Ronde: la Regione chiama in causa la consulta. Per la Lega “mossa politica”
- martedì, 22 settembre 2009, 12:21
- Attualità, Primo Piano
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Una mossa politica in vista delle prossime elezioni e del congresso del Pd. Liquida così, la Lega la decisione, annunciata ieri dalla regione, di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro le norme del decreto Maroni che regolamentano le ronde.
“Quando si avvicinano le consultazioni elettorali in Italia esiste il malcostume di usare le istituzioni a fini politici” ha spiegato il parlamentare della Lega, Gianluca Pini secondo cui il decreto Maroni è stato scritto con il contributo della conferenza Stato- Regioni. “Se Errani ora lo dimentica lo fa solo per motivi politici” conclude il leghista.
Dito puntato, dunque, contro numero il numero uno di viale Aldo Moro e presidente della conferenza Stato- Regioni Vasco Errani. Il ricorso riguarda in particolare l’obbligo di iscrizione dei volontari che presidiano il territorio nei registri della Prefettura. Finora, almeno a Bologna nessun gruppo si è registrato. In Emilia Romagna esiste, infatti, una legge regionale del 2003 a cui assistenti civici e altri gruppi impegnati nel cosiddetto “controllo soft del territorio” vorrebbero continuare ad avvalersi. Da qui la decisione della regione di ricorrere alla Consulta per “assicurare – ha spiegato Errani –nelle competenze”. Una mossa che ha ottenuto il favore dell’Italia dei Valori che per bocca del capogruppo in regione Paolo Nanni ha definito quella della regione un’iniziativa tesa a “fermare l’invasione di campo del governo Berlusconi”.
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