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Raccontando, al teatro ITC di San Lazzaro la nuova rassegna letteraria di Stefano Tassinari

Giovedì 14, giovedì 21 e giovedì 28 ottobre 2010 all’ITC Teatro di San Lazzaro (NB! Causa lavori, accesso dal Parcheggio 11 Settembre, ang. via Repubblica, San Lazzaro di Savena – Bologna) si svolgerà RACCONTANDO, la nuova rassegna letteraria a cura di Stefano Tassinari, che prende il posto della Parola Immaginata nei giovedì di ottobre.
I tre appuntamenti racconteranno la vita e le opere di altrettanti importanti autori del Novecento, intercalando il racconto con la proiezione di immagini, la lettura di testi affidata alla voce di attori quali Roberto Citran, Laura Curino e Roberto Latini, con immagini di repertorio messe a disposizione dalle Teche Rai, interventi musicali dal vivo con le testimonianze dirette di ospiti che hanno avuto rapporti di amicizia con gli autori in questione, o che ne hanno particolarmente studiato il lavoro letterario (dallo scrittore Bruno Arpaia all’ex direttrice di Radio Tre Rai Roberta Carlotto al regista Citto Maselli e altri).
I racconti, scritti da Stefano Tassinari – che condurrà le serate – saranno insomma il filo conduttore di una sorta di indagine, che, da un lato, proverà a ricostruire i percorsi espressivi e culturali di autori che hanno segnato la letteratura anche al di là del periodo in cui hanno vissuto, e, dall’altro lato, approfondiranno alcuni aspetti dei diversi contesti storici, il tutto nell’ottica della divulgazione, per quanto “alta” possa risultare.

Nello specifico la prima serata sarà dedicata a OSVALDO SORIANO il quale si presta benissimo allo scopo della rassegna, proprio per il doppio livello di lettura offerto dai suoi libri, spesso scanzonati, grotteschi e surreali ma, allo stesso tempo, capaci di mettere i lettori di fronte ai grandi drammi sociali e politici e, nel suo caso, alla crisi d’identità del suo Paese. Soriano (1943-1997), pur utilizzando un linguaggio cinematografico e, talvolta, addirittura fumettistico, è riuscito, infatti, a raccontare meglio di altri le conseguenze tragiche di un fenomeno difficilmente comprensibile come è stato il peronismo, la sistematica distruzione di una generazione ad opera della dittatura militare di Videla, Massera, Galtieri ed altri golpisti, la dissoluzione in tanti rivoli dell’identità argentina, nonché – e anche qui senza mai rinunciare alla sua vena comica – i tic e le contraddizioni di ogni forma di “potere assoluto”. Ma Soriano è stato anche il cantore dei perdenti, a partire da quelli che sembravano aver avuto una vita da vincenti, come gli attori Stan Laurel e Oliver Hardy, o il pugile Carlos Monzon, destinati, dopo anni di successi, ad essere dimenticati o a finire male i propri giorni. In questa parte del suo lavoro letterario, Soriano sperimenta le tante possibilità di una forma che i critici chiamano “crossover”, basata sull’inserimento di personaggi reali all’interno di testi di pura finzione o sull’utilizzo di personaggi letterari già esistenti (come l’investigatore Philippe Marlow, inventato da Raymond Chandler) come protagonisti di propri romanzi.
Di tutto questo e della grande passione di Soriano per il calcio (tema a cui ha dedicato racconti straordinari e ormai mitici) si parlerà il 14 ottobre all’ITC Teatro anche grazie alla presenza di ospiti quali lo scrittore Bruno Arpaia (grande esperto di letteratura ispano-americana, nonché critico del quotidiano Il sole 24 ore) e Paolo Collo (per tanti anni responsabile della letteratura latino-americana per la casa editrice Einaudi e quindi editor dello scrittore argentino), entrambi amici personali di Soriano. Le letture saranno affidate all’attore teatrale e cinematografico Roberto Citran, le musiche verranno eseguite dal gruppo Tango Creaciòn (con Monica Fini al pianoforte, Luciano Jungman al bandoneon, Massimo de Stephanis al contrabbasso e Michela Tintoni al violino), mentre le immagini sono state curate da Elisa Chiodarelli e Luca Gavagna.

La seconda serata sarà dedicata al ferrarese GIORGIO BASSANI (1916-2000) il quale è stato, senza dubbio, uno dei maggiori scrittori italiani della seconda metà del secolo scorso, riuscendo a fornire una valenza universale a una serie di storie legate a un microcosmo, rappresentato dalla città di Ferrara e, in particolare, dalla componente ebraica della sua popolazione. Attraverso una produzione letteraria che spazia dai romanzi ai racconti, dai testi poetici ai saggi, fino alle sceneggiature cinematografiche, Giorgio Bassani ha saputo trasformare in letteratura d’impegno civile la vita quotidiana al tempo del fascismo e i drammi della seconda guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei, ma anche l’omofobia, le bassezze dei comportamenti di borghesi e piccolo-borghesi di provincia, il trasformismo degli italiani del primo dopoguerra, il senso di smarrimento individuale di chi non si sente più al passo con i tempi e così via. Un Bassani, insomma, capace di interpretare sentimenti molto diversi e, soprattutto, modelli esistenziali lontani dal proprio, anche se, per farlo, scelse di attingere quasi esclusivamente dal proprio vissuto e dai ricordi di un ambiente di cui fece parte per tutta la sua giovinezza. Per ricordarlo – a dieci anni dalla scomparsa – verrà proposto un percorso all’interno dei suoi romanzi più significativi (Gli occhiali d’oro, Il giardino dei Finzi-Contini e L’airone), di alcuni dei racconti di ambientazione ferrarese e dei testi lirici, questi ultimi considerati molto importanti da Bassani e non apprezzati allo stesso modo dai critici.
Nel corso della serata si potranno vedere dei filmati con protagonista Bassani (intervistato da Enzo Biagi e Pietro Citati, ma anche intento a leggere brani dei suoi romanzi e a parlare del rapporto tra la sua città e l’ebraismo), nonché ascoltare i racconti di due ospiti d’eccezione. Si tratta del regista cinematografico Citto Maselli (amico personale, fin dai tardi anni Quaranta, di Bassani, con il quale scrisse il soggetto del film I vinti di Michelangelo Antonioni, di cui Bassani fu anche co-sceneggiatore) e Roberta Carlotto (ex direttrice di Radiorai Tre, amica e collaboratrice di Bassani fin dai tempi in cui lo scrittore dirigeva la Feltrinelli). Il commento musicale dal vivo verrà realizzato dal pianista Pasquale Morgante, dal contrabbassista Massimo de Stephanis e dal sassofonista Marco Zanardi, mentre l’attore e regista Roberto Latini sarà la voce narrante, con la cura delle immagini affidata nuovamente al fotografo Luca Gavagna.

L’ultima serata sarà dedicata alla scrittrice austriaca INGEBORG BACHMANN (1926-1973), una delle voci più alte delle letteratura europea della seconda metà del Novecento, che ci ha regalato un numero limitato di opere, ma tutte di grande qualità. Protagonista della scena letteraria viennese del primo dopoguerra, la Bachmann sceglie prima la strada della poesia, per poi esprimersi al meglio nella forma del racconto breve, anche se il suo libro considerato più importante e innovativo è un romanzo, intitolato Malina e uscito nel 1970. Legata sentimentalmente, in epoche diverse, a due grandi esponenti della poesia e della letteratura della sua epoca – Paul Celan e Max Frisch – Ingeborg Bachmann sarà molto influenzata dal primo – col quale manterrà uno stretto e complicato rapporto fino al suicidio di lui, avvenuto a Parigi nel 1970 – mentre le enormi tensioni provocate dalla fine della relazione con il secondo diventeranno fonti d’ispirazione di più di un suo testo. Spinta, fin da giovane, ad abbandonare la città natale di Klagenfurt (probabilmente a causa della sovrapposizione tra l’immagine dell’invasione dei nazisti del 1938 – considerata la fine della sua infanzia – e la lunga militanza nazista del padre) cambiò continuamente residenza, vivendo in altre città austriache (Innsbruck, Graz e Vienna) e poi a Monaco di Baviera, Parigi, Londra, Berlino e, soprattutto, Roma, nella quale trascorse i suoi ultimi otto anni, morendo tragicamente nel 1973.
Durante la serata si parlerà in particolare dei suoi racconti (contenuti nei libri Il trentesimo anno e Tre sentieri per il lago), delle sue poesie (di una delle quali, Ihr Wort, si potrà vedere e ascoltare una lettura fatta direttamente dalla Bachmann) e del suo romanzo Malina, avvalendosi dei contributi di due grandi studiose della sua opera e cioè Rita Svandrlik e Marie-Luise Wandruszka. La voce dell’attrice Laura Curino (grande interprete, tra l’altro, di alcuni spettacoli teatrali dedicati agli Olivetti) sarà sostenuta dalla musica del quintetto Archaea Strings, formato da Mauro Fabbrucci (violino), Vieri Bugli (violino), Marcello Puliti (viola), Damiano Puliti (violoncello) e Filippo Pedol (contrabbasso). Le immagini, come sempre, saranno curate dal fotografo Luca Gavagna insieme a Elisa Chiodarelli.

POSTO UNICO: 5 EURO

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
tel. biglietteria 051 6270150
www.itcteatro.it
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