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Scoppio a San Benedetto del Querceto: 5 condanne

Si è concluso con 5 condanne e con 9 assoluzioni a Bologna il processo per l’esplosione causata da una fuga di gas che il 23 dicembre 2006 distrusse una palazzina provocando 5 morti a San Benedetto al Querceto nel Bolognese.

5 condanne e 9 assoluzioni. Sì è concluso così a Bologna il processo
per la fuga di gas che poco più di 6 anni fa provocò lo scoppio di una palazzina a San Benedetto del Querceto sull’appennino bolognese uccidendo 5 persone. Il giudice Rita Zaccariello ha condannato a quattro anni Fabrizio Mazzacurati, all’epoca dei fatti responsabile area reti di Hera, Marco Melossi, capo gestioni reti Seabo, Dovilio Albertini e Roberto Raggi funzionari distretto Hera di Loiano. Tre anni per Ferdinando Santini, all’epoca dei fatti legale rappresentante di Tecno Impianti. I 5 imputati sono stati ritenuti colpevoli di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, con pene inferiori alle richieste fatte in aula dal pm Antonella Scandellari. Sono state concesse le attenuanti generiche. Sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici per cinque anni e condannati al risarcimento danni in favore di sei parti civili. Sono state fissate provvisionali immediatamente esecutive per un totale di 190 mila euro (100 mila alla Provincia di Bologna). Per l’accusa c’erano responsabilità penali nella progettazione e realizzazione della condotta, costruita in zona interessata da frane e senza strumentazioni d’allarme per rilevare deformazioni. Così come erano stati rilevati profili penali in due interventi precedenti di riparazioni di danni alla condotta, e nella gestione dell’emergenza il giorno dello scoppio. Sono stati assolti Elio Rondelli, responsabile della direzione tecnica-produttiva di Seabo dal 1997 al 2000, per non aver commesso il fatto. Perché il fatto non sussiste, Adelmo Benassi (autore del progetto di metanizzazione di Acoser, la vecchia denominazione di Hera, così come Seabo), Giorgio Lanzoni (supervisore del progetto Acoser), Giancarlo Lugli (direttore dei lavori di Acoser), Renato Drusiani (ingegnere collaudatore) e Marco Marchi (legale rappresentate di Acea, che ottenne un appalto per i lavori). Per lo stesso motivo anche i centralinisti che raccolsero l’allarme, Giancarlo Tagliani e Maurizio Anzà, e Andrea Mantovani, capotecnico di Hera che doveva interpretare le telefonate. L’esplosione oltre alla morte di 5 persone, provocò il ferimento di diverse altre. san benedetto


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