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Polemica sulla scuola emiliana: Garagnani (Pdl) “Assessori arroganti”, Lembi (Pd) “Complice dello sfascio”.

garagnani-invasatoLa scuola emiliano-romagnola, e quella bolognese in particolare, sono, secondo il deputato e responsabile nazionale Scuola del Pdl Fabio Garagnani (nelkla foto), un’emergenza nazionale. Dopo le polemiche con la preside, consigliere comunale del Pd, Daniela Turci, Garagnani ha rincarato la dose, mettendo “in guardia le amministrazioni locali dal tenersi fuori dalle scuole, perché molti assessori hanno atteggiamenti di arroganza e prevaricazione”. Garagnani denuncia quella che a suo modo di vedere è un’eccessiva politicizzazione della scuola in regione. “Chiediamo innanzitutto – ha detto – una legge regionale che garantisca anche qui libertà di scelta alle famiglie che vogliono avvalersi della scuola paritaria, con i buoni scuola come in Lombardia”. Il deputato ha poi presentato tre provvedimenti che costituiranno altrettanti terreni d’iniziativa del Pdl sul mondo della scuola: “vogliamo che l’insegnamento della religione cattolica non venga interpretato da certi dirigenti come sincretismo religioso e non venga penalizzato chi la sceglie. Che la caduta del muro di Berlino venga ricordata in tutte le scuole affinché i ragazzi sappiano cosa è stato il comunismo”. Infine Garagnani proporrà un codice di comportamento per docenti e dirigenti. (ANSA).

LA REPLICA DELL’ASSESSORI LEMBI “DOVREBBE CHIEDERE SCUSA PER IL SUO MINISTRO”

”Fabio Garagnani è un caso disperato. E’ complice dello sfascio della scuola e da ipocrita non solo non si scusa con i bolognesi, ma passa i suoi sabati a dire robe che non stanno né in cielo, né in terra ammorbando il week end dei bolognesi”. Con queste parole Simona Lembi, assessore all’istruzione del Comune di Bologna, ha replicato a Fabio Garagnani. “Ci aspettiamo che per Natale – ha concluso ironica la Lembi – pubblichi un almanacco con la raccolta delle sue conferenze stampa”. Contro Garagnani anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale Sergio Lo Giudice: “Garagnani – ha detto – è un disco rotto. Sfrutta i sabati per spararle sempre più grosse nella speranza di qualche trafiletto sui giornalì. Gli ha fatto eco il consigliere Francesco Critelli: “Il mercante di chiacchiere Fabio Garagnani – ha detto – è pregato di riporre la sua mercanzia e di smetterla di insultare chi sta lavorando perché la scuola funzioni al meglio nonostante i tagli Gelmini. Invece che occuparsi di cose di cui ignora il significato, l’onorevole del Pdl dovrebbe chiedere scusa ai bolognesi per i danni che il suo governo ha fatto alle nostre famiglie”. (ANSA).

BARBIERI (PDL): LA SCUOLE DELL’EMILIA-ROMAGNA FRA LE MENO PENALIZZATE DAI TAGLI

La scuola emiliano-romagnola è stata una di quelle meno penalizzate dai tagli del ministero. Lo sostiene Emerenzio Barbieri, capogruppo Pdl in commissione scuola e cultura alla Camera. “A fronte di una riduzione del 6,2% degli insegnanti – ha detto Barbieri – in Emilia-Romagna sono stati tagliati il 3,7% dei posti, tenendo anche conto che 3.787 classi su 8.694 della scuola primaria sono a tempo pieno. Gli insegnanti di sostegno sono addirittura aumentati: dai 5.689 dell’anno scorso a circa 5.900. Il ministero ci informa che dall’Emilia-Romagna non sono state segnalate situazioni di difficoltà”.(ANSA).

Nella foto (di repertorio): Fabio Garagnani


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Un Commento in “Polemica sulla scuola emiliana: Garagnani (Pdl) “Assessori arroganti”, Lembi (Pd) “Complice dello sfascio”.”

  • Maurizio scritto il 4 ottobre 2009 pmdomenicaSundayEurope/Rome 14:50

    Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”

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