Rimini: 21 provvedimenti restrittivi eseguiti dalla GdF fra estorsioni, prostituzione, droga, anabolizzanti e dossieraggio
- lunedì, 16 gennaio 2012, 17:55
- Cronaca, Primo Piano
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C’è anche il coinvolgimento del clan campano Gallo-Cavalieri in Criminal Minds, operazione della Guardia di Finanza di Rimini durata due anni. Questa mattina all’alba sono stati 150 i militari impiegati. 45 le perquisizioni che oltre Rimini hanno colpito Forlì, Pesaro, Pisa, Roma, Milano, Sassari e Ancona.
E’ di 21 persone sottoposte a provvedimento restrittivo, nella maggior parte dei casi custodia cautelare in carcere, di 45 perquisizioni in diverse parti di Italia e di 13 sequestri di beni per 10.000.000 di euro il bilancio provvisorio di Criminal Mind, operazione della Guardia di Finanza di Rimini. L’indagine delle Fiamme Gialle durata due anni si è articolata in svariati filoni. Diversi i reati contestati fra cui figurano l’estorsione, lo sfruttamento della prostituzione, lo spaccio di droga e anabolizzanti, la morte come conseguenza di altro reato. A rimanere coinvolto, fra gli altri, un noto imprenditore residente a San Marino. Secondo l’accusa avrebbe concesso un prestito di due milioni di euro a un imprenditore fallito di Ancona sostanzialmente impegnandosi a ricomprare i beni dal curatore delle attività e applicando per il giro un interesse di 500.000 euro. A seguito di dissapori su questa cifra con il marchigiano che si serviva di una serie di albanesi e di un napoletano per fluidificarla a suo favore, altri due napoletani, una sorta di esattori e dibody guard dell’imprenditore sanmarinese avrebbero fatto partire una telefonata di dissuasione da parte di un membro del Clan camorristico campano Gallo-Cavalieri per risolvere la questione. A quel punto l’anconetano avrebbe fatto partire una serie di denunce in varie procure d’Italia. Le indagini hanno portato a individuare alcuni degli albanesi al seguito del marchigiano come collegati a night notturni dove si sarebbe esercitata la prostituzione e il traffico di droga. Tra l’altro, in uno dei locali coinvolti si sarebbe spacciato lo stupefacente che ha ucciso diversi mesi fa un bagnino riminese. Fra le attività esercitate gli albanesi si occupavano anche di dopanti illegali. Tre di loro sono ancora ricercati dai militari e si presume che siano latitanti all’estero. Per l’imprenditore sanmarinese la magistratura riminese ha chiesto a quella del Titano l’arresto anticipato ai fini dell’estradizione. A quanto si è appreso, l’uomo a suo tempo sarebbe stato informato da un membro della gendarmeria del Titano delle indagini su di lui. In un ultimo filone di indagine, sempre a San marino, sarebbe stata trovata un’agenzia di investigazione che compiva attività di dossieraggio illegale tramite l’ausilio di alcuni personaggi legati alle forze dell’ordine. Nel corso dell’operazione è stato arrestato anche un pubblico ufficiale.
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