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Montagnani: “La strada per il futuro del Bologna è far crescere piccoli rossoblù”

Intervista esclusiva di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto al responsabile marketing del Bologna Daniele Montagnani nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari”

Il Responsabile Marketing del Bologna, Daniele Montagnani, in studio nel corso di "Tempi Supplementari", con Ugo Mencherini e Vittorio Longo

Dottor Montagnani, contro l’Udinese, episodi arbitrali a parte, si è visto un Bologna meno grintoso rispetto alle ultime uscite.

Solitamente non esprimo considerazioni tecniche, visto che mi occupo d’altro. La partita la vivo comunque sempre da vicino, e credo di aver visto un Bologna come tante altre volte. La differenza è che siamo passati in svantaggio, che a volte più cambiare l’atteggiamento della squadra nell’arco della partita. Ho visto comunque un Bologna in linea con le altre prestazioni e devo dire che dall’altra parte c’era una delle più belle squadre viste al Dall’Ara quest’anno.

Rispetto a Inter e Fiorentina, che il Bologna ha incontrato mentre stavano attraversando un momento difficile, i friulani sono invece arrivati in un momento particolarmente positivo. E’ una sconfitta, quindi, che può starci.

Sì, anche se non dimentichiamo che il risultato è stato sbloccato da un episodio, che a mio parere è negativo. Per me il calcio di rigore non c’era, e sappiamo che gli episodi, spesso e volentieri, poi condizionano l’andamento di una partita. Se non ci fosse stato quel rigore, magari la piega avrebbe potuto essere diversa.

La notizia relativa all’iscrizione di Portanova nel registro degli indagati per quanto riguarda l’inchiesta sul Calcioscommesse, può aver influito sulla squadra?

No: tutti siamo convintissimi dell’infondatezza delle cose che sono state scritte. Credo che tutti abbiano la massima fiducia in Daniele e sono convinto che fino a quando questa cosa non sarà chiarita, e penso sarà chiarita in modo positivo, la squadra e la società saranno al suo fianco. Lui, peraltro, non ha neppure bisogno di essere affiancato, perché è tanta la sua forza che si difenderà senz’altro da solo.

Contro l’Udinese c’è stata un’iniziativa rivolta ai tifosi per quanto riguarda i biglietti che verrà riproposta anche con il Novara. Siete soddisfatti di come è andata domenica?

Io per principio non sono mai contento. Parto dal presupposto che 16mila persone al Dall’Ara, in questo momento, siano poche e mi aspetto sempre di più. Certo che 3.700 paganti in una gara giocata alle 20.45 nel mese di febbraio sono un numero interessante. Mi aspetto molto di più domenica prossima: si giocherà alle 15 ed è una gara, indipendentemente dal valore della squadra avversaria, per noi molto importante e da vincere a tutti i costi. L’iniziativa del biglietto a 4 euro, che premia abbonati e associati, credo vada presa in seria considerazione.

Tra i tifosi c’è chi ha lamentato le grida, poi coperte dagli applausi, che si sono sentite durante il minuto di silenzio prima della gara. Lei come valuta quanto accaduto?

Sono dell’idea che il minuto debba essere di reale silenzio, sia per quanto riguarda gli applausi che le urla. Certo che se gli applausi servono per coprire le urla di qualche scalmanato, ben vengano. L’applauso è, peraltro, tipicamente italiano.

Come giudica la proposta di inserire la moviola in campo?

Credo che si possano trovare delle soluzioni intermedie. Non sono molto favorevole alla moviola in campo, e credo che il gol non-gol dovrebbe essere diventato ormai di uso comune, perché sarebbe molto facile da individuare e non richiederebbe nemmeno troppo tempo per verificare se la palla è entrata oppure no. E con un gol-non gol si possono decidere le sorti di un campionato o di un Mondiale.

Un guardalinee sulla linea di porta potrebbe quindi essere la soluzione?

Sì, ma obiettivamente c’è già il quarto uomo, che potrebbe avere a disposizione in tempo reale l’immagine per valutare se la palla è entrata o meno. Potrebbero andare bene anche gli altri due assistenti: alla fine, gli errori anziché in quattro li farebbero in sei. In questo caso, meglio la tecnologia. Stiamo comunque parlando di un episodio a partita, spesso neppure quello, e credo che serva solo la volontà di fare: tecnicamente, il problema si risolve.

Tra Lecce e Siena quale squadra fa più paura?

Io spero di arrivare molto avanti rispetto a Lecce e Siena. Il nostro obiettivo è un po’ più ambizioso: sono convinto che possiamo ambire a qualcosa di meglio che una stentata salvezza. Per quello che ho visto io le due squadre si possono tranquillamente equivalere, magari il Lecce ha qualche individualità più interessante e il Siena è un po’ più squadra. Noi, come organico, siamo senz’altro superiori.

Che bilancio traccia delle iniziative legate al marketing fatte finora?

Quest’anno abbiamo continuato il percorso intrapreso lo scorso anno, iniziando con una bella operazione, quella dei biglietti-famiglia, ottenendo risultati importanti. Siamo tra le 4-5 squadre che in Italia hanno aumentato il numero degli abbonati, parliamo del 15-16%. Se escludiamo la Juventus, che ha avuto un incremento maggiore dovuto anche al nuovo stadio, tutte le altre son state al di sotto del nostro risultato. Questo è stato un primo passo importante per portare circa 12.500 abbonati al Dall’Ara. Poi, a novembre, abbiamo realizzato la Giornata della famiglia, che ha riscosso grande successo con 2.500-3.000 presenze in curva San Luca, il giro dei bambini allo stadio, le bandierine rossoblù e la chiacchierata con i giocatori del passato: questa iniziativa troverà un seguito anche nelle ultime gare di campionato e l’anno prossimo. Infine le iniziative varate negli ultimi giorni, e la più importante è la presenza del Bologna nelle scuole.

Come si sviluppano le iniziative di marketing?

Il marketing richiede una pianificazione nel tempo, e per farlo ci vuole una società che crede in una sua permanenza nel tempo. Io sono a Bologna da sette anni, e senza nulla togliere ai presidenti che hanno preceduto quello attuale, forse per la prima volta ho trovato una società e una presidenza che ha deciso di investire nel brand Bologna Calcio. E secondo me il modo migliore per investire nel futuro è investire nei bambini e nella scuola: sono loro che, molto probabilmente, in futuro potranno portare dei messaggi positivi allo stadio.

Tra le iniziative più apprezzate c’è proprio “Il Bologna torna a scuola”. Quali sono i punti di forza di questo progetto?

Si tratta di un percorso che deve durare nel tempo, non è un’iniziativa che parte oggi per poi  finire già al termine del campionato. I nostri giocatori trasmetteranno le loro esperienze e le loro emozioni agli alunni delle elementari e medie: da qui a fine campionato le settimane non sono tantissime, e cercheremo di accontentare quanti più istituti possibile. E’ un percorso lungo e la società mi ha dato la piena disponibilità a portare avanti questo progetto, perché ci crede. Il 29 aprile, tra l’altro, riempiremo la curva San Luca con i bambini delle scuole, con i loro genitori e insegnati: anche in questo caso faremo fare a tutti il giro del campo e in quell’occasione verrà disputata la finale di un torneo che prenderà il via tra una decina di giorni e che coinvolgerà le scuole che ne faranno richiesta per le classi terze, quarte e quinte.  In concomitanza con la fine del campionato, e quindi dell’anno scolastico, ci sarà poi un’altra iniziativa, ancora in fase di studio. Insieme al Provveditorato agli studi, che in questo senso ci appoggia, abbiamo deciso che tutti i bambini che il prossimo anno si iscriveranno alla prima elementare riceveranno in dono quaderno, matita e gomma con il logo del Bologna, con la possibilità di inserire una breve storia rossoblù. Se questo non fosse possibile, ci auguriamo che i genitori diano una mano ai bambini a capire e a raccontare la storia di questa blasonata società. Credo che l’essenza per il futuro sia proprio questa: far crescere piccoli rossoblù.

Andare nelle scuole è un’iniziativa particolarmente importante. Altrettanto importante sarebbe farlo vedere.

In occasione di queste visite realizzeremo dei filmati che saranno poi visibili sul nostro sito web. Non dobbiamo però farci prendere dall’entusiasmo, perché correremmo il rischio di non fare quello che promettiamo. E’ un inizio importante, lavoreremo per migliorare, ma dobbiamo crescere piano piano, senza illudere soprattutto i bambini che faremo cose che poi non saremo in grado di fare. Partiamo, con tanta voglia e tanta volontà, e sono convinto che arriveremo anche lontano.

Qual è il suo bilancio dopo che il Bologna in estate ha eliminato i biglietti omaggio in tribuna?

La verità è che noi abbiamo contratti di sponsorizzazioni importantissimi, che tra l’altro quest’anno sono cresciuti quasi del 20% rispetto all’anno precedente, rappresentando cifre molto interessanti, che comprendono l’ospitalità. Per motivi di natura tecnica, i biglietti vengono dati ai nostri sponsor con la dicitura “omaggio”, ma in realtà non si tratta di biglietti non pagati. Ngm, che ha un contratto molto importante dal punto di vista economico per essere il nostro main sponsor, ha diritto a una serie di biglietti che credo si sia abbondantemente pagati ma sui quali c’è la dicitura “omaggio”. E’ vero invece che sono stati tolti alcuni ‘vitalizi’, ma parliamo di non molte unità.

Cosa stanno facendo i presidenti delle associazioni rossoblù’?

La situazione è questa: dopo varie peripezie, sempre tenendo conto che la società veniva da un momento abbastanza difficile dal punto di vista della gestione, siamo riusciti a completare parte del progetto legato alle associazioni. Abbiamo spedito tutti i kit e le tessere: chi non l’avesse ricevuto può contattarci via mail. Il Bologna deve ancora ottemperare alla seconda tranche di prodotti – libro, pergamena e scudettino – dopodiché valuteremo insieme ai presidenti quando convocare le assemblee delle quattro associazioni per nominare il nuovo cda e passare alle nomine. Abbiamo bisogno ancora di qualche settimana, spero entro la fine di marzo di aver risolto tutto.

C’è allo studio una giornata dedicata ai tifosi rossoblù di fuori Regione?

La stiamo organizzando. Non è semplicissimo, perché dobbiamo trovare qualcosa che li coinvolga tutti in modo attivo. Stiamo lavorando in questo senso, e in occasione di trasferte alcuni tifosi ci hanno contattato. Entro la fine del campionato realizzeremo comunque una giornata dedicata a tutti i tifosi che vengono da fuori.

La società come si sta muovendo sul fronte tessera del tifoso?

Come tante società, da tempo stiamo lavorando dietro le quinte per trovare una soluzione a quello che io ritengo un problema. L’ultima nota dell’osservatorio, che permette la possibilità – contrariamente a quanto fatto fine a ieri – di fare quelli che loro chiamano carnet e che sono mini-abbonamenti, credo sia la premessa per arrivare, l’anno prossimo, a non avere la tessera del tifoso per quanto riguarda le partite in case. Per le trasferte penso sia ancora un percorso lungo da fare e non sono molto ottimista in questo senso, visto che la convinzione è che in queste occasioni che i tifosi danno il peggio di sé: non è il mio pensiero, perché io sono dell’idea che basterebbero cose molto più semplici per evitare gli incidenti. Il Bologna sta lavorando intensamente, come tante altre società, in questo senso. Nonostante la tessera del tifoso, va detto che il Bologna è una delle squadre più seguite in trasferta, e di questo ringrazio i nostri tifosi. Per l’anno prossimo non è detto che non possa esserci qualcosa di interessante per chi ci segue in trasferta. Fermo restando, ovviamente, che le società per statuto non possono avere rapporti con la tifoseria.


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Matteo Fogacci

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