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Omicidio Tartari: la cassazione conferma le condanne

Con la conferma delle due condanne del processo di appello bis che sono quindi diventate definitive la corte di Cassazione ha chiuso la vicenda processuale dell’omicidio di Andrea Tartari. L’uomo, bolognese di 35 anni, venne ucciso a coltellate la notte del 20 luglio 2008 a Porto Corsini, sul litorale ravennate, durante una banale lite in strada innescatasi attorno a un’auto parcheggiata. Confermata quindi la condanna a 30 anni di carcere per Salvatore Vertone, 47 anni, che aveva sferrato i cinque fendenti mortali, e a 21 anni e 8 mesi al fratello minore, Giovanni Vertone, 44 anni, che aveva tenuto ferma la vittima durante i colpi. I due avevano poi gettato il coltello ed erano scappati verso la loro città d’origine, Mondragone nel Casertano, grazie anche all’aiuto di una donna legata a Salvatore e di un amico di famiglia. Erano infine stati arrestati dopo tre giorni dai carabinieri sotto alle mura del carcere casertano di Carinola. In primo grado per loro il Pm ravennate Roberto Ceroni aveva chiesto due ergastoli. Ma la Corte d’Assise di Ravenna aveva inflitto 24 anni e 8 mesi a Salvatore e 22 anni e 8 mesi a Giovanni. In appello a Bologna era poi stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi: il che per Salvatore aveva significato l’ergastolo. La Cassazione aveva però bocciato quella parte di sentenza rinviando tutto a un appello bis dal quale erano uscite quelle stesse condanne che nella tarda serata di ieri la quinta sezione della Corte Suprema ha reso definitive rigettando il ricorso degli imputati. Katia Di Benedetto, l’allora fidanzata bolognese della vittima e testimone oculare dei fatti, ha detto che avrebbe voluto l’ergastolo, ma che comunque la pena inflitta ai due le sembra importante. La ragazza ha sempre partecipato alle udienze, unica tra le parti civili rimaste nel processo. Ma ha lamentato che a fronte del notevole sforzo economico per questo sostenuto, non ha finora ottenuto risarcimenti dalla famiglia Vertone sebbene già in primo grado le fosse stata assegnata una provvisionale da 50 mila euro. Nel novembre scorso il giudice di Pace di Bologna le aveva riconosciuto un ulteriore risarcimento di 5.000 euro, più 2.000 di spese legali, per le minacce che Gennaro Vertone, 27 anni, figlio di Salvatore, le aveva fatto nel luglio di due anni fa subito dopo lettura della sentenza dell’appello bis. Per questo il giovane era stato anche condannato a 51 euro di multa, il massimo della pena.


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Vittorio Pastanella

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