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Sanità: l’assessore Bissoni in aula “Farmaci e cure specialistiche le cause delle perdite sommerse dell’Ausl di Forlì (34 milioni)”, “L’Ospedale di Cona finalmente pronto”. Ma l’opposizione polemizza ancora

L’assessore regionale alla sanità, Giovanni Bissoni, dopo il passaggio in commissione sui problemi di bilancio dell’Ausl di Forlì, al centro di indagini della Procura, ha riferito in aula su richiesta dei capigruppo anche sull’ospedale di Cona di Ferrara che, in costruzione da anni, è pure oggetto di una inchiesta della magistratura per appalti dell’ultimo stato di avanzamento lavori.

Considerando affrontata la situazione dell’Ausl di Forlì, che entro giugno vedrà al via il proprio piano di rientro pluriennale, Bissoni ne ha precisato l’entità del deficit: si tratta di circa 20 milioni l’anno strutturali per il 2008 e il 2009, più circa 10 trascinati dagli anni precedenti. Ovvero, nell’esame del consuntivo 2008 emergono circa 34 milioni di disavanzo invece dei 3,57 milioni dichiarati in bilancio dalla precedente direzione generale: di questi, circa 10 milioni sono perdite degli anni precedenti trascinate nel 2008 e il resto un tentativo di “spostare sul bilancio successivo”, il 2009, il deficit strutturale di venti milioni dovuto soprattutto alla spesa farmaceutica e alla specialistica; settori questi sui quali non si è intervenuto nel 2009, ripresentando dunque anche in quest’esercizio la perdita strutturale di circa venti milioni.

Per il piano di rientro, ha detto l’assessore, “la parola d’ordine è maggior rigore, ma non certo il taglio dei servizi”. La magistratura – ha sottolineato poi Bissoni – troverà il Servizio sanitario regionale pienamente disponibile a chiarire ogni punto: “La trasparenza – ha detto – è un dato costitutivo per un servizio pubblico come quello sanitario. E’ un dovere, ma anche un diritto”. Se emergeranno ‘sbagli’ o irregolarità, ha aggiunto (ricordando anche che è stato già accertato che l’ammanco non è dovuto ad appropriazioni o distrazioni personali), “avremo un atteggiamento sempre improntato alla legalità”.

OSPEDALE DI CONA: LA VIA CRUCIS E’ QUASI FINITA
(OGNI POSTO LETTO COSTATO 327MILA EURO)

Dell’ospedale di Cona, Bissoni ha soprattutto ripercorso le tappe, annunciando che “siamo ormai di fronte alla consegna dell’ospedale”: “entro la primavera ci sarà anche la consegna della diagnostica di laboratorio” e, dopo tutte le operazioni di arredo, allestimento e trasferimento, “i primi pazienti entreranno dopo l’estate”. E’ emerso da un sopralluogo compiuto ieri da Bissoni a Cona con la direzione lavori e la direzione dell’Ausl di Ferrara. Inizio lavori nel 1996 – ha ricordato l’assessore – a dicembre 2000 si decise di costruire a Cona non il secondo ospedale, ristrutturando il S.Anna, ma l’ospedale unico di Ferrara, il più grande voluto ex novo in regione; e nel 2001 si trova il finanziamento dell’Inail che però nel 2002 scompare, fino al 2004, quando si rende di nuovo disponibile.

Nel 2006 cominciano i lavori e “oggi l’ospedale è completato”, ha detto Bissoni. Ogni posto letto costa 327.000 euro, meno della media regionale, avendo una dotazione di spazi superiore alla media provinciale pur essendo anche ospedale universitario e di ricerca. Nelle scorse settimane l’assessore aveva precisato che la Procura di Ferrara aveva chiesto informazioni alla Regione sull’ultimo stato di avanzamento, ma quei lavori – non finanziati dalla Regione – in questo caso non sono affatto di competenza regionale e dunque la Regione non sa “nulla” di quegli appalti.

GLI “ERRORI” DI FORLI’ RIPIANATI DALLE RISERVE ORDINARIE.
L’OSPEDALE DI CONA OPERATIVO FRA POCHI MESI

Anche per il deficit dell’Ausl di Forlì l’assessore ha ripercorso la vicenda: nella consueta verifica di settembre, nell’autunno 2009 emergono difformità che riguardano sia il 2008 che il 2009 e la Regione decise di rinviare l’approvazione del bilancio dell’Ausl (di norma il consuntivo entro aprile dell’anno successivo e l’approvazione in Regione nel seguente settembre). L’assessore giudicò un “fatto anomalo” questa decisione, tanto che lo stesso giorno nominò il nuovo direttore generale e la Giunta regionale deliberò. Nel dicembre scorso, gli esiti dei chiarimenti chiesti con “risultanze di una certà gravità”, tanto che la direzione Ausl venne affiancata da un gruppo di verifica regionale, che sancì il deficit descritto, dovuto dunque al trascinamento sul 2008 di dieci milioni precedenti, al tentativo di spostare sul 2009 i 20 strutturali 2008 e – ha aggiunto Bissoni – anche ad “accantonamenti per rischi e oneri insufficienti”. Dunque “disfunzioni gestionali”. Ma non dovute a quelli che alcuni hanno spesso segnalato come “i veri problemi di Forlì, ovvero l’Istituto di Meldola e la mobilità sanitaria” (“altri ancora dicono che la colpa è dell’Area vasta”, che invece fa risparmiare). Tutte “certezze infondate”, replica l’assessore, perché – spiega – anche assumendo che a Forlì si sia pagato a pié di lista come non si dovrebbe più fare da tempo – ha spiegato Bissoni – se si sommano le spese di Meldola e della mobilità sanitaria “si arriverebbe a solo 3 milioni, non 20 milioni” strutturali annui. Il problema dunque sono i consumi farmaceutici, la specialistica e – ha aggiunto – “i servizi socio-sanitari superiori alla media regionale”. E per l’Area vasta Romagna ha fatto tra l’altro l’esempio della centrale unica del 118 che “oggi ha 22 addetti in meno rispetto alle quattro sedi precedenti” (anche Cesena, Rimini e Ravenna). Accorpata con lo stesso principio del Laboratorio unico di Pievesestina che però ha due appalti al centro dell’inchiesta della Procura di Forlì. “E’ evidente – ha commentato l’assessore – che la nuova direzione generale dell’Ausl dovrà riattribuire quei venti milioni strutturali ai diversi settori di spesa: cambieranno ovviamente le dimensioni, considerando che 20 milioni l’anno vanno rapportati al bilancio di Forlì, che non è quello di Bologna”. Bissoni ha comunque confermato che per Forlì “la Regione coprirà i disavanzi 2008 e 2009, e lo farà senza ricorrere a stanziamenti straordinari, ma usando la consueta riserva prevista a inizio anno”.

LA REPLICA DELL’OPPOSIZIONE: DRAGOTTO (PDL)
“SULLE RESPONSABILITA’ DI CONA E FORLI’,
E SULLE CONSEGUENZE GIUDIZIARIE, BISSONI HA DATO
RISPOSTE INSUFFICIENTI

“L’assessore Bissoni si è limitato a dare una risposta formale e insufficiente, senza entrare nel merito, ma facendo soltanto una cronistoria dei fatti ed evitando di affrontare l’argomento in profondità”. Così il capogruppo di Fi-Pdl in Regione, Giorgio Dragotto, commenta la comunicazione dell’assessore regionale alla sanità, Giovanni Bissoni, sulle due vicende sanitarie al centro di inchieste, la costruzione dell’ospedale a Cona di Ferrara e il deficit dell’Ausl di Forlì. “Nessuno mette in discussione l’importanza della realizzazione dell’ospedale di Cona, ma alle luce dei recenti fatti, anche di Forlì, chiedo che a Ferrara venga effettuata una seria attività di controllo sulla regolarità delle scritture contabili. Così da evitare che il caso Forlì diventi per Ferrara un precedente”. Dragotto aveva chiesto alla Giunta regionale di riferire “su quanto sta emergendo a Ferrara e Forlì” proprio alla luce delle inchieste, sostenendo responsabilità della “classe dirigente locale”.

Dopo aver ascoltato l’assessore che ha annunciato a giorni la consegna del nuovo e grande ospedale di Cona, Dragotto ha replicato che però “Bissoni non ha parlato dell’inchiesta della magistratura. Il nocciolo della questione non è la consegna della degenza, ma le nubi che con le indagini in corso si addensano sul futuro dell’ospedale.
Questo era l’argomento e il cuore della comunicazione”. Dopo Cona e Forlì, secondo Dragotto “la Regione non può esimersi dalle proprie responsabilità in termini di trasparenza, ma deve farsene promotrice e fautrice, soprattutto considerando che l’85% del bilancio regionale riguarda la sanità”. Riferendosì a Forlì, ha rilevato: “Non può accadere che amministratori pubblici e revisori dei conti permettano, a consuntivo, un simile bilancio.

E’ giusta l’autonomia dei direttori generali, ma la discrezionalità deve sposarsi con la trasparenza. La Regione non può esimersi dalle proprie responsabilità sulla gestione amministrativa. Quel che é successo a Forlì può accadere ovunque”.

(ANSA).

Nella foto (di repertorio) l’assessore Bissoni


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