Route 66 in handbike: l’impresa del piacentino Norberto De Angelis
- giovedì, 8 luglio 2010, 13:17
- Attualità
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E’ il primo atleta disabile ad aver percorso la Route 66 in handbike: un anno fa il piacentino Norberto De Angelis partiva per gli Stati Uniti per realizzare un “american dream” tutto particolare.
3.798 chilometri in 80 giorni.
Ad una prima e veloce lettura potrà anche non sembrare questa grande impresa, ma il punto di vista cambia in maniera radicale se si pensa che il protagonista è Norberto de Angelis, un disabile sulla sedia a rotelle a causa di una paraplegia post-traumatica in seguito ad un grave incidente automobilistico avvenuto mentre si trovava in Tanzania nel 1992 per un’esperienza di volontariato insieme al Cefa di Bologna.
E, in più, tutti questi chilometri Norberto li ha percorsi con una handbike, una speciale bicicletta con tre ruote che si “pedala” con la sola forza delle braccia.
E lo sfondo scelto da Norberto per questa sua impresa è altrettanto significativo: la mitica Route 66 che collega Chicago, la più grande metropoli dell’Illinois, alla spiaggia di Santa Monica, in California, passando attraverso tre fusi orari e otto stati. La strada che gli americani colpiti dalla Grande Depressione percorsero in direzione ovest alla ricerca di una vita migliore, la strada che gli uomini e i mezzi utilizzarono per attraversare gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Una strada patrimonio nazionale dell’America, ma immortalata nella letteratura, nella musica e nel cinema non solamente statunitensi. Un viaggio che è quasi un coast to coast, fra alti e bassipiani, aree coltivate e deserti.
Partenza da Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, il 25 aprile del 2009, poi la discesa in pista a Chicago tre giorni dopo, e il rientro in Italia alla fine di luglio. A dare man forte a Norberto, una “cordata” di amici con conoscenze atletiche e competenze tecniche che lo hanno accompagnato passo dopo passo fin dalla preparazione, per un totale di nove accompagnatori, ciascuno con un compito e una responsabilità ben precisa: l’affiancamento in bici, la manutenzione dei mezzi, le provvigioni, la cucina, la lavanderia e quant’altro.
Le difficoltà non sono mancate: dall’adattamento al mezzo, al traffico cittadino, al clima che in alcune zone -per esempio nel Texas- ha un’umidità vicina allo zero con il conseguente pericolo di disidratazione.
Ma la sfida di Norberto si è conclusa nel migliore dei modi, con un arrivo addirittura con due giorni di anticipo sulla tabella di marcia.
E sarà lui stesso a raccontarci la sua impresa a “Musica maestro” giovedì prossimo.
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