Boom di pirati della strada. Emilia-Romagna seconda in classifica

La strada è terreno di guerra, non solo per gli incidenti stradali, ma anche per le piraterie, drammaticamente in crescita. I pirati della strada continuano infatti a mietere vittime in misura allarmante. Con 347 casi censiti dall’Osservatorio Il Centauro-Asaps, l’Associazione sostenitori della Polstrada, nei primi sei mesi del 2011 c’è stato un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. 55 le vittime, quasi il doppio e 418 i feriti, in crescita del 20,8%. Un pirata su quattro era straniero e tra gli identificati è cresciuta la percentuale delle donne.

Con 38 episodi l’Emilia Romagna si piazza al secondo posto di questa triste classifica insieme al Lazio e dopo la Lombardia, la più piratata d’Italia.

Per ben un terzo delle piraterie a livello nazionale il pirata è rimasto tristemente ignoto. In 47 casi l’autore scoperto era ubriaco e in 8 eventi è stata rilevata la presenza di droga. Considerando che “una buona parte dei pirati scoperti si è costituita in tempi successivi all’evento”, e che per tanti altri “la caccia non è finita”, ha commentato il presidente Asaps, Giordano Biserni, è sensato supporre che la presenza di alcol e stupefacenti sia in realtà molto più diffusa”.

Alla luce di questi numeri il Codacons taglia corto: i dati dimostrano il fallimento delle leggi. Secondo il nuovo Codice della strada entrato in vigore l’anno scorso, infatti, “gli ubriachi possono ritornare a circolare per tre ore al giorno, non è più un reato se si supera il tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 grammi per litro di sangue e si può bere nei locali fino alle 3 di notte”. Insomma, scrive in una nota l’Associazione dei consumatori, “la famosa tolleranza zero contro l’alcol era solo una propaganda”.

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Riccarda Riccò

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