Rischio legionella, niente acqua all’ospedale di Mirandola

Vietato lavarsi i denti e farsi la doccia con l’acqua del rubinetto, causa rischio legionella. Accade all’ospedale di Mirandola, in provincia di Modena, dove dalla metà di luglio sono stati affissi dei volantini per avvertire i pazienti delle norme di comportamento da seguire. Il caso è naturalmente balzato sulle prime pagine dei quotidiani locali, sollevato dal consigliere regionale Andrea Leoni che ha annunciato di essere pronto ad interrogare sulla questione il presidente Vasco Errani e l’assessore alla sanità Carlo Lusenti.
Intanto l’Ausl, per evitare allarmismi, ha spiegato con una nota che i cartelli sono stati affissi in via cautelativa “ Sono la conseguenza di una serie di controlli ordinari che periodicamente i tecnici dell’Ausl effettuano per verificare che la concentrazione di legionella non superi valori che in particolari situazioni possono creare rischi per la salute” si legge nel comunicato. Insomma, i controlli, effettuati, hanno evidenziato una presenza del germe superiore alla norma e ciò ha richiesto il ricorso all’ iperclorazione dell’acqua, un procedimento che per essere portato a termine richiede diverse settimane. Per tornare alla normalità occorre dunque aspettare i risultati delle analisi effettuate presso l’Arpa di Reggio Emilia.
La legionella è il batterio responsabile della legionellosi, malattia che deve il suo nome ad un’epidemia acuta che nel 1976 colpì i veterani americani riuniti in un albergo di Philadelphia, imputata ad un allora “nuovo” batterio isolato nell’impianto di condizionamento. Il batterio vive negli ambienti acquatici e prolifera tra i 25 e i 42 gradi.
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Francesca Mozzi

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