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Morì dopo l’asportazione di un rene sano, chiesta la condanna per tre medici del S. Orsola

Due anni per il primario di urologia del S.Orsola e un anno e quattro mesi per altri due medici ed un tecnico radiologo. Questa la pena chiesta dal pm Francesco Caleca per i sanitari imputati nel processo per la morte di Daniela Lanzoni, morta il 27 settembre del 2007 nel policlinico bolognese dopo l’asportazione, avvenuta per errore, di un rene sano. Secondo la ricostruzione la donna morì in seguito ad una catena di errori iniziata con lo scambio della sua tac con quella di una paziente con lo stesso cognome ma 32 anni più anziana e culminata con la mancata somministrazione dell’eparina dopo l’intervento.
La pena più pesante, un anno e quattro mesi per omicidio colposo e otto mesi per falso in atto pubblico, è stata chiesta per il primario di urologia Giuseppe Severini. Secondo l’ipotesi dell’accusa, respinta dalla difesa, il medico, nel tentativo di tirarsi fuori dalla vicenda, falsificò l’orario di ingresso in sala operatoria. Per il tecnico radiologo Stefano Chiari e per altri due medici, la radiologa Maria Cristina Galaverni e l’urologa Paola Bacchetti, accusati di omicidio colposo, sono stati chiesti 16 mesi. Per un sesto imputato, il medico Alberto Benati, è stata invece chiesta l’assoluzione per non aver commesso il fatto. I legali di Severini, Bacchetti e Chiari hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.
Il processo, nel quale il Policlinico si è costituito parte civile proseguirà il 29 ottobre mentre la sentenza è attesa per novembre.
La vicenda, rimbalzata sulle prime pagine della cronaca nazionale come gravissimo caso di malasanità , coinvolse anche un altro medico: l’urologo Giuseppe Corrado. Il medico venne accusato di aver falsificato, dopo la morte della paziente stroncata da un’embolia, la cartella clinica della stessa aggiungendo la somministrazione della profilassi antitromboembolica di fatto però mai eseguita. Corrado uscì di scena nel 2009 dopo aver patteggiato una condanna a un anno e otto mesi per le accuse di omicidio colposo e falso.


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