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Nuove grane per i bagni della riviera: il governo impugna le concessioni delle spiagge

Vacanze-Rimini-Riccione-EstateSono stati i protagonisti dell’estate, nel bene e nel male. Mai come quest’anno i titolari degli stabilimenti balneari della riviera emiliano-romagnola hanno fatto parlare di loro sui giornali e nelle televisioni. Prima il braccio di ferro con i bagnini di salvataggio ai quali gli stessi titolari dei bagni non hanno voluto concedere l’aumento richiesto di 30 euro al mese, provocando il primo sciopero della spiaggia nella storia della riviera; poi la polemica ed i controlli a tappeto del fisco per le bassissime denunce dei redditi della categoria, in media meno di 5mila euro all’anno; ed ora, come se non bastasse, una nuova tegola cade sugli ombrelloni da parte del governo che intende impugnare la legge della Regione che regola le concessioni demaniali delle stesse spiagge. C’è da credere che se continua così, i titolari degli stabilimenti balneari si abbronzeranno più d’inverno che d’estate.
TURISMO: L’ASSESSORE REGIONALE PASI DIFENDE LA NORMA SULLE CONCESSIONI RESPINTA DAL GOVERNO
“Con la legge che regola le concessioni demaniali e il loro prolungamento, la Regione ha applicato e osservato una norma dello Stato tuttora vigente. Lo abbiamo fatto costruendo un positivo equilibrio con le categorie interessate che hanno apprezzato il provvedimento”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo Guido Pasi dopo aver appreso che il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge regionale, approvata il luglio scorso, con la quale la Regione Emilia-Romagna ha classificato le concessioni demaniali e, “coerentemente con quanto previsto dalla legge vigente (la Finanziaria 2006-07), ha consentito la possibilità di prolungare le concessioni fino a 20 anni a fronte di progetti di investimenti e innovazione”. La ragione dell’impugnativa, ricorda la Regione, risiederebbe nel fatto che la norma nazionale è soggetta a procedura di infrazione europea verso il governo italiano, perché in contrasto con la direttiva europea Bolkestein, la cosìdetta ‘Direttiva servizi’. “Attendiamo che lo Stato, che meno di un anno fa aveva sottoscritto un protocollo con tutte le Regioni e le categorie poi disatteso – ha aggiunto Pasi – provveda a legiferare coerentemente in materia di demanio e di canoni demaniali. Siamo tranquilli avendo agito nel rispetto delle norme e in difesa di un modello turistico virtuoso e basato sulla molteplicità delle offerte e dell’innovazione”.
CRITICA ANCHE NOE’ (UDC): “IL GOVERNO BOICOTTA TURISMO DELLA NOSTRA COSTA” Una dura reazione alla decisione del Consiglio dei Ministri anche da parte di Silvia Noé, consigliere regionale Udc: “E’ uno scandalo che il Consiglio dei Ministri abbia impugnato la legge regionale laddove si dispone la proroga della durata della concessione degli stabilimenti balneari fino ad un massimo di 20 anni, ha protestato. “Per il governo il rinnovo automatico previsto dalla nostra Regione determina disparità di trattamento tra gli operatori, senza rendersi conto che tale provvedimento rischia invece di buttare all’aria l’intera economia regionale basata sulla balneazione – ha ricordato -. Purtroppo in un momento economico così delicato non è prevalso il buon senso, quindi se il Governo intende applicare la direttiva europea sui servizi – ha proposto -, individui almeno una fase transitoria in cui si prevedano diritti di indennizzo per chi ha fatto investimenti ed eventuali diritti di prelazione”.
(ANSA).


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