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Rimini: le mosse di Confindustria per uscire dalla crisi

Siamo di fronte ad un momento di grande cambiamento e ad una crisi che coinvolge tutti.
In una situazione come questa, l’imprenditore ha come suo compito prioritario quello di salvaguardare la propria impresa mettendo in atto tutte le strategie necessarie per garantirne la sopravvivenza.
La preoccupazione per la continuità aziendale trova fondamento nella convinzione che sia proprio l’impresa uno dei fondamentali pilastri sul quale si fondano benessere e sviluppo.
Dare fiducia alle imprese ha una duplice valenza. Da un lato significa riconoscere ad esse l’insostituibile ruolo che svolgono all’interno della società e non solo in ambito economico.
Dall’altro è un supporto agli imprenditori che devono rafforzare la fiducia in sé stessi per svolgere appieno il loro compito sociale.
La complessità dei problemi che dobbiamo affrontare, la criticità degli avvenimenti e la pericolosità della situazione, implicano che l’impresa non possa trovare unicamente in sé stessa le forze e le ragioni per superare questo momento così difficile.
Ci vogliono altri fattori su cui poter contare a partire da una coesione sociale che sia di aiuto alle attività economiche e un mondo della finanza che si sappia aprire con generosità alle reali esigenze del mondo produttivo.
Le risorse finanziarie, così preziose in questo momento, devono essere indirizzate dove possano generare altra ricchezza, e permettere alle imprese sane di svolgere la loro azione fondamentale per far crescere e tutelare il benessere economico e sociale di tutti noi.

Con queste premesse, come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni, è necessario osservare il momento attuale con lenti bifocali, ovvero bisogna guardare all’immediato per sopravvivere e guardare più lontano per gettare le basi per la crescita futura.
Ritengo che l’approccio più adeguato in questo momento non sia quello di lasciarsi andare ad un pessimismo che si autoalimenta ogni giorno in seguito al continuo bombardamento di notizie negative e nemmeno quello di praticare un ottimismo di maniera.
Occorre avere la consapevolezza della gravità della situazione e contare sulle risorse interne alle imprese ed esterne di tutta la società, per affrontare la realtà con una visione positiva.
Sono convinto che gli imprenditori sapranno essere ottimisti per cogliere le opportunità dentro le grandi difficoltà che dovremo affrontare.

Un aggiornamento sulla congiuntura conferma che l’economia locale, dopo i primi mesi del 2011 in cui si era registrato un timido ottimismo, ha continuato e continua ad attraversare una situazione critica, rispecchiando l’andamento nazionale ed internazionale.
Dall’ultima indagine realizzata fra gli associati di Confindustria Rimini, risulta che a novembre raddoppia, rispetto al febbraio del 2011, il numero degli imprenditori che vedono la produzione in diminuzione (si tratta del 24% cioè ¼ del totale).
Per quanto riguarda gli ordini interni, in febbraio erano in calo per l’8,20% del campione degli imprenditori, ora sono in calo per il 31%. Gli ordini esteri in febbraio erano in calo per l’1,64%, ora per il 18%. L’occupazione a febbraio diminuiva per il 3,28% degli imprenditori, ora per il 15%. A febbraio non erano previsti investimenti dal 4,92%, ora dal 15%.
E resta critico il tema del credito. A febbraio gli imprenditori intervistati che dichiaravano una restrizione del credito erano il 75,86%, ora sono l’83% .
Dati da cui si evince, come per altro confermato da tutte le proiezioni dei centri studi, che il 2012 sarà caratterizzato per l’Italia da un andamento recessivo, addirittura – 1,6% del PIL.

In questo contesto, con cui l’economia locale si deve confrontare, noi imprenditori valutiamo positivamente le azioni che si potrebbero mettere in campo se tutti gli attori, da quelli pubblici a quelli privati, dalle categorie economiche al mondo del sociale, rompessero con i vecchi schemi, per trovarsi a condividere da subito alcune nuove idee per un cambiamento strutturale del nostro territorio.
Penso che due o tre idee forti e condivise, subito realizzabili, potrebbero dare una svolta alla nostra realtà ingessata da tempo.
E’ proprio da queste forze vive, che vogliono pensare al benessere della provincia e al suo futuro, che può nascere una spinta a superare questo momento, coniugando l’importante forza dell’economia turistica con l’altrettanto grande forza dell’economia del manifatturiero. .
Con questo auspicio auguro a tutti un buon 2012.
Maurizio Focchi
Presidente Confindustria Rimini


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Tommaso Costa

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