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MotoGp: un muro “informatico” fra i piloti Yamaha. Senza lo scambio di dati, Valentino dà mezzo secondo a Lorenzo (idem alla Ducati di Stoner)

Subito davanti a tutti nella prima giornata dei test di Sepang della Motogp e la conferma della sponsorizzazione Fiat per il suo team Yamaha. Il 2010 comincia come era finito il 2009, sempre sotto il segno di Valentino Rossi. Ma il ‘Dottore’ di Tavullia questa volta incassa un’altra vittoria personale, tutta interna al suo team: da quest’anno ai box il suo computer non sarà più collegato con quello di Jorge Lorenzo. Tra i due compagni di squadra è già da parecchio che non corre buon sangue. L’anno scorso Rossi aveva masticato amaro il prolungamento del contratto dello spagnolo interpretandolo quasi come una mancanza di fiducia della Yamaha nei suoi confronti.
I fatti gli hanno dato ragione (é arrivato il nono titolo mondiale) e anche la Yamaha ha dovuto sottostare alle sue richieste. Anche se sul futuro del campione c’é sempre l’ipotesi della Ducati (il suo contratto con la Yamaha scade quest’anno e una decisione per un eventuale passaggio alla scuderia di Borgo Panigale è attesa per giugno). La cessazione dello scambio dei dati telemetrici con il computer di Lorenzo è dunque da interpretare come una sua vittoria. E la conferma che era grazie ai dati “rubati” a Rossi che Lorenzo riusciva a tenergli testa è arrivata subito: alla prima uscita a Sepang il Dottore è stato il più veloce di tutti chiudendo la giornata in 2’01″411. Lorenzo invece ha faticato a trovare il passo chiudendo al quinto posto staccato di cinque decimi. Tutto lascia pensare che Rossi così facendo dopo le polemiche dello scorso anno abbia voluto dare un chiaro segnale alla Yamaha confermando l’idea che due piloti forti nella stessa squadra sono troppi. E dunque quando verrà il tempo di ridiscutere i contratti se ne vedranno della belle. Qualcuno dovrà dunque andare via, e Rossi sta già chiaramente facendo capire chi dovrà essere. Altrimenti c’é pronta la Ducati. Nell’infuocata giornata di test a Sepang (con 50 gradi sull’asfalto) il campione pesarese si è messo alle spalle il rivale della Ducati, l’australiano Casey Stoner, staccato di 5 decimi. Terzo lo statunitense Colin Edwards (Yamaha), seguito da Loris Capirossi (Suzuki). Tra i primi dieci anche il debuttante Hector Barbera (Ducati), in difficoltà invece Marco Simoncelli e Marco Melandri. E’ stata l’occasione per Rossi anche di parlare dei nuovi regolamenti della Motogp e ancora della Ferrari. I nuovi test di Barcellona della settimana scorsa e le dichiarazioni di Montezemolo hanno rilanciato l’ipotesi di Rossi in Formula 1, ma il campione di Tavullia ha spento ancora una volta gli entusiasmi. “Mi sono divertito, ma credo sarà molto difficile vedermi correre in F1” ha detto Rossi che ha definito “interessante e curioso” il ritorno di Michael Schumacher aggiungendo che lui non farebbe mai la stessa scelta. “Io punterei più che altro a non smettere e quando smetto vorrei farlo e basta”.
Per cominciare al meglio il 2010 e farsi trovare subito pronto Rossi ha curato in modo particolare la forma fisica, che “é molto importante, perché anno dopo anno la Motogp diventa sempre più dura fisicamente, quindi bisogna essere preparati”. Stare in forma serve di più ora che Rossi si avvicina ai 31 anni (li compirà il 16 febbraio). “Non bisogna mai pensare di essere al top della propria forma, bisogna sempre cercare di migliorare e cercare di adattarsi alle nuove moto e alle nuove regole”. A questo proposito Rossi è molto critico sui nuovi regolamenti, in particolare sull’obbligo dei sei motori per tutta la stagione. “Non è molto giusto che la Motogp debba correre con solo sei motori per 18 gare – dice – Secondo me con due in più, dieci motori sarebbe perfetto, otto potrebbe andare bene, ma sei sono troppo pochi, e bisognerà stare molto attenti per farseli bastare”. Ed è contento di tornare ai motori 1000: “Però bisognerà vedere – avverte – quale sarà il regolamento per questi motori e se saranno veloci e divertenti come nel 2006. Ritornare alle 1.000 e guidare una moto diversa è molto importante per le mie motivazioni e per rimanere più a lungo in Motogp, e poi io preferisco le 1.000 alle 800”. Sul futuro dice: “Io sto molto bene in Yamaha, quindi parlerò prima con loro, poi vedremo”. La Ducati per ora può attendere. Per adesso c’é da affrontare un’altro mondiale e l’ennesima sfida iridata. Chi sarà il suo rivale quest’anno, Stoner, Lorenzo o Pedrosa? “E’ difficile da dire – conclude il Dottore -, io li metto tutti e tre sullo stesso piano…”.
(ANSA).


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