Per la ricerca è notte, ma questa volta è “notte bianca”: scienza-spettacolo in piazza con Serena Dandini

serena-dandiniSi sa che la ricerca scientifica non gode di grande salute (e di grandi finanziamenti) in Italia; per lei è quasi sempre notte nel nostro paese, ma almeno per una volta, il 25 Settembre, sarà una “notte bianca”, una notte di festa della scienza, con esperimenti in piazza, lezioni aperte, giochi, dimostrazioni, visite guidate, incontri con esperti, ed anche spettacolo e concerti. Sarà così in tutta Italia ed un tutta Europa, anche a Bologna nella zona universitaria, ed in altre sette città dell’Emilia Romagna: Cesena, Faenza, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia.

Sarà l’occasione per scoprire quanta scienza c’è dietro a tanti oggetti della nostra vita quotidiana. Ad accendere la luce sulla notte della ricerca a Bologna sarà la presentatrice televisiva Serena Dandini che riproporrà la formula del suo programma “Parla con me”, facendolo diventare “Parla con la scienza”; questa volta, infatti, sul divano rosso della Dandini si siederanno scienziati e ricercatori dell’ateneo bolognese, mentre il contrappunto musicale sarà quello della Swingers Orchestra (al posto della celebre Banda Osiris della trasmissione Tv).

L’incontro servirà per svelare i retroscena e le curiosità della vita nei laboratori (scopriremo così che gli scienziati sanno anche scherzare, e che molte scoperte sono state fatte quasi per gioco), verrà quindi messo in luce il volto umano della scienza.

Ai piedi delle Due Torri l’iniziativa prenderà il via già nel pomeriggio di domenica prossima e andrà avanti fino a mezzanotte, svelando segreti della chimica e sorprendenti fonti di energia, modi intelligenti per costruire le case e racconti di esplorazioni, dimostrazioni di fenomeni fisici e ottici o lezioni interattive su Darwin. Il tutto proposto da gruppi di ricercatori provenienti dalle università e dai centri di ricerca pubblici della regione, nelle stesse piazze, dove, per ironia della sorte, a parlare apertamente delle stesse cose, pochi secoli fa si sarebbe finiti abbrustoliti sul rogo… Beh, sempre di “spettacolo della scienza” si sarebbe trattato!

Non mancheranno anche musica, teatro, recital e conferenze-spettacolo. La notte dei ricercatori è un appuntamento europeo, realizzato sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione, a cui l’Emilia-Romagna partecipa per la prima volta grazie ad Aster e in partnership con le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma, e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Per tantissime persone sarà una notte “illuminante”, su un’infinità di tempi scientifici di appassionante attualità, come la progettazione di costruzioni resistenti ai terremoti, i sistemi automatici per il riconoscimento delle persone, la terapia genica per guarire dalla talassemia o le nuove prospettive per la cura del Morbo di Parkinson. Ma anche metodi per misurare il proprio livello di “benessere psicologico”, lezioni sui crimini storici irrisolti delle città emiliano-romagnole. Fino a interessanti indagini bioarcheologiche per capire cosa mangiavano i nostri antenati e all’analisi delle proprietà grafico-molecolari degli alimenti.

La “notte bianca” della scienza, sarà anche l’occasione per fare un bilancio della ricerca in Emilia Romagna, una ricerca che pur fra tante ristrettezze economiche sa evidentemente “fare di necessitade virtude”, rivelandosi capace di realizzare innovazioni fondamentali anche per le imprese della regione. Sono oltre mille i ricercatori impegnati ogni giorno nei laboratori universitari ed in quelli privati, nei centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna, e nelle aziende più avanzate. Un team di cervelli che opera in settori strategici per il futuro: scienze della vita e salute; ambiente, energia e sviluppo sostenibile; alta tecnologia meccanica; agroalimentare; edilizia e materiali per la costruzione; innovazione organizzativa. Un lavoro quello dei ricercatori che sempre più spesso si fa impresa. Tra il 2004 e il 2007, prima fase del Programma regionale per la ricerca industriale, sono stati prodotti 115 nuovi prototipi innovativi, 20 brevetti, 239 collaborazioni con le imprese, oltre 500 studi e ricerche e 10 spin-off, per favorire una ricaduta aziendale e produttiva alle idee nate nel contesto della ricerca tecnologica universitaria. Una immensa mole di conoscenze e di capacità innovative, che non chiedono altro che di uscire dalla notte dei finanziamenti per la ricerca scientifica. E’ anche questo, anzi soprattutto questo, il messaggio che “la notte bianca” della scienza intende lanciare.




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