Sanità: prodotti chirugici non conformi. Sette denunce
- lunedì, 21 marzo 2011, 16:52
- Cronaca, Primo Piano
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Strumenti chirurgici di classe 1 comunemente utilizzati nelle sale operatorie di ospedali e ambulatori pubblici e privati di mezza Italia non rispondenti minimamente ai requisiti di sicurezza e privi del marchio Ce. Ad individuarli e a sequestrarli in sedici ospedali del nord – est è stata la Guardia di Finanza di Belluno che, su segnalazione dell’Ospedale San Martino sempre di Belluno, ha verificato che alcuni contenitori per la sterilizzazione di strumenti chirurgici erano privi del marchio e non si chiudevano ermeticamente come invece previsto.
Di lì il passo è stato breve. I militari sono risaliti al fornitore, un’azienda di Reggio Emilia, ed hanno verificato come i prodotti medicali provenissero dalla Turchia e passando attraverso la società importatrice, venissero poi distribuiti sul territorio nazionale.
L’indagine delle fiamme gialle ha coinvolto anche le province di Bologna, Reggio Emilia, Forlì – Cesena ed ha evidenziato che solo il 5% dei contenitori esaminati riportava la regolare marcatura mentre la restante merce analizzata non era conforme alle direttive. In alcuni contenitori sono poi state rilevate gravi anomalie come l’inefficiente chiusura ermetica e la presenza di parti ossidate o corrose che come conseguenza avrebbero potuto avere quella di contaminazioni ed infezioni per pazienti e personale medico. Sette le persone denunciate: i titolari delle ditte con sede a Reggio Emilia, Padova, Bologna, Fermo e Roma assieme ad un rappresentante di commercio. Tutti dovranno rispondere di frode in pubbliche forniture.
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I SOLITI ITALICI DISPOSITIVI MEDICI DI “CLASSE I”?
Per commercializzare un farmaco da banco il titolare deve ottenere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Questo medicinale può essere prescritto dal medico per portarlo in detrazione del 19% allegando lo scontrino fiscale. Il farmaco da banco può essere oggetto di pubblicità presso il pubblico.
Alla tv noto un proliferare di prodotti dichiarati “dispositivi medici”, spesso formulati con piante medicinali (sciroppi per la tosse, tavolette, gel e spray per il mal di gola, antiacidi per il bruciore e mal di stomaco, ecc.), che dovrebbero agire solo o prevalentemente per effetto meccanico/barriera. E questi godono degli stessi benefici dei farmaci da banco: detrazione, pubblicità, ecc. Il produttore (non farmaceutico) può commercializzare col marchio CE i dispositivi medici di classe I con una semplice autocertificazione, scansando anche le relative verifiche dell’AIFA sulla correttezza delle modalità di produzione oltre a non essere assoggettati alla sorveglianza di un organismo notificato e ad eludere la normativa europea relativa ai medicinali vegetali tradizionali.
Come consumatore questo stratagemma non mi piace per niente.