Rimini: scarichi in mare, inchiesta della Procura
- martedì, 30 agosto 2011, 12:06
- Cronaca, Primo Piano
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Gli scarichi fognari in mare sono finiti sotto la lente della Procura che ha avviato un inchiesta per ora senza indagati. Epidemia colposa, delitti contro la salute pubblica, violazioni delle norme del testo unico sull’ambiente: questi i reati ipotizzati dai magistrati che hanno affidato alle fiamme gialle il compito di passare al setaccio i documenti di Comune ed Hera. “In caso di temporali e forti piogge è davvero indispensabile aprire gli sforatori che riversano in mare gli scarichi fognari?” questa l’annosa domanda a cui ora dopo i tecnici anche la procura cercherà di dare una risposta. Ai magistrati spetterà inoltre il compito di capire se siano stati messi in atto tutti i provvedimenti necessari a limitare i danni e siano stati correttamente applicati i protocolli previsti dalla legge.
Nel corso dell’ultima estate, da giugno ad oggi, gli scolmatori sono stai aperti 8 volte in occasione di altrettante forti piogge, facendo scattare il divieto di balneazione. Divieto di cui le fiamme gialle dovranno verificare anche la corretta comunicazione ai cittadini.
Un problema quello delle fogne che scaricano in mare che da anni affligge le estati riminesi, spina nel fianco delle amministrazioni passate a cui adesso la giunta guidata da Andrea Gnassi dovrà trovare una soluzione. Un a questione non da poco per la capitale della Riviera al punto da essere entrata a pieno titolo nella campagna elettorale delle ultime amministrative.
Gli uomini della sezione navale della Guardia di Finanza hanno sequestrato i documenti custoditi negli uffici del settore ambiente del comune e in quelli di Hera, società gestore della rete fognaria. Quella in corso è un indagine conoscitiva partita su iniziativa della procura ha spiegato il procuratore capo Paolo Giovagnoli.
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