Olive: “Le proteste della Juventus prima della gara con i rossoblù? Episodio spiacevole, a subire sono le squadre piccole”

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex giocatore di Bologna e Lecce Renato Olive nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (in onda su Telecentro-OdeonTv).

L'ex centrocampista del Bologna, Renato Olive

Di UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO

Renato, tu domenica eri al Via del Mare per Lecce-Bologna. Come valuti la prestazione dei rossoblu?

“Per quello che si è visto in campo, alla fine è stato un risultato giustissimo. Il Lecce ha avuto qualche buona occasione, ma sul finire anche il Bologna, con la palla gol capitata ad Acquafresca, poteva portare a casa l’intera posta in palio. Il Lecce non è la squadra dell’ultimo mese: li avevo visti l’ultima volta in occasione della sconfitta interna con il Catania e ora è una formazione completamente diversa. Sono arrivati giocatori importantissimi, che sicuramente hanno alzato il tasso tecnico della squadra: fino a fine campionato il Lecce venderà cara la pelle. Per questo il risultato che il Bologna ha raccolto contro la squadra di Cosmi è veramente importante.”

Ti ha convinto la prestazione di Taider?

“Sinceramente non mi è piaciuto molto, non ha fatto una grossa prestazione. Questo non significa che non sia un buon giocatore: anzi, ha dimostrato di avere delle buone qualità. Con il Lecce mi aspettavo qualcosa di diverso, ma bisogna dire che era una partita difficilissima per la mediana del Bologna. Il Lecce a centrocampo aveva giocatori come Delvecchio, Blasi e Giacomazzi, che sono tosti e difficili da incontrare: Giacomazzi e Blasi fanno bene sia in fase di costruzione che di interdizione, mentre Delvecchio è più di contenimento, un grande lottatore: per il centrocampo rossoblù quella con il Lecce è certamente stata una partita difficile.

Domenica prossima è in calendario Bologna-Juventus e a non molti giorni dalla sfida sono arrivate le proteste bianconere per la direzione di gara contro il Siena. Tu hai vissuto certe vigilie accese: cosa passa, in queste occasioni, nelle teste dei giocatori durante la settimana?

“Purtroppo sono episodi spiacevoli, perché alla fine di solito vengono penalizzate maggiormente le squadre minori. Quando subiscono dei torti, le grandi squadre fanno la voce grossa, ma quando, nella maggior parte dei casi, hanno dei favori nessuno ne parla. Queste cose continuano ad esserci e continuano a darmi fastidio.”

Ma si tratta di arbitri non all’altezza o di vera e propria sudditanza psicologica?

“Prima si parlava di sudditanza psicologica, poi si è visto che c’era anche dell’altro. Una piccola sudditanza psicologica c’è sempre nei confronti dei campioni o della squadra più blasonata. Il punto è che si stanno alzando troppo i toni polemici per certi episodi e se ne potrebbe fare a meno, perché certamente nell’arco di un campionato saranno più gli episodi a favore della Juventus che non quelli contro.”

Tornando al calcio giocato, con il passaggio alla difesa a tre come vedi la convivenza tra Mudingayi e Perez? Trovi che la compatibilità sia aumentata rispetto alla prima parte di stagione?

“Assolutamente sì visto che, per caratteristiche, sono due giocatori che preferiscono giocare nella zona centrale del campo e soffrono di più nel centrocampo a tre. Con la difesa a tre e la mediana a quattro sono schierati nel loro ruolo naturale e preferito: sono giocatori importantissimi. Ero a Bologna a vedere la partita con il Parma e in quell’occasione mi erano piaciuti tantissimo: anche nella partita contro il Lecce hanno fatto una grande prestazione. Sono i giocatori che più stanno traendo beneficio da questo nuovo modulo.”

Come imposteresti la partita contro la Juventus?

“Giocare contro i bianconeri in questo momento è difficilissimo, perché Conte è riuscito a trasmettere una carica incredibile a questa squadra. Il vero artefice di questa Juventus è sicuramente il tecnico: è riuscito a trasmettere il suo carattere, la sua voglia di lottare e non ci sono più primedonne. Un esempio su tutti è quello di Vucinic, che gioca sull’esterno e rientra a fare il terzino: questa è una cosa fantastica per un allenatore e per una squadra. E’ il massimo quando un giocatore con le qualità di Vucinic si sacrifica per la propria squadra e rientra a fare il terzino: per ottenere una cosa del genere significa che un allenatore è veramente riuscito a trasmettere dei valori importanti ai propri giocatori.”


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Matteo Fogacci

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