioni del Rinascimento e un miserabile avventuriero, privo di idee e di ideali, innalzato al potere dalle armi e dalla fortuna del padre. Da queste contrastanti interpretazioni discendono due visioni della figura di Cesare Borgia: quella che lo sublima e quella che lo condanna. Da che parte sta Machiavelli?
    Per risolvere tale quesito è necessario ricorrere ad una triplice precisazione:
    1. Cesare Borgia non è la più perfetta incarnazione dello spirito estetico del Rinascimento;
    2. è plausibile l’idea che in realtà fosse un mediocre politico, incapace di dominare la realtà, più che dominatore fu passiva espressione della realtà che si pretende abbia dominato;
    3. negli scritti di Machiavelli non si trova nulla che possa conferire prestigio alla tesi dello spirito incarnato e delle simboliche avventure terrene.
    Basta quindi con questa mitologia di Cesare Borgia , e secondo ” certi” storici il Macchavelli si
    sarebbe aspettato qualcosina di ” reale” per LUI dal Cesare Borgia .
    Cesare Borgia fu spedito in Romagna da quel delinquente Papa suo padre per riportare tutte quelle terre di Romagna e Marche , che stavan rendendosi autonome grazie agli Sforza i Varano ed altre Signorie Locali di Romagna e Marche , sotto le grinfie dello Stato Pontificio ! La fine che ha fatto rientra nella prassi della eliminazione del coglioncello servente che credendosi oltre il coglioncello servente si era montato la testa senza averne sufficente cervello ! Ma VOI romagnoli avete sempre bisogno di crearvi dei MITI ? Ma guardate la Storia! Senza quel “coglioncello” le MARCHE e la ROMAGNA ,che si eran rese libere dalle grinfie Papaline, stavano autodeterminandosi tramite le loro Signorie Locali . Il TUO Cesare Borgia ha mandato in fumo tale aspirazione ….. locale .. ed il Cardinale Albornoz poi metterà su tali aspirazioni la ” pietra tombale” ! E tu lo chiami nobile DUCA … ma per favore !!!!!!! Era solo un coglione mandato dal Papa- RE ! Inutilmente VOI romagnoli vi arrampicate sugli specchi per ” ricavarvi” un posto nella Storia … non lo avete MAI avuto ! La Romagna è stata sempre terra di conquista per i Medici di Toscana, per i Montefeltro di Urbino, per gli Sforza, per gli Estensi ecc.ecc…… fatevene una ragione .. altrimenti si cade nel ridicolo !
    saluti da Massa

  • GRETOS scritto il 9 febbraio 2010 ammartedìTuesdayEurope/Rome 0:13

    @ Francesco
    Purtroppo per VOI
    Federico da Montefeltro Duca d’Urbino !

    Figlio di Guidantonio conte di Montefeltro e di Urbino . Nel 1437 sposò Gentile Brancaleoni. Nel 1444 , fu chiamato dai cittadini di Urbino e subito mostrò doti di abilità e moderazione.
    Entrò ai servigi dello Sforza, nel 1445 negoziò con essi la cessione di Pesaro patteggiando per se l’acquisto di Fossombrone che gli costò la scomunica papale ritirata poi nel 1450 da Nicolò V, e l’odio di Sigismondo Pandolfo Malatesta con il quale lottò per lungo tempo nelle Marche e nella Romagna
    Nel 1459 combatte contro il Malatesta di Rimini sconfiggendolo sul Cesano nei pressi di Senigallia (1462) togliendogli quasi tutte le terre .
    Il Papa lo nominò vicario della terre conquistate, comandante della Lega italica combatté i Colleoni nella prima battaglia nella quale fu usata l’artiglieria da campagna. Quando, secondo il patto del 1463, il Papa volle riprendere Rimini al domino diretto del Papato, il Duca di Urbino,intimorito dalla crescente forza papale, si alleò con Roberto Malatesta e a capo della lega di Napoli, Milano e Firenze, batté a Mulazzo presso Rimini l’esercito pontificio assicurando la città ai Malatesta,tanto i deboli Malatesta più nulla avrebbero osato contro la potenza del Duca Urbino- Montefeltro.. meglio far vivere la ormai modesta Signoria dei Malatesta di Rimini che vedersi il Papa alle porte di casa!
    Nel 1472 il Duca fu capitano dei fiorentini nella sottomissione della ribelle Volterra la quale fu saccheggiata orribilmente.
    il Duca di urbino fu capitano della lega contro i veneziani. Con la morte del Papa Sisto IV i suoi possedimenti vennero praticamente triplicati. Condottiero assai lodato per valore, prudenza e lealtà, si distinse soprattutto nell’arte della pace.
    Nella guerra cercò sopratutto i mezzi per le sue opere magnifiche. Conoscitore della lingua latina, delle lettere sacre e profane, raccolse intorno a se una corte di umanisti e poeti fondando ad Urbino la più grande biblioteca dell’occidente tenendo impegnati per 14 anni e più dai 30 ai 40 scrittori a trascrivere libri.
    Fece innalzare il palazzo ducale di Urbino, che rappresentò per secoli il massimo esempio di Corte Rinascimentale , edificò palazzi e rocche a San Leo, Montefelcino, Pergola, Fossombrone, Cagli, Gubbio. ed in altri territori un sistema difensivo che rese inespugnabile
    il suo vasto Ducato . Ad Urbino costruì il Duomo e traUrbino e Mondavio il ponte sul Foglia.
    Il Gran Ducato di Toscana ed il Ducato di Urbino erano i ” controllori” della tua romagna..il resto son chiacchere e balle !! Non è colpa Vostra se non siete MAI riusciti a ritagliarvi un posto nella Storia.. siete stati sfortunati avete avuto VICINI più forti e più capaci di VOI …AMEN!

    GROSSETO

  • Ugo scritto il 9 febbraio 2010 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 12:58

    @ Francesco

    Toh ci mancava il ” nobile Duca ” sta a sentire bimbino come è stato detto da altri quello fu un cameriere mandato dal Papato nelle tue terre a fare gli interessi del Papato, l’unica VOSTRA realtà ( importata) la poteva essere la Caterina Sforza ( figlia del Duca di MIlano)con la sua Signoria di Imola-Forlì che venne travolta dal Borgia .. anche perchè gli autoctoni “romagnoli” si calaron presto le braghe e lasciaron la Caterina sola e soletta ! Punto e a capo !
    Per secoli et secoli Tutta la Vostra zona fu dominata dal Gran Ducato di Toscana che arrivava fino alle porte di Forlì e dal Ducato di Urbino che da Verrucchio arrivava oltre Senigallia e nell’interno oltre gli Appennini comprendeva parte dell’Umbria ( Gubbio) fino alle Porte di Gualdo Tadino ..quindi metà delle attuali Marche e l’Umbria Eugubina . Questa è la Storia se poi volete inventarvene un’altra .. fatelo solo al bar davanti a qualche boccia di sangiovese che evidentemente aiuta ! Quando vi saran sfumati gli effetti del sangiovese ragionate sulle vostre bischerate e incominciate a rispettare la Storia vera !
    Saluti da SIENA

  • Francesco scritto il 10 febbraio 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 18:55

    Un saluto caloroso ad Ernesto che mi sembra, insieme a Gigio, certamente il più educato e tranquillo a parlare (ha scritto anche cose giuste, come il collega toscano, poi). Ho fatto due interventi molto modesti e brevi, precedentemente, interventi non offensivi e che non volevano denigrare nessuno. Di fare l’avvocato della Romagna non mi importa. Anzi, fino ad ora non l’ho mai fatto. Sfido chiunque a citarmi una mia affermazione nella quale abbia fatto rivendicazioni su territori di altre regioni. Che male c’è a dire se in quel paese o quell’altro si parla il dialetto romagnolo? Non abbiamo mica la lebbra, eh? Perchè poi questo processo alla Romagna? A che pro? Vabbè via, rispondo a quelli più esagitati (manco vi avessi detto chissà che poi, mah?).

    Per l’ utente che si è firmato (cito) “MASSA e VIA anche Carrara!”.
    Non ne hai un’idea della storia. Nel senso che proprio non la conosci ed hai fatto una gran confusione. Fortunatamente le terribili sciocchezze che hai scritto sono facilmente confutabili. Prima di tutto è esattamente il contrario di quanto affermi. Le Signorie della Romagna non stavano AFFATTO rendendosi autonome. Non so che periodo tu abbia in mente, ma stiamo parlando della fine del XV secolo. La Romagna era sotto lo stato della chiesa e controllata da Signorie perlopiù deboli e divise. Papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) diede il benestare a suo figlio Cesare di ritagliarsi un Ducato autonomo in questi territori. Il Duca li conquistò uno dopo l’altro(nord delle Marche compreso), quindi creò il SUO principato (Ducato di Romagna), con capitale\quartier generale a (ascolta ascolta) Cesena. Dando così il via alla brevissima Signoria dei Borgia. Cesare, inoltre, chiamò alle sue dipendenza addirittura Leonardo da Vinci. Il quale fu impegnato per diverso tempo in Romagna, a fare studi per ampliare fortezze o per la costruzione di macchine belliche. Il porto di Cesenatico fu progettato proprio da Leonardo mentre soggiornava da quelle parti (precisamente rimase per un certo periodo in quella che è conosciuta come la Torre di Leonardo, ovvero l’unica torre rimasta del sistema difensivo cesenaticense(NB: ho detto cesenaticense in quanto “di Cesenatico”)). Leonardo, ovviamente, poi, venne anche in quel di Cesena dove ebbe il suo da fare, poi andò a Forlì, Imola, etc… I suoi studi in terra di Romagna sono contenuti all’interno del “Codice L”, che ora è conservato al “Bibliothèque de l’Institut de France”, in quel di Parigi. Questi sono fatti. Ci sono tante cose da dire sul Borgia e la Romagna ma non ti voglio acculturare troppo (scusa ma mi girano un po’, visto che non sei stato un campione di gentilezza).
    Tra l’altro, come è documentato, le stesse truppe del Borgia saccheggiavano le terre alle porte di Firenze e, lo stesso Gran Ducato di Toscana, non disponendo di forze sufficienti a contrastare il Duca, dovette pagare il Borgia affinchè alzasse le tende.
    Concludo che, Cesare Borgia, cadde, perchè suo padre Rodrigo morì prematuramente per malaria (ma, secondo altre fonti per avvelenamento). Ad Alessandro VI, infatti, succedette Pio III e poi il Della Rovere. Quest’ultimo, non era in buoni rapporti col Borgia (anzi!) ed inoltre non era assolutamente interessato a lasciargli quei territori; dopotutto, aveva solo da guadagnarci a revocare l’indipendenza di quelle terre. Quindi, anche te caro Ugo sei rimandato a settembre. Ed è facile anche capire il perchè non volesse lasciare quelle terre al neo Ducato. Ora, tuttavia, voglio chiedere all’ utente di Massa (intendo quello che si è firmato “MASSA e VIA anche Carrara!”), quando tu citi: “ed il Cardinale Albornoz poi metterà su tali aspirazioni la pietra tombale!”, ora, lo sai vero che il Cardinale Albornoz visse circa 150 anni prima del periodo del quale stiamo parlando? No, mi sa che non lo sai. E vieni a fare il maestrino? Albornoz era morto e sepolto da un pezzo. :-(

    Bon. Vogliamo parlare degli Sforza? Dal momento che i dotti degli ultimi interventi parlano degli Sforza, come di Milano, vorrei ricordare loro che tali Sforza sono originarimanete una famiglia romagnola, di Ravenna. Giacomo\Jacopo Attendolo DETTO “Sforza” era un nobile di Cotignola (un paesino qua vicino), e fu uno dei più famosi capitani di ventura della fine del XIV sec e capostipite della dinastia Sforza. Indovinate un po’? Figlio di tale Jacopo era un certo Francesco Sforza. Ma che ve lo dico a fare? Di cose da dire ce ne sarebbero tantissime altre , ma vi comportate come dei saccenti e custodi del sapere. Faccio un nome di un Signore di Cesena, così, “tanto per”, visto che è la mia città e ci tengo: “Novello Malatesta”. La cui opera più famosa (no, non dico qual’è, arrangiatevi), che è a Cesena, è stato il primo ed unico bene culturale italiano a conseguire il riconoscimento dell’ UNESCO all’interno del programma “Memoria del Mondo”. Vabbè dai vi dò un link: http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Malatestiana

    Questo per dire che in Romagna, come in tante (tutte?) parti d’Italia esistono monumenti, musei e paesaggi assolutamente di prim’ordine. E se voi non riuscite a vedere questo e, anzi, volete solo sminuire ciò che è al di fuori dei vostri confini regionali, ovvero della vostra bellissima ed unica Toscana, beh mi dispiace della vostra miopia.
    Concludo: io, almeno, lo ammetto che la storia non è assolutamente il mio pane quotidiano (con il mio lavoro non c’entra una benemerita mazza), ma almeno lo ammetto. Ed inoltre, almeno, mi informo, prima di parlare. Ribadisco, comunque, che non ho capito tutto sto processo alla Romagna che NESSUNO ha chiesto.

    @Ugo. Bimbino lo vai a dire qualcun’altro. Non sono stato maleducato con nessuno e vorrei almeno essere trattato con civiltà. Se l’educazione non la conosci, mi dispiace. Non ho offeso te e la tua famiglia. Non ho neppure detto alcunchè sulla tua bellissima Siena. Quindi calma, grazie.

    Aggiungo un’ultima nota. Questo riferirsi alla mia persona e poi parlare al plurale come (e cito): “se poi volete inventarvene un’altra .. fatelo solo al bar davanti a qualche boccia” o “fatevene una ragione .. altrimenti si cade nel ridicolo !” e potrei continuare, denota a mio avviso un certo razzismo di fondo. Mi dispiace per voi (gli ultimi signori che sono intervenuti) ma non rappresento proprio nessuno, se non me stesso. Ho amici anche a Catanzaro e in Puglia ma quando mi rivolgo a loro, non lo faccio caricandoli del peso della loro città o della loro regione o di che cavolo fanno parte. Quindi, se volete generalizzare fatelo pure ma scadete nella banalità. Tuttavia, non mi stupisco del vostro comportamento. Ho subito compreso il tipo di persona che rappresentate sin da quando non fate altro che citare ripetutamente ed esclusivamente sangiovese e piadina: è sintomo di quanto poco (pochissimo) conosciate queste terre. E mi verrebbe da dire che, se non le conoscete, non dovreste parlarne. Saluti.

  • Ugo scritto il 11 febbraio 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 12:19

    @ Francesco

    ho detto ” bimbino” nel senso di ,ragazzo,giovane, …… comunque TI CHIEDO SCUSA .

  • Ernesto scritto il 11 febbraio 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 14:47

    @ Francesco
    @ Ugo
    @ Massa e via anche Carrara
    Ciao sono Ernesto da Macerata
    Scusatemi se mi intrometto , ma avete detto…. diciamo….. delle inesattezze .
    il signor FRANCESCO ha perfettamente ragione , Egli non ha certo bisogno del mio sostegno ma tengo a ribadire ulteriormente, ai sig Ugo e Massa ecc , le loro inesattezze :
    1) Il fondatore della dinastia degli Sforza non è -estraneo alla romagna . Come giustamente ha fatto rilevare il sig FRANCESCO.
    Precisando bene enumero ai sig Ugo e Massa ecc.. la faccenda dinastica ( a sommi capi ovviamente ! )

    Il Fondatore della Dinastia degli Sforza è Muzio Attendolo di Cotignola ( vicino a Ravenna)
    quindi Romagna e NON certamente MILANO !
    dal Fondatore si originarono i seguenti ” Rami ” degli Sforza :
    ————————————————————————————————————————–
    Ramo di Milano : Francesco Sforza ( figlio maggiore di Muzio Attendolo di Cotignola ) ,tra le varie figlie ……. Caterina Sforza che diventerà signora di Forlì ed Imola , ecc…ecc..
    —————————————————————————————————————————
    Ramo di Pesaro : Alessandro Sforza ( secondogenito di Muzio Attendolo di Cotignola) che sarà poi anche il primo marito di Lucrezia Borgia , ecc..ecc…
    ——————————————————————————————————————————
    Ramo di Caravaggio ( territorio di Bergamo )
    ——————————————————————————————————————————-
    Ramo dei Borgonovo ( territorio di Piacenza )
    ——————————————————————————————————————————-
    Ramo di Santa Fiora ( località della Toscana : Grossetano + Isola del Giglio )
    ——————————————————————————————————————————-
    Questi ultimi tre rami son tutti imparentati con il Ramo degli Sforza di Milano .
    TUTTI i Rami descritti discendono da quel signore di Cotignola : Muzio Attendolo .

    2) Il sig. Francesco VI fa osservare gentilmente che Albornoz .. diciamo era un poco cagionevole di salute .. beh diciamo che era MOLTO morto all’epoca di Cesare Borgia !
    -Alvarez Carrillo de Albornoz ..nato nel 1310 a Carrascosa del Campo ( Spagna) morto nel 1367 a Viterbo .
    3) Cesare Borgia nato aRoma nel 1475 e morto nel 1507
    Quindi circa 140 anni di differenza un poco tantini per esser due coetanei !
    Prima, durante, e dopo l’intervento di Albornoz .. la Romagna e le Marche facevan già parte dello Stato Pontificio …. ma diciam così .. le varie signorie locali di Romgna e Marche ( data la distanza da Roma ..che rendeva difficile un SUO Governo diretto) si stavamo autoamministrandosi pur facenti parte dello Stato Pontificio , ed in questo SENSO ed in QUESTA EPOCA lo stato Centrale di ROMA volle rimetter le cose in ordine spedendo Albornoz su questi territori … che poi saran ” recuperati” al controllo di ROMA ma con la promulgazione delle Carte Egidiane ( una specie di decentramento amministrativo ….)
    Da questi fatti ( ritenuti ERRONEAMENTE contemporanei al Borgia ) .. forse nasce la confusione fatta da UGO e Massa ecc.. !

    Caro Francesco .. dai non te la prendere ..per certi ” accostamenti” … capisco il fastidio ,mi è capitato su altri siti esprimermi e venire identificato come IL MARCHIGIANO e via tanti graziosi commentucci come ” Meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta ” il cortese commento fu un tipo di Pisa..quando gli ho risposto che lo stesso detto vale in Toscana : ” Meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio” spiegandogli che certi Marchigiani eran incaricati ” Esattori Fiscali” dello Stato Pontificio per le terre di Romagna e Marche ” , come certi Pisani eran incaricati ” Esattori Fiscali” del Gran Ducato di Toscana per le terre del Ducato ……..forse avrà capito? Spero !
    Ciao Francesco ( SCUSAMI SE MI SON INTROMESSO ! OK ? )
    Ciao Ugo …. Massa ecc… ( ma state bonini e ” leggete” un poco di più .. senza OFFESA dai!)

  • UGO scritto il 12 febbraio 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 2:51

    @ Ernesto

    Ciao
    OK … Ernesto, mi sono sbagliato .. gli Sforza effettivamente non sono estranei alla Romagna .
    Però converrai con me che seppur deboli e divise tra di loro le varie signorie di Romagna e delle Marche si stavano autogovernando ( era già successo tanti e tanti anni prima …. all’epoca dell’intervento dell’Albornoz che ovviamente NON è contemporaneo al Borgia …in questo non ho sbagliato IO ! ) e quindi il Papa di Roma ha incaricato suo figlio Cesare Borgia diciamo la ” riconquista” di quei territori le uniche resistenze il Borgia le troverà in Romagna a causa di Caterina Sforza e nelle Marche a causa del Duca di Camerino e Duca di Fermo . Certo il padre Papa nominerà il Cesare Borgia duca di Romagna e Marche .. ma alla morte del padre Papa.. tutto questa architettura crollerà .. il nuovo Papa annetterà tutti i territori del Borgia allo Stato Pontificio . No Ernesto non mi sono offeso, ovviamente non sono un esperto di storia .. mettiamola così ! Però non mi va di esaltare tanto questo Cesare Borgia e ritengo che la sua figura sia stata sopravvalutata . .. che ne pensi ?
    Ciao Ernesto è piacevole parlare con te .

  • Ernesto scritto il 12 febbraio 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 4:39

    @ Ugo
    Ciao.. capperi mi poni una bella domanda ! Precisiamo bene … NON SONO UNO STORICO e quindi ci siam capiti …dai ! La questione è molto controversa …. mi limito a riferirti quello che ho letto . Secondo il Macchaivelli Cesare Borgia viene presentato come una ” potenza” in ogni senso , secondo Biagio Buonaccorsi invece tale ” potenza” del Borgia è enormemente sopravvalutata e frutto di ” adulazione” del Macchiavelli , tanto che in una lettera del Buonaccorsi al Macchiavelli ,esorta questo ultimo a non farsi troppe illusioni nel compiacere Cesare Borgia.. ventilando quindi un certo interessamento del Macchaivelli nella speranza di ricever ” favori” dal Borgia . Però devi considerare che sia il Buonaccorsi che il Macchiavelli eran membri della Segreteria della Repubblica Fiorentina …. il Buonaccorsi rappresenta la parte Fiorentina totalmente avversa al Cesare Borgia .. mentre il Macchiavelli rappresenta la parte ” attendista” diciamo di ” studio” sulle ” intenzioni” del Borgia . Quando la Repubblica Fiorentina si accorgerà che il Borgia ventila la possibilità di conquistare anche la Repubblica Fiorentina , TUTTA la Repubblica Fiorentina ovviamente sarà contro il Borgia . Ugo … tutto questo a sommi capi .. se vuoi ben capire la ” situazione” non ti mancano le fonti di acculturamento.
    il Macchiavelli opera nella mentalità del tempo ( oh se poi fa il ” lecchino” come sostiene il Buonaccorsi .. sai è da valutare ! ) ed anche il Cesare Borgia lo devi inquadrare nella mentalità del tempo .. la sua non fu una ” passeggiata” fece uccidere con l’inganno il Signore Oliverotto della Signoria di Fermo ed altri Signori, nella Rocca di Senigallia ( tale azione verrà giudicata dal Macchiavelli come ” impresa rara e mirabile” ) sobillò la fazione avversa in Camerino da indurla a strangolare il regnante Duca di Camerino , fece imprigionare Caterina Sforza di Forlì che fino all’ultimo le si era opposta, sottomise ma dopo dura lotta i Signori di Faenza ( se non erro !) . Il Ducato di Urbino fu occupato quasi pacificamente..il Duca regnante era un puro umanista … non era bellicoso come Federico .. ma poi il Ducato di Urbino è stato da sempre filo Papalino ( nella sua massima potenza il Ducato di Urbino era praticamente il custode e garante della Pax papalina nei territori di Romagna-Marche ) a differenza del resto delle Marche e Romagna dell’epoca . Insomma Cesare Borgia è figlio di QUEL tempo .. però è innegabile che Egli porterà almeno una Legislazione più moderna ( riferita all’epoca) e generale in tutti quei territori . Nel massimo splendore Cesare Borgia ” unificherà” sotto il suo controllo TUTTA la Romagna e Parte delle Marche ( 1503) . E nel 1512 Cesare Borgia estese tale controllo a tutte le Marche , ricevendo dal suo padre il Papa il titolo di DUCA di ROMAGNA e PICENO ( le Marche per intenderci ! )
    http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Cesare_Borgia.htm
    Quello che posso aggiungere che la forza militare di Cesare Borgia ovviamente si deve alla ricchezza del Papa suo padre che finanzia notevolmente , ma sta qui anche la debolezza di tutto il ” sistema” .. perchè basato esclusivamente su rapporto padre-figlio … infatti morto il Padre …… tutto il ” sistema” crolla …. il nuovo Papa ordina a Cesare Borgia la annessione
    dei territori allo Stato Pontificio , Cesare rifiuta e viene arrestato dal Papa che lo rimetterà in libertà solo dopo la Rinuncia Ufficiale a tali territori che verran incamerati allo Stato Pontificio .
    Cesare Borgia ripara a Napoli e tenta di riarmare un esercito per la ” riconquista” ma su ordine del Papa ,il Re di Napoli arresta Cesare Borgia e lo confina in Spagna .. dopo un lungo periodo di carcere .. verrà rimesso in libertà .. ma morirà dopo poco ( ti tralascio tutta la vicenda)
    Comunque Ugo non so se le Signorie di Romagna e Marche sarebbero state capaci di rendersi “indipendenti” dal potere centrale di Roma – Stato Pontificio , si tratta di Signorie deboli e spesso conflittuali tra loro , certo però che l’intervento del Cesare Borgia non ha aiutato tanto questa aspirazione … mettiamola così ..dai !
    Ciao Ernesto da Macerata

  • MASSA e VIA anche Carrara ! scritto il 12 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 14:45

    @ Francesco
    @Ernesto
    Raccolgo il senso “dell’invito “di Ernesto e .. dai .. Francesco ti chiedo scusa…. non intendo certo fare della tua persona il rappresentante della romagnolità …. mi son lasciato andare a generalizzazioni sbagliate.. ingiuste sia nella generalizzazione sia nel contenuto e forma .. e si vede che ho bevuto troppo sangiovese .. con il Chianti non sarebbe successo ! Che fai ti rincazzi ?
    Caro Ernesto certo che sei un rompicoglioni ! Dai che scherzo …. sì nella Tua ricostruzione hai perfettamente ragione, come aveva accennato già Francesco, ho fatto un poco di casino ..perdonatemi ! Sì Ernesto condivido la tua analisi sul Borgia ( ora son sobrio !) non so se il Macchiavelli era un ” lecchino” , ma sai a quei tempi certe ” cortigianerie” eran normali! ma credo il Macchaivelli avesse un poco sopravalutato la figura politica del Borgia Cesare … infatti tutto poi è andato in pezzi ed in breve tempo . alla morte del Papa padre … a testimoniare la scarsa profondità politica – strategica di tutta la vicenda .
    Vi saluto…ciao

  • il Toscano scritto il 12 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 14:57

    OH .. basta con scusarsi , ma lo san tutti anche a Bolzano che il Francesco rappresenta TUTTI i romagnoli e che l’è brutto, pelato, bolso, drogato di piadina .. infatti otto+otto 16 Karl mi scrisse nel suo idioma :ma come c***o fare Franchesko a magiarre piadinen da mattina a sera ? E che c***o ne so IO.. gli risposi .. e forse perchè è il ROMAGNOLO e mangia per tutti i romagnoli ! Ma quanti Kg pesi Francesco .. sarai un pachiderma ! Ragazzi e parliam un poco di ” topine ” .. come siete messi?
    Saluti a tutti e scusate OVVIAMENTE scherzo! … NO per le ” topine” son sempre SERIO!

  • il Toscano scritto il 12 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 17:55

    Toh … mi han pudicamente censurato con ******* e va bene che cavolo lo so che non si dice , ma Oh pubblico censor di nefandezze altrui e se ti sostituisco il con …..” come uccello fare ecc…ecc.. e che tu te fai asterischi il povero volatile ? Ho capito mi autocensuro da solo son Toscanaccio e che tu vuoi farci ?! Allora o giovani virgulti.. e la si fa per dire ! Come si procede e che c***o fate tutto lo santissimo giorno .. del Francesco lui l’ha detto l’è informatico , ma te Gigio che c***o di lavoro fai ? E te Ernesto in quel di Macerata che c***o fai? E tu signor di Massa e mi vuoi dire perchè Carrara ti sta tanto sui c******i ? E tu la mandi VIA !
    Ovvia ogniun è felice della terra sua .. ci si bisticcia ma spero sempre amichevolmente almen tra noi Toscani-Romagnoli-Marchigiani ed Umbri che siam similini dai per storia e cultura varia , ma allora siam seri e vogliam o no parlar di topa? ( Oh questa non la si censura eh?! l’è un animalino!).. so solo del Francesco che l’è fidanzato e che tu te voi sposare ?? PENSACI..PENSACI e RIPENSACI !.. degli altri due Signori non so se l’anulare l’è libero o soffocato dal dorato cerchietto , voi direte che son c***ì nostri ..! Oh ma la si fa per imparar Vostre virtute e canoscenza !
    Ciao

  • Ernesto scritto il 12 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 19:02

    @ Toscano
    Ciao son Ernesto di Macerata
    Sei simpatico Toscano e vuoi imparar ( nel senso di sapere) di nostre virtute e canoscenza e credo anche che sei bravissimo e ti piace rimar e parlar in arcaico , non per caso sei un Toscano! .. ti rispondo similmente . Caro amico Toscano non sempre le pioggie cadon dalle nubi sugli irti campi ,nè sempre le tumultuose tempeste travaglian il mar, sfogliano di foglie gli Orni , sta per tutti i mesi immobile il ghiaccio , ma quando amor non ti lascia nè quando Vespero sorge nè quando fugge al Sole veloce ………… OH amico …. ..ti SPOSI !
    Toscano mi chiedi del lavoro , orbene : La Musa volle che io celebri i dolci canti di Licimnia danzante tra adorne vergini nel sacro giorno della visitatissima Diana ! .. Questo il povero insegnate ( di ruolo! ) prova a svolgere in un tal Liceo Classico di Macerata , ma a CHI interessa le ricchezze della pingue Frigia o le sontuose case degli Arabi ?!? Caro amico Toscano sarebbe già soddisfacente far capire che cosa l’uomo non ha mai potuto prevedere abbastanza , di ora in ora! il marinaio Cartaginese ha orrore del Bosforo ma non teme gli invisibili destini , bensì l’improvvisa potenza della morte che ha rapito e sempre rapirà le genti , ed allora perchè ci affanniamo nel così poco “dare” tra la gente, chiusi nel nostro senza vedere gli altri?
    Ciao Toscano sei forte !

  • MASSA e VIA anche Carrara ! scritto il 14 febbraio 2010 pmdomenicaSundayEurope/Rome 12:34

    @ Toscano
    @ Ernesto
    Ma no che non la mando via ! e ci metto anche Loro, anche se son un pochino “pietrosi” di cervello !
    OH ragazzi quando si parla ti topa o topina si ricordi la favolina :

    La topina chiede all’uccellino: “Mi aiuti ad attraversare il fiume?”.
    L’uccellino risponde:”No!!”. Morale: se l’uccellino tiene duro la topina si bagna.

    Certo la ” fine” di NOI è quella di vedersi ” anulati” ma il rischio sta appunto nella parola : ANU -LATI …… appunto sta a vedere da quale lato ? Prima o poi correrò questo rischio .. vorrei avere la serenità di Ernesto e riconoscere Vespero .. perchè tutto risiede in tal conoscenza per ora son quel Cartaginese … e spero d’esserlo SEMPRE .. anche se in questa Italia di merda è sempre più difficile !
    Ciao ragazzi .

  • angius scritto il 26 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 17:33

    I Nemici dell ‘Italia federale son sempre stati i Savoia , e gli “eroici” mazziniani ed il grande “eroe “garibaldi .

    . L’anno che è appena trascorso ha visto numerose polemiche e discussioni in merito al cosiddetto revisionismo storico con particolare riguardo alla nascita dell’unità d’Italia, toccando il massimo della rissosità in occasione della beatificazione del papa Pio IX.
    Qualche mese prima la casa editrice ARES di Milano (www.ares.mi.it) pubblicava il volume di Patrick Keyes O’Clery, “La Rivoluzione Italiana”, un corposo scritto di ben 780 pagine, in realtà si tratta della fusione di due libri. Il primo mai tradotto in Italia, scritto nel 1875, sotto il titolo : The Revolution of barricades, costituisce un’ampia rivisitazione della storia italiana a partire dalla Rivoluzione Francese, fino ai moti del 48, con particolare riguardo alla storia dei Papi che hanno contribuito a costruire la nazione italiana e soprattutto l’Europa cristiana. “Non si tratta di un’augusta apologia del Papa re- scrive Alberto Leoni nella presentazione – ma dell’esaltazione del buon governo in quanto capace di scelte concrete ed efficaci, in contrapposizione all’astrattezza dell’ideologia”.
    Il secondo volume, The making of Italy, del 1892 è invece la ricostruzione delle fasi conclusive del nostro Risorgimento fino alla presa di Roma. Questa parte è stata pubblicata in Italia nel lontano 1897 e poi negli anni ottanta.
    Il testo di O’Clery è una lettura utile, scritto con obiettività, non riduce la Storia a un complotto, anche se condanna il modo di unificazione dell’Italia da parte della ristretta èlite liberale, lo fa sempre però presentando le fonti filorisorgimentali, quelle ufficiali.
    Lo scrittore irlandese sicuramente rappresenta un pioniere di quel revisionismo storiografico che ha preso corpo da qualche anno “e al quale guardano con diffidenza le vestali di un certo Risorgimento, tramandato a generazioni di italiani come religione civile della nuova Italia in sostituzione del Cattolicesimo”.
    Quando riferisce che Pio IX auspicava per l’Italia una Lega Federativa, una Confederazione che avrebbe incluso lo Stato Pontificio, il Regno di Sardegna, il Granducato di Toscana, il Regno delle due Sicilie, con la presidenza di Pio IX stesso, lo fa con assoluta serenità ponendo all’attenzione dei lettori “ la bozza del trattato per la Lega Italiana” in appendice alla prima parte : “questo documento è così importante da poter essere ritenuto un monumento all’opera di Pio IX […]Sfortunatamente il documento non venne mai ratificato e, ancora una volta, fu il Piemonte a rovinare la speranza dell’unità italiana”. Una Confederazione che i rivoluzionari rifiutarono sempre, perché volevano fare una Italia unita, ma contro il Papato.
    Infatti fu evidente nel 1849 nella cosiddetta 1 guerra d’indipendenza, quando fu impedito a Carlo Alberto di accettare le proposte dell’Austria, che avrebbe ceduto la Lombardia al Piemonte e Venezia sarebbe diventata uno Stato indipendente. Mentre i rivoluzionari al sud con le insurrezioni di Calabria, Napoli e Sicilia, costrinsero re Ferdinando a ritornare a Napoli per difendere il suo trono. “Proprio quando tutti sarebbero dovuti essere uniti contro il nemico comune (l’Austria)”. Il Piemonte per invidia non accettò le proposte di federazione di Pio IX, e così gli eserciti federali, invece di marciare insieme per liberare il suolo della propria Patria dalla dominazione straniera, furono sciolti.
    “Non va dimenticato – scrive O’Clery – che PioIX fu il primo a proporre la Lega italiana, che il granduca di Toscana e il tanto calunniato re Ferdinando erano pronti a contribuire al costituirsi della confederazione e che il solo ostacolo a questo processo politico fu il Piemonte, allora sotto l’influenza del partito rivoluzionario. I veri nemici dell’Italia erano nei ranghi di quel partito, nemici ancora peggiori degli Austriaci. Decisi a compiere il loro progetto, la formazione di una Repubblica italiana atea che si estendesse dalle Alpi alla Sicilia, si opposero all’idea della Lega perché il Papa ne era il promotore e perché sarebbe stato un ostacolo insormontabile per i loro piani”.
    Nella seconda parte del testo: la formazione del Regno d’Italia, O’Clery dà conto della strategia politica di Camillo Benso conte di Cavour, abile manovratore nel tessere una politica di acuta doppiezza. “Il gioco delle parti” tra Cavour e i rivoluzionari Mazzini e Garibaldi è sempre presente nel testo, il primo manifesta moderazione nell’opera di demolizione del potere Pontificio, mentre i secondi attaccano apertamente la Chiesa e il suo Pontefice. Entrambi svolgono la stessa opera di conquista delle terre italiane alla Rivoluzione.
    Particolare risalto lo scrittore irlandese, dedica alla spedizione dei Mille di Garibaldi che ottiene una facile vittoria sui Borboni grazie all’azione cospiratrice del governo inglese attraverso i suoi uomini Lord Palmerston, Gladstone e Russell. Ma soprattutto grazie anche al tradimento dei generali di Francesco II, che preferirono non combattere. Invece, quando combatterono, sul Volturno o nella fortezza di Gaeta, seppero dimostrare il proprio valore al mondo.
    Un rilievo considerevole viene dato al Brigantaggio sviluppatosi nel meridione d’Italia, subito dopo la cosiddetta “liberazione” ad opera degli eserciti piemontesi. Il popolo dell’ex Regno delle due Sicilie fu protagonista dal 1860 al 65 di una vera e propria insurrezione contro le misure centralizzatrici dei Liberali di Torino. I “Briganti” insorsero per difendersi dalla politica impositiva dei Savoia, Vittorio Emanuele II risponde con una spietata repressione operata prima dal generale Pinelli e poi da Cialdini con un esercito di 120 mila uomini mettono a ferro e fuoco gli Abruzzi, il Molise, la Basilicata e la Calabria.
    Nel descrivere questa sanguinosa “guerra civile” O’Clery si rifà alle fonti ufficiali, quelle dei Piemontesi, nel testo pubblica alcuni proclami sottoscritti dai comandanti dell’esercito Piemontese, dove per sopprimere il cosiddetto “brigantaggio” era prevista la fucilazione con o senza processo, di tutti coloro che erano presi con le armi in pugno; saccheggio delle città e dei villaggi ribelli; arresto delle persone sospette e dei “parenti dei briganti”; distruzione delle capanne, obbligo di murare tutti i casolari isolati; allontanamento degli uomini e del bestiame dalle campagne e raccolto in un luogo sotto il controllo dell’esercito; incriminazione di qualsiasi comportamento neutrale; rigida censura sulla stampa. “Questi proclami- scrive O’Clery – non furono vane minacce”. Chi non fu ucciso combattendo, finì nelle carceri napoletane, se ne contano circa 80 mila di reclusi, senza nemmeno sapere la propria imputazione, morirono di malattia nelle prigioni infette e affollate.
    Appare evidente che l’unità fu imposta all’Italia meridionale col terrore e la distruzione, e che “i liberatori” schiacciarono le vere aspirazioni del popolo con esecuzioni e incarcerazioni di massa.
    “La Rivoluzione Italiana” termina con l’occupazione di Roma e l’ignobile farsa del plebiscito romano. Qui la riflessione si fa più articolata, la narrazione più calda e anche la proposta politica dell’autore più completa. L’autore, ricorda l’eroismo dei “suoi” irlandesi nella difesa di Spoleto, ma soprattutto la gloriosa vittoria delle truppe Pontificie a Mentana, dove il generale Klanzer, nonostante l’inferiorità numerica dei suoi zuavi riuscì a sconfiggere l’esercito rivoluzionario alla guida di Garibaldi.
    La presa di Roma da O’Clery, è considerata come una vera e propria invasione, una aggressione, “un reale atto di brigantaggio” da parte di un potente esercito di 65 mila uomini al comando di Cadorna contro 13 mila zuavi, tutti volontari decisi a difendere Pio IX. “Roma, intanto, era assolutamente tranquilla e non c’era il minimo segno di turbamento dell’ordine pubblico, non un solo episodio che significasse simpatia verso gli invasori o malcontento verso il governo pontificio”.
    Il 20 settembre 1870 precisamente alle ore 10,10 finisce la guerra contro il più mansueto, il più amabile, il più amato sovrano del mondo, il Papa. “Contro il grande crimine commesso, giunsero proteste da tutto il mondo cattolico”, anche nel Parlamento italiano ci furono numerose proteste contro l’annessione.
    Nell’ultimo capitolo, O’Clery fa delle riflessioni politiche probabilmente utili anche ai giorni nostri, dopo aver sottolineato come la Rivoluzione italiana abbia portato miseria e decadenza, a un debito colossale, del tutto sproporzionato alle risorse del Paese, e a una tassazione elevata a causa delle costosissime guerre e rivoluzioni, si schiera a favore di un’Italia Federalista : “Sono l’ultimo a credere che non fosse necessario mutare lo stato delle cose in Italia, l’ultimo a negare che vi fosse del buon senso nell’aspirazione all’unità nazionale. Ma c’è una differenza tra le riforme operate da veri statisti e la Rivoluzione rossa, perché l’unità costruita per mezzo della cancellazione delle libertà e delle istituzioni locali, la riduzione di uno Stato a un sistema burocratico centralizzato, è un’unità che porta con sé i germi della propria distruzione. Non si saprà mai quanto l’Italia avrebbe guadagnato se, invece di essere trascinata con violenza all’unità voluta da Cavour, fosse stata unificata da un sistema federale, tale da non soffocare le autonomie locali del Sud, del Centro e del Nord. Questo era il progetto auspicato da Gioberti nel 1848 e accettato da Pio IX”.

  • Pino scritto il 26 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 18:41

    La Lega ha cavalcato la secessione dell’altavalmerecchia ma si guarderà bene a cavalcare la secessione,già espressa favorevolmente, dei comuni del SUO Veneto …. perchè in tal caso l’assetto regionale del Veneto verrebbe ampiamente modificato ad ovest con la fuga dei comuni veneti verso il trentino Alto Adige , ed a est con la fuga dei comuni veneti verso il Friuli Venezia Giulia . La Lega pontifica la difesa dell’autodeterminazione delle popolazioni dell’altavalmarecchia CONTRO la piccola Regione Marche , ma se ne stan zitti zitti circa lautodeterminazione espressa positivamente dai comuni del loro GRASSO Veneto ! Veramente una politica ESEMPLARE ! Come è esemplare la loro politica mirante a disgregare l’Emilia -Romagna con la volontà di Romagna regione e Lunezia Regione , TUTTO va bene basta che non si venga a minacciare disgregazioni territoriali nel loro Veneto !

  • Angius scritto il 26 febbraio 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 19:49

    VOI continentali rischiate di azzuffarvi tra di VOI ed un poco me ne dispiace, ma questa è l’Italia che i ” geni ” del Risorgimento e di Casa Savoia hanno fatto ! Personalmente mi interessa che la mia Sardegna diventi uno stato libero ed indipendente , se esiste un popolo che non ha nulla a che spartire con il resto di Italia è il POPOLO SARDO .

  • claudio scritto il 1 giugno 2010 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 16:11

    Qui conviene tornare all’eposa dei Comuni e delle Signorie, in fondo è stata proprio quella rivalità a far nascere il Rinascimento, perché ogni signorotto voleva la sua corte più bella delle altre.
    Oggi potremmo avere un secondo Rinascimento !

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