Rimini Yacht: troppo piccola l’aula per il processo

Un ulteriore aspetto dell’insufficienza logistica di palazzo Pizzardi, da un anno sede del Tribunale di Bologna, quello delle aule piccole, è emerso oggi nella seconda udienza del processo che vede imputati per corruzione due ufficiali della Guardia di finanza del capoluogo emiliano e altri due marescialli. Sono tutti accusati di aver ricevuto denaro per ‘ammorbidire’ una verifica fiscale alla Rimini Yacht, la società di Guido Lolli (poi fallita) che è al centro di due inchieste delle procure di Bologna e Rimini, rispettivamente per bancarotta e per la cessione a più proprietari di decine di imbarcazioni con immatricolazioni fittizie. Di Lolli si sono perse le tracce dopo che le carceri libiche, dove era detenuto in attesa di estradizione in Italia, si sono svuotate. Alcuni avvocati hanno sollevato il problema degli spazi ristretti dell’aula: i legali hanno spiegato che non era possibile celebrare il processo in un’aula così angusta perché non riuscivano a sedersi tutti, ad avere spazio per poter consultare le carte e ad avere vicino i loro assistiti. L’udienza è stata sospesa, poi c’é stato il trasferimento in un’altra aula, quella della Corte d’Assise, più ampia. Oggi, visto che dalla prima udienza è cambiata la composizione del collegio dei giudici, sono state riproposte le eccezioni e formata la lista testi. A metà gennaio ci sarà un’udienza per il conferimento di una perizia per le trascrizioni delle telefonate, quindi si andrà ad aprile.
(fonte ANSA)


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