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Nuovo Piano Energetico Regionale, parla l’Ass. Muzzarelli: “Puntiamo forte sul fotovoltaico”

L’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Gian Carlo Muzzarelli, intervistato per Telesanterno – Telecentro Odeon Tv da Ugo Mencherini, ha fatto il punto sull’attuale crisi energetica, sulla definizione del nuovo Piano Energetico Regionale e sul ruolo che avranno le Fonti Energetiche Rinnovabili al suo interno.

L'Assessore alle Attività Produttive e Piano Energetico della Regione Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli

Assessore Muzzarelli, per cominciare, tenuto conto che la Regione è in fase di definizione del nuovo Piano Energetico Regionale: qual è il ruolo che la “Pianificazione Energetica” riveste all’interno del più vasto ambito della “Pianificazione Territoriale”?
“Prima di tutto, c’è necessità di spiegare cosa sia la Pianificazione Territoriale, e per farlo devo ricordare che a febbraio di quest’anno è stato approvato dall’ Assemblea legislativa regionale il Piano Territoriale Regionale (P.T.R.): uno strumento di governo e di gestione del territorio, aggiornato in modo tale da integrare al suo interno strategie anti-crisi, fondamentali in un momento come questo.
In questo aggiornamento sono state accentuate ‘direttrici di marcia’ tali da dare non solo un senso di governo del sistema Regione, ma anche utili ad indirizzare investimenti, risorse e idee in maniera mirata: all’interno della Regione Emilia Romagna, infatti, ci sono capitali estremamente importanti. Ciò che però si è ritenuto di voler valorizzare in misura maggiore è stato il cosiddetto ‘capitale territoriale’.
Il ‘capitale territoriale’ rappresenta una somma di diversi fattori, da quote di sviluppo sostenibile alle risorse locali: la nostra capacità, di conseguenza, deve essere quella di sostenere una crescita di questo capitale, puntando sull’abilità nell’adattarsi alle situazioni contingenti e attuali, spesso determinate da macro-condizioni non facilmente preventivabili. Quello emiliano-romagnolo, infatti, è un sistema forte, ma ha l’esigenza di cambiare e mutare continuamente proprio per potersi mantenere tale: è cioè necessario un sistema con radici profonde e sguardo lontano nel tempo.
In quest’ottica si inseriscono, ad esempio, progetti di sviluppo del brand emiliano romagnolo, che consentano di esprimere al massimo la qualità del territorio, coinvolgendo centri di ricerca e Università. Per conseguire questo obiettivo bisogna investire nella cultura e nell’intelligenza, e noi lo stiamo facendo con lo sviluppo dei Tecnopoli e con il Progetto Aster: questo progetto definisce sei piattaforme di sviluppo (Meccanica Materiali; Energia Ambiente; ICT & Design; Costruzioni; Agroalimentare; Scienze della Vita) che consentono di valorizzare al meglio le economie locali.
Bisogna però che, di pari passo, si innesti nel territorio anche una cultura della ‘Green Economy’, intesa in senso concreto, quale sfida per cambiare passo e innovare il sistema attraverso idee che possano divenire prodotti e imprese, ma sempre nel rispetto di una sostenibilità globale: è in quest’ottica che assume fondamentale importanza l’aspetto della Pianificazione Energetica, integrata nel territorio”.

Come si inseriscono il Piano Energetico Regionale e la pianificazione energetica “locale” in un contesto di politiche ormai sovra-nazionali?
“Per esplicitare il contesto in cui si muove la pianificazione energetica regionale, bisogna premettere che le Regioni, in questo ambito, pagano l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che definisca delle linee guida ben precise: un simile ‘vuoto” non aiuta certamente ad avere delle traiettorie definite nell’ambito della programmazione energetica.
Inoltre, abbiamo anche un ‘conflitto’ legato alla scelta del Governo di puntare sulla tecnologia nucleare, mentre noi come Regione abbiamo scelto di seguire la strada -citata in precedenza – della Green Economy e del forte sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Specifico che questa decisione non è legata ad un pregiudizio ideologico nei confronti del nucleare, visto che siamo fortemente convinti della necessità di investire su ogni tipo di ricerca e su ogni fonte o tecnologia utile ad uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili.
Ridurre la dipendenza dalle fonti fossili è infatti una priorità, non solo nell’ottica di un loro possibile esaurimento in tempi più o meno remoti, quanto nell’ottica di ridurre i costi connessi all’approvvigionamento di combustibili di questo tipo, che con il tempo diventeranno sempre più costosi, fino ad essere appannaggio solamente delle poche economie in grado di permetterseli.”

Quali sono le peculiarità –in tema di pianificazione energetica- di un Ente “semi-locale” come la Regione?
“Il Piano Energetico Regionale, in generale, consente di accelerare le strategie territoriali: più nel dettaglio, ha consentito di ridurre i consumi energetici e di implementare la produzione da fonti energetiche rinnovabili.
Questo, però, è solo un aspetto del PER: la pianificazione energetica regionale, infatti, si lega al tema delle disponibilità del mercato energetico e, soprattutto, a quello della ricerca, oltre ad avere inevitabili esigenze di rispondere a mutamenti climatici e sociali (come quelli, enormi, che si sono registrati recentemente).
Il Piano Energetico Regionale si innesta quindi nel mezzo, e non si occupa solo di risparmio o di consumo di energia; come Regione vogliamo fare globalmente meglio, alzando l’asticella delle responsabilità, anche e soprattutto quelle legate alla riduzione dell’inquinamento: per questi motivi il prossimo piano attuativo triennale del Piano Energetico Regionale cercherà di agire soprattutto nell’ambito dei tre settori che più di tutti gli altri incidono sotto questo aspetto, ossia il settore industriale, quello dei trasporti e quello civile.
Questi tre ambiti sono responsabili del 90% dell’inquinamento locale: per tale motivo saranno varati dei bandi che daranno priorità nei finanziamenti a chi realizza progetti con certificazione ambientale, o bandi che incentiveranno interventi destinati alla sostenibilità ambientale, come quelli di sostituzione delle coperture in amianto con pannelli fotovoltaici”.

In tema di Fonti Energetiche Rinnovabili, quali saranno le nuove linee guida indicative?
“Nel nuovo Piano attuativo triennale si cercherà di ridurre anche l’impatto ambientale connesso alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Si cercherà anche di implementare la produzione da fonti rinnovabili, puntando sul loro sviluppo: da tecnologia mini-idroelettrica, fotovoltaica, eolica, ed anche geotermica, attualmente poco sfruttata. Questa è una risorsa che cercheremo di valorizzare, indirizzando risorse a progetti di studio e ricerca volti a individuare modalità di sfruttamento razionali, sostenibili e convenienti di tale fonte.
Nel complesso, l’obiettivo per il futuro è quello di raggiungere in Emilia Romagna una potenza installata da impianti alimentati da Fonti Energetiche Rinnovabili pari a 1000 MegaWatt: è un traguardo ambizioso, magari non sarà possibile centrarlo immediatamente, ma servirà a stimolare il sistema spingendolo verso questo traguardo.”

Scendiamo nel dettaglio delle singole Fonti Energetiche Rinnovabili: qual è la tecnologia su cui si è deciso di puntare in misura maggiore all’interno del prossimo Piano triennale?
“Certamente la fonte fotovoltaica. Abbiamo stimato che in Emilia-Romagna ci sia una potenzialità installabile, connessa alla presenza di enormi aree legate a coperture di capannoni ed edifici industriali, di circa 1000 MW complessivi da Fotovoltaico. Tenuto conto di questa potenzialità, probabilmente non sarà possibile sfruttarla in toto, ma certamente con il prossimo Piano cercheremo di spingere verso la massima valorizzazione di questa risorsa: insomma, punteremo forte sulla tecnologia Fotovoltaica.”

Un’altra F.E.R. che riveste un ruolo molto importante in Regione è certamente la “biomassa”: secondo gli Scenari elaborati dal Servizio Politiche Energetiche della Regione e secondo anche le stime indicative dell’Assessorato (esplicitate nel convegno “Energia per il territorio”), si può stimare un potenziale di crescita di circa 200 MW per questa tecnologia. Lo ritiene un obiettivo raggiungibile, oltre che coniugabile con le problematiche connesse all’inquinamento locale?
“Ritengo che 200 MW possano rappresentare un obiettivo da porsi nell’ottica di migliorarsi e ‘stimolarsi’ in un orizzonte temporale di medio termine: la Regione ha infatti intenzione di puntare ancora sulla tecnologia a biomasse e su nuovi impianti alimentati da questa fonte.
La problematica dell’inquinamento locale dovuto a tali installazioni non è banale, cercheremo di risolverla individuando regole puntuali per ottenere un corretto equilibrio tra l’utilizzo delle biomasse ed uno sfruttamento razionale del territorio.
Bisogna infatti tenere conto anche della particolare situazione in cui si è venuta a trovare la Regione Emilia-Romagna in questi ultimi anni, in seguito alla decisione da parte dell’Unione Europea di chiudere sette dei nove stabilimenti di trasformazione della barbabietola da zucchero: ciò ha determinato tensioni occupazionali e agricole, determinando la necessità di trovare soluzioni per riconvertire gli impianti e individuare nuovi sbocchi occupazionali per coloro che vi erano impiegati. Una possibilità è appunto quella di ridestinare queste strutture alla produzione di energia da biomasse, sviluppando delle filiere adeguate.
Oltre che sulla tipologia di impianti di grandi dimensioni come quelli appena citati, bisognerà però puntare anche sui piccoli impianti ‘agricoli’ e su filiere destinate a riqualificare e valorizzare il patrimonio agroforestale territoriale montano, attualmente non sfruttato a sufficienza.
Se questo è ciò che dobbiamo fare, al contrario bisognerà invece evitare di installare impianti alimentati a biomassa ‘non locale’ aventi una filiera lunga: questa scelta è doverosa in una prospettiva di sostenibilità e di valorizzazione territoriale.”

Sempre sulla base delle valutazioni del Servizio Politiche Energetiche e sulla base delle stime realizzate dall’Assessorato, si prospetta anche, nei prossimi cinque anni, una forte crescita (circa 50 MW incrementali) della tecnologia eolica. Come si può raggiungere un simile obiettivo in una Regione che non fa della ventosità la sua prima risorsa e come si coniugano le nuove installazioni eoliche con le problematiche di “accettabilità sociale” ad esse connesse?
“Dirò una frase a primo avviso banale: le installazioni eoliche vanno realizzate dove c’è il vento. Questo all’apparenza non sembra un concetto significativo, ma ciò che intendo dire più nel dettaglio, è che non andremo certamente a realizzare una politica di installazione a tappeto di nuovi impianti eolici.
Lo sviluppo di questa tecnologia, soprattutto in un territorio come il nostro, che effettivamente non eccelle in disponibilità di risorsa eolica (come invece altre Regioni italiane), passa necessariamente attraverso la capacità di coniugare la ricerca –anche ‘spinta’- sulla tecnologia impiantistica, con l’individuazione di aree adatte allo scopo.
L’idea, che sarà esplicitata anche nel prossimo PER, è quindi quella di puntare su impianti eolici di piccole dimensioni, estremamente avanzati (su tutti, penso in particolar modo alla tecnologia con pale rotanti interne), in modo tale da riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati riducendo l’impatto ambientale di queste installazioni, sfruttando anche quella risorsa di media ventosità che attualmente non è valorizzata a sufficienza.
Quella portata dalla tecnologia eolica non comunque è una sfida semplice, essendo legata da un lato all’equilibrio territoriale, dall’altro alla capacità di fare sistema, sfruttando al massimo le tecnologie più avanzate e le implementazioni più moderne dettate dalla ricerca.”

Chiudiamo con la fonte Idroelettrica: la scelta per il prossimo futuro sembrerebbe quella di puntare quasi unicamente su impianti “rinnovabili” di piccole dimensioni. La Regione non ha intenzione di vagliare anche le possibilità connesse alla realizzazione di impianti di pompaggio, che consentirebbero una “programmazione” sulla produzione elettrica?
“All’interno del prossimo Piano definiremo quattro linee guida principali:
1) La necessità assoluta di completare la rete idroelettrica regionale costituita dagli impianti idrici di ridotte dimensioni (il mini e micro idroelettrico), sempre però nel rispetto delle condizioni di ‘Minimo Deflusso Vitale’;
2) L’esigenza di studiare se in Regione esistano le condizioni per realizzare nuove barriere e impianti di sbarramento, tali da permetterci di disporre di nuova potenza aggiuntiva, sfruttando quei ‘salti’ che attualmente non sono ancora stati presi in considerazione;
3) L’implementazione dello sfruttamento delle reti costituite dagli acquedotti montani: i dislivelli e le pressioni presenti in questi sistemi rappresentano una risorsa che andrà utilizzata nell’ottica del conseguimento di una maggiore potenza installata da fonte idroelettrica;
4) L’avvio di attività di studio e ricerca destinate all’individuazione di aree in cui realizzare eventuali nuovi impianti di pompaggio.
A proposito di dimensioni impiantistiche, lascio una considerazione, valida sia per la tecnologia idroelettrica, che per le altre: non c’è l’esigenza assoluta di puntare tutto su installazioni di grande potenza, perché la somma di tanti impianti medio-piccoli, può fare come e più del grande”.


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Matteo Fogacci

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2 Commenti in “Nuovo Piano Energetico Regionale, parla l’Ass. Muzzarelli: “Puntiamo forte sul fotovoltaico””

  • Federossa scritto il 3 dicembre 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 20:36

    Sono solo schiocchezze! Inn questi giorni di neve, pioggia e nebbia, si vede MOLTO BENE l’effetto del fotovoltaico! Questo slancio così “ambientalistico” delle amministrazioni rosse fà sorgere il dubbio…..chi c’è dietro alla produzione di pannelli? Perchè si occupa tanti terreni agrari per fare questi MEGAIMPIANTI che hanno un costi ESORBITANTI ? e non si fanno invece sui terri dei Villaggi Industriali, artigianali???

  • Carlo scritto il 4 dicembre 2010 amsabatoSaturdayEurope/Rome 10:40

    il fotovoltaico è prezioso. usiamo tutte le energie dell’ambiente (sole, acqua, vento) per produrre energia pulita! forza…

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