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Pastorello: “Il contratto di Mudy scade nel 2012: per ora non c’è aria di rinnovo. Per Di Vaio, non escludo che possa, in futuro, fare il dirigente al Bologna”

Dottor Pastorello, come vede questo Bologna, e in particolare questo finale di stagione della squadra, che ha avuto un calo drastico?
Devo dire che mi ha sorpreso. Fisiologicamente parlando, tenuto conto dei problemi societari, una volta raggiunta quella che ragionevolmente viene indicata come questa salvezza, ci stava probabilmente un calo di tensione. Ma effettivamente è stato un po’ troppo accentuato, nel senso che cinque partite senza fare punti sono un po’ troppe. Con il Milan ho visto comunque lo spirito della squadra vista nei mesi precedenti, mentre effettivamente nelle altre uscite si è vista una squadra mentalmente distratta e meno concentrata. Ma è stata una stagione talmente difficile e dura peri giocatori, i dirigenti e l’allenatore che, da questo punto di vista è comunque giustificabile.

Come valuta l’attuale società, e che idea si è fatto dell’allontanamento di Carmine Longo e della possibile candidatura di Salvatore Bagni come direttore sportivo?
Per quanto mi riguarda, è una società con la quale intrattengo buoni rapporti e ne ho sempre avuti: anche in passato ho avuto il piacere di lavorare con la dirigenza del Bologna. Pedrelli rappresenta una garanzia in termini di preparazione e organizzazione, quindi è sicuramente un dirigente molto preparato e prezioso. Dal punto di vista della compagine sociale, essendo in tanti questo a volte complica la presa di decisione. Definire chi sarà la persona incaricata della responsabilità tecnica sarà importante, altrimenti si rischia di fare confusione e vedere vanificate le operazioni di mercato. Prima si definiscono certi ruoli, e meglio è.
Per quanto riguarda Longo, a me dispiace personalmente. Con lui ho effettivamente lavorato molto poco e non ho avuto modo di affrontare direttamente le trattative, quindi non c’è stato odo di confrontarsi: ma l’ho sempre ritenuto un ottimo professionista. Bagni è un ottimo intenditore di calcio, ma mi risulta facesse più il mio di lavoro. E’ un uomo di calcio che sicuramente ha un’ottima e approfondita conoscenza di calcio ma mi risulta che faccia più l’operatore e l’intermediario che il direttore sportivo. Potrebbe essere sicuramente un ottimo collaboratore.

Nel futuro del Bologna rientra anche Gaby Mudingayi? Quante sono le possibilità che resti anche l’anno prossimo, visto che si è parlato dell’esigenza della società di cedere pezzi pregiati?
Le scelte di politica aziendale bisogna chiederle a chi di dovere. Ovvio che Mudy ha fatto l’ennesimo ottimo campionato e, come per tutti i calciatori, se c’è la possibilità di migliorare si cerca sempre di farlo. Ma Gaby sta bene a Bologna e finalmente ha ritrovato anche un ottimo rapporto con la tifoseria: da questo punto di vista, non è quindi una priorità. E’ pacifico, però, che se ci fosse la possibilità di fare uno passo in avanti, vista anche la sua età, è una possibilità che eventualmente verrà sottoposta all’attenzione della società rossoblu. Ma stiamo facendo chiacchiere da bar, al momento non c’è alcuna situazione concreta ma solo alcuni interessamenti.

Interessamenti di Genoa e Napoli?
Queste due società effettivamente stanno pensando di intervenire in una determinata zona del campo e lui, come altri giocatori, possono essere ritenuti interessanti in questo senso. In questa fase credo che i club valutino diversi scenari per costo, età e grado di importanza: si vedrà con l’andare avanti del mercato se questi interessamenti si tramuteranno in possibile trattative: ma in questo momento non siamo assolutamente in questa fase.

Avete avuto incontri con la società rossoblu?
No, non abbiamo accennato al discorso, penso anche perché non era il caso di parlare del futuro vista la serie di risultati negativi della squadra. Il discorso si affronterà probabilmente più avanti ma la situazione è semplice: Gaby ha ancora un anno di contratto, che scade nel 2012, e non credo che ci sia nell’aria una possibilità di rinnovo: fermo restando che non c’è nemmeno mai stata proposta.

A Bologna il rinnovo di Di Vaio inizialmente è stato accolto con grande entusiasmo. Sulla stampa, però, sono state riportate voci secondo cui i senatori della squadra non avrebbero gradito il rinnovo fatto esclusivamente a lui e non a loro. Lei come valuta questa situazione?
Bisogna vedere se la fonte giornalistica è davvero reale, e quindi se questo è davvero il pensiero dei giocatori. Cosa che mi sorprenderebbe molto, perché in tutti i gruppi, dalle società alle aziende, da sempre c’è un leader, un capogruppo e chi ha una posizione dominante. Credo che Marco questa posizione dominante se la sia conquistata con la sua storia e con il suo presente: senza i suoi 19 gol, probabilmente il Bologna sarebbe al posto del Brescia. Ecco perché mi sembra strano che alcuni compagni di Marco possano aver avuto questo tipo di reazione davanti a un successo: riuscire a trattenere Di Vaio è stato un successo della nuova società, quando c’erano club disposti a fare carte false e garantire uno stipendio più alto. Credo dunque vada verificata la fonte da cui è partita la voce riportata sui giornali: se fosse vera, sarei deluso. Se fossi un giocatore del Bologna, sarei solo contento se la società facesse un sacrificio per tenere Di Vaio e potessi averlo anche per il prossimo anno.

Avete già un accordo per un suo futuro da dirigente?
Di questa cosa si è parlato molto: Marco adesso ha due anni da giocatore e ha dimostrato di poter andare ancora molto sul campo. C’è un rapporto speciale tra Marco, questa città e questa società e non escludo possa esseci un futuro da dirigente.

Ma in realtà Marco Di Vaio è mai stato veramente vicino a lasciare il Bologna?
Lui mai. Io avevo il telefonino che squillava sempre, dall’Italia e non solo. Dicendo la sincera verità, per fare bene il mio lavoro devo essere meno romantico ed entrare meno negli aspetti personali, e andare via dal Bologna per Marco sarebbe stato vantaggioso. Ma poi ci sono gli aspetti umani valutati dai diretti interessati e lui non mai pensato neanche per istante di lasciare il Bologna. Lo ha dimostrato anche con i fatti firmando un contratto che, rispetto ad alcune proposte, è inferiore anche del 50%.


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