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Pierpaolo Marino: “A Bologna situazione incomprensibile”

Intervenuto nella puntata odierna di Tempi Supplementari su Telecentro-Odeon TV, l’ex DS, tra le altre, di Napoli ed Udinese, Pierpaolo Marino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni

Direttore Marino, da uomo di calcio che idea si √® fatto del possibile sciopero dei calciatori? Lo ritiene inevitabile, oppure da qui all’11 ci saranno margini di trattativa?
“Sono convito che lo sciopero non ci sar√† e che si risolver√† tutto con una mediazione; d’altro canto mi pare che la materia del contendere -che sostanzilamente √® quella dei fuori rosa- si possa discplinare in altra sede, anche al di fuori del contratto di lavoro. Questa potrebbe essere dunque la soluzione”

A proposito del punto focale dello “scontro”: la norma sul mobbing relativo ai giocatori fuori rosa √® realmente necessaria?
“Ritengo che le societ√† abbiano il diritto (e debbano avere la possibilit√†) di fare allenare alcuni giocatori anche al di fuori del gruppo della prima squadra; questo, per√≤, deve ovviamente avvenire in condizioni paritetiche a quelle degli altri appartenenti alla rosa, quindi con preparatori e allenatori di prima categoria.
Questa possibilità che la società deve avere, dal mio punto di vista rientra in un insieme di aspetti legati alla programmazione tecnica; è però chiaro che se i motivi sono di diversa natura (vertenze contrattuali o altro) entra in gioco il mobbing.
Quando invece la scelta √® esclusivamente tecnica (come quella legata agli esuberi decisi dall’ allenatore per giocatori che devono essere indirizzati ad altre squadre), penso che garantendo le migliori condizioni di allenamento, con preparatori e allenatori adeguati, oltre che con il necessario comfort, i giocatori possano essere staccati dal gruppo principale”

Da una situazione “critica” a livello nazionale, ad una situazione ancora pi√Ļ critica a livello locale: che idea si √® fatto dell’attuale crisi societaria del Bologna?
“La definisco con un solo aggettivo: incomprensibile. Non si capisce assolutamente come un imprenditore possa rilevare una squadra del blasone, del rango e della storia del Bologna (oltretutto, una societ√† con un fatturato estremamente rilevante) per poi arrivare all’epilogo gi√† dopo pochi mesi. Questo √® un qualcosa di incomprensibile a tutti gli operatori del calcio.”

Ieri, ad aggravare la situazione, √® arrivato anche il punto di penalizzazione per le mancate attestazioni di pagamento dell’Irpef.
“S√¨, ma il punto di penalizzazione era atteso; nessuno pu√≤ dire nulla o soprendersi, visto che i regolamenti sono noti e definiti”

Diversi addetti ai lavori da noi intervistati, hanno testimoniato di aver cominciato a nutrire dei dubbi su Sergio Porcedda già poco dopo il suo insediamento al timone della società rossoblu; è stato così anche per lei?
“No. Porcedda mi era completamente sconosciuto, non feci alcun tipo di valutazione e non mi dedicati a raccogliere informazioni che lo riguardassero, per cui non avevo avuto alcun segnale di allarme.”

Uno degli scenari pi√Ļ inquietanti che coinvolgono la societ√† rossoblu, √® quello relativo al suo possibile fallimento, qualora nessun nuovo compratore si facesse avanti: la Serie A italiana potrebbe fare a meno del Bologna?
“In caso di fallimento, il calcio ha dimostrato di poter fare a meno di qualunque squadra, come nel caso del Napoli quando √® finito in Serie C.
Il discorso √® che quando la situazione economica del club √® cos√¨ disastrosa, a volte il fatto di poter azzerare tutto con il fallimento pu√≤ “invogliare” maggiormente gli imprenditori ad entrare successivamente nella societ√†: gli imprenditori hanno voglia di investire sul proprio lavoro, potendo partire da zero senza dover risistemare i disastri altrui: √® esattamente quello che √® successo a Napoli dopo il fallimento della societ√† di Naldi.
Tale situazione pu√≤ rappresentare la premessa per costruire qualcosa di valido, perch√© portando ancora una volta l’esempio del Napoli che ho gestito anche io, in pochi anni √® stato possibile passare dalla C1 alla qualificazione in UEFA.”

Magari la rivedremo al timone come Direttore Sportivo proprio nella nuova società rossoblu..
“Bologna √® ideale, come citt√†, club e tifoseria, per cui mi vedrei benissimo nella veste di DS rossoblu, per√≤ finora non √® arrivato un progetto giusto, per cui aspetter√≤.
Intanto auguro al Bologna che quache imprenditore, capendo l’enorme importanza del club, si rimbocchi le maniche, rilevi la societ√† e la risistemi, senza che la tifoseria debba affrontare l’onta delle serie inferiori.
Per quanto mi riguarda, √® chiaro, mi piacerebbe moltissimo lavorare a Bologna, con gente speciale come quella di Bologna e con l’enorme tradizione del club”.


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Matteo Fogacci

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