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Ravenna: potenziate le azioni di contrasto alla povertà

Con l’aggravarsi della situazione economica e l’incremento della disoccupazione, l’Amministrazione ha rafforzato i propri interventi a sollievo delle famiglie a basso reddito.
Il Fondo per le agevolazioni sulla tariffa di igiene ambientale (TIA), che esiste da vari anni, è stato incrementato fino a 210.000 euro, in modo da dare risposta alla totalità degli aventi diritto.
Nel 2009 è stato costituito un nuovo Fondo di 250.000 euro per il rimborso dell’addizionale comunale all’IRPEF.
L’agevolazione sulla TIA e il rimborso IRPEF sono regolamentati con procedure simili, che prevedono un limite ISEE di 12.000 euro per l’accesso alle provvidenze e la presentazione della domanda entro il 31 dicembre di ogni anno a Ravenna Entrate, cui il Comune ha affidato la gestione operativa.
Le agevolazioni sono riconosciute con l’erogazione di rimborsi nei primi mesi dell’anno successivo a quello di competenza.
I beneficiari del rimborso, parziale o totale, della TIA, sono saliti dagli 894 del 2007 ai 1.953 del 2008, ai 2.142 del 2009, a significare, oltre che un ampliamento del disagio sociale, una maggiore informazione sull’esistenza di questa opportunità.
Il rimborso dell’addizionale IRPEF è stato riconosciuto, nel 2010 per il 2009, primo anno di attuazione, a 1.045 contribuenti.

Nel 2009, il Comune ha emesso un bando per la concessione di contributi ai disoccupati.
Sono state accolte 172 domande per un importo complessivo di 79.100 euro.
Nel 2010 il bando è stato riproposto con una dotazione di 400.000 euro.
L’intervento era destinato a chi aveva perduto il lavoro causa l’attuale crisi economica .
I contributi sono di entità variabile, a seconda che il lavoratore percepisca o meno ammortizzatori sociali e abbia rette scolastiche a carico. Possono arrivare fino a 3.300 euro
Entro la scadenza del 18 gennaio sono pervenute 431 domande da 408 disoccupati.
I pagamenti sono iniziati nel mese di gennaio.

Altri 400.000 euro sono stati stanziati per un innovativo intervento di sostegno all’occupazione tramite erogazione di contributi alle imprese che hanno effettuato assunzioni con contratto di lavoro subordinato tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2010.

L’Amministrazione intende utilizzare il residuo complessivo dei due bandi, che si profila consistente, a finalità di contrasto alla crisi, con modalità che saranno precisate sentite le parti sociali.

Complessivamente pertanto, nel 2010, in aggiunta agli interventi di assistenza economica erogati dall’Asp in applicazione dello specifico Regolamento, per un ammontare che si aggira intorno al milione di euro, il Comune di Ravenna ha destinato agli aiuti alle famiglie e al sostegno all’occupazione, 1.260.000 euro, una cifra tanto più significativa se si tiene conto che i bilanci degli Enti locali stanno attraversando una fase di grave difficoltà, causa gli effetti negativi delle politiche del Governo.

A fronte del perdurare della crisi economica, che sta ostacolando il reimpiego dei lavoratori disoccupati, l’Amministrazione è impegnata a rafforzare gli strumenti di tutela a favore di persone e famiglie che non sono in grado di provvedere autonomamente alle minime esigenze vitali, principalmente tramite le linee di seguito specificate.

SENZA TETTO
Nel periodo invernale, allorché il freddo rende improbe le già drammatiche condizioni di vita dei senza tetto, la situazione è costantemente monitorata.
Gli uffici dell’Asp sono aggiornati in tempo reale sulla disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza.
Presso l’Asp opera il Tavolo di coordinamento degli interventi sulla povertà , costituito dai rappresentanti delle associazioni di volontariato che si occupano di questi temi.
I volontari del Comitato Cittadino Antidroga si recano periodicamente, nelle ore notturne, nei luoghi cittadini generalmente frequentate dalle persone senza dimora, per offrire loro soluzioni provvisorie di accoglienza.
In mancanza di alternative si provvede all’ospitalità in strutture alberghiere, a carico dell’Asp.
Possiamo affermare che, quantomeno nei periodi più freddi, i nostri Servizi sociali offrono, a coloro che assumono un atteggiamento collaborativo, la possibilità di passare la notte al caldo; non si tratta di un risultato trascurabile, rispetto a quanto avviene nella grande maggioranza delle città italiane.
Qualora ad essere prive di dimora siano famiglie con minori, a fronte del rifiuto di soluzioni di accoglienza è prevista anche la segnalazione alle Autorità competenti.
In previsione di un aumento, nei prossimi mesi e anni, del numero dei senza tetto, è opportuno rafforzare la gamma delle soluzioni di accoglienza disponibili nei mesi invernali.
Si intende procedere all’acquisto di due strutture mobili, dotate di sistema di riscaldamento e antiumidità, per la capienza complessiva di venti posti letto e di un container di servizio ad uso WC e doccia.
Le strutture saranno collocate nell’area di proprietà dell’Azienda Usl in via Benaco (zona Centro Iperbarico), già concessa in comodato d’uso all’Associazione Volontari Protezione Civile Ravenna RC Mistral.
Il funzionamento della struttura sarà a cura di Mistral; Asp coordinerà la rete di volontariato necessaria per l’assistenza degli ospiti.

NUOVE TIPOLOGIE RESIDENZIALI
Esiste un certo numero di adulti disabili soli, assegnatari di alloggio ACER, non in grado di inserirsi nel mondo del lavoro, che percepiscono come unico reddito la pensione di invalidità civile (circa 260 euro mensili).
Generalmente questi utenti sono sgravati dal canone ACER, pagato dai Servizi Sociali, ma non sono comunque in grado di far fronte alle spese minime vitali, a partire da quelle per le utenze.
I Servizi sociali, oltre al canone ACER, erogano ulteriori interventi di assistenza ma non possono, ovviamente, farsi interamente carico degli oneri per le utenze e questo può comportare la loro interruzione.
Si tratta di una casistica per la quale non sono prevedibili sviluppi positivi, quali l’aumento delle indennità statali da un lato o della possibilità di intervento dei Servizi dall’altro; occorre pertanto ricorrere a nuove soluzioni.
Il problema può essere affrontato con l’istituzione di una tipologia di accoglienza, l’appartamento condiviso, da proporre, come opzione volontaria, a gruppi di tre-quattro utenti, dei quali gli assistenti sociali abbiano valutato positivamente la possibilità di convivenza.
Questa innovazione produrrebbe diversi risultati positivi:
– offrire la possibilità di far fronte, se necessario col supporto dei Servizi, alle spese per le utenze;
– rendere disponibile qualche alloggio ACER per nuove assegnazioni;
– sviluppare un interessante aspetto socio-culturale, vale a dire forme di auto-mutuo-aiuto nella collaborazione anche economica e gestionale della vita quotidiana.
I nuclei di convivenza sarebbero monitorati dai Servizi sociali.

Ufficio stampa comune Ravenna


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