Modena, FestivalFilosofia: “le donne sono il volto migliore dell’Occidente”

cacciari_massimoNel pomeriggio sono diventate alcune migliaia le persone in piazza Grande a Modena per il FestivalFilosofia, quando Massimo Cacciari è stato accolto dalla direttrice della rassegna e dal sindaco Giorgio Pighi per la sua Lectio Magistralis ‘Il Prossimo Tuo’. Esaurite le 1.200 sedie della platea, il pubblico di tutte le età ha impegnato prima i tavolini dei diversi bar della piazza, poi le scalinate sotto i portici, quindi il selciato, in piedi o seduti in terra. Prima di salire sul palco, Cacciari ha accettato di farsi una fotografia con gli allievi in divisa della Scuola navale militare Morosini di Venezia, voluti al festival dal loro professore di filosofia. Dopo la lezione, applausi e tifo quasi da stadio, con tanto di richiesta di autografi.

Al FestivalFilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, in 200 eventi si discute fino a domenica di “comunità”, termine che “sembra essere di linguaggio quotidiano ma è carico di significato”, rileva Tullio Gregory, del comitato scientifico della rassegna.
La parola richiama questioni come “l’acculturazione, il trasporto di culture, gli isolamenti”, per un concetto di comunità “forse in crisi”, forse anche per l’immigrazione che richiama problemi di integrazione: “Tema cruciale è il vivere insieme”, precisa Gregory.
Massimo Cacciari, filosofo e sindaco Pd di Venezia, a Modena ha portato un concetto laico di carità, attingendo al Buon Samaritano per descrivere la differenza tra il ’simile’ che è facile aiutare e il ‘prossimo’ che pone problemi (é il diverso al quale la parabola invita ad avvicinarsi, approssimarsi). E punta il dito sulla sinistra: “Si è ritenuto che questi processi di prossimità siano indolori, ma non è vero”.
Le donne, dice, pongono “un problema di integrazione, comunque inteso, che ha processi lunghi, difficili, dall’esito non scontato”. E per discuterne “la porta è stra-chiusa”. La violenza a volte fisica sulle donne occidentali non ha mai abitato il dibattito a sinistra sull’accoglienza: certo, “non si può chiedere di porgere l’altra guancia, ma – aggiunge Cacciari – ribellarsi all’avvento della società multiculturale é battaglia persa. L’unica questione è se l’affrontiamo da ‘animali consapevoli’ o no, e solo nel primo caso riusciremo forse a salvarci il culetto, altrimenti pazienza: morto un mondo, se ne fa un altro, sono millenni che funziona così”.
Porgere l’altra guancia? Per Michelina Borsari, direttrice scientifica della rassegna giunta alla 9/a edizione le donne “hanno più esperienza di cosa significa fare ‘un passo indietro’ rispetto all’altro per rinviare i termini del conflitto. Le donne sono degli immigrati da sempre”.

Per Gregory, se l’altro, lo straniero, nella cultura è comunque “soggetto, dotato di personalità autonoma”, il problema posto dalle ‘nostre’ donne fa emergere la necessità di “un accordo comune, per il rispetto delle nostre persone. La convivenza reciproca è da rispettare, altrimenti non ci sono più i termini in cui si costituisce la comunità. Servono principi comuni su cui basare valori riconosciuti”.

Per Remo Bodei, a Modena per parlare di esilio, quello politico, economico o dei profughi di tante guerre, ma anche dell’esilio culturale in patria di chi brucerebbe le proprie bandiere e carte d’identità, storicamente le donne sono “esiliate in senso paradossale, respinte all’interno delle case, luogo separato, forse non prigione ma comunque vestali che devono pensare al fuoco sacro”. A chi gli obietta che un uomo non si porrebbe mai un problema di sicurezza nel vestirsi, mentre una donna sceglie accuratamente se può permettersi di essere un po’ provocante, Bodei ammette: “Da maschio, non ho mai pensato a questo aspetto ma credo che abbia ragione. E’ un esilio perpetuo: l’insicurezza costringe a comportamenti difensivi, a rinunciare a esprimersi”.
Borsari dà ragione un po’ a tutti, ma non del tutto. “E’ poco visibile in Occidente, ma molto negli altri mondi che ci guardano: siamo noi donne il risultato della grande rivoluzione occidentale del ventesimo secolo. Mai vorrei che l’Occidente si dimenticasse che noi siamo il suo miglior risultato”. Certo, è un risultato che fa emergere conflitti: fa bene la filosofia a indagare, ma troverà “una distanza incolmabile che non deve essere colmata – precisa Borsari – perché l’obiettivo (politico?) “non è l’azzeramento della diversità, ma una convivenza con la diversità che consenta la nostra identità. Certo, nulla è facile. E’ la vera sfida che abbiamo di fronte come mondo occidentale”. (ANSA, dall’inviata Giulia Seno) ).

Poi, nella stessa piazza verso sera, anche Vandana Shiva, per dare uno sguardo al ‘Pianeta’, diverso da quelli dei pensatori italiani, tanto che – ha anticipato ai giornalisti poco prima dell’incontro pubblico – giudica il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ormai icona mondiale progressista, non abbastanza incisivo sulle politiche ambientali: sotto accusa, un obiettivo troppo basso di diminuzione dei ‘gas serra’ (che non rispetta il protocollo di Kyoto) e le ‘grandi compagnie’ che restano non gli permettono di osare di più.

Tra gli altri filosofi stranieri, Jean Luc Nancy è atteso domenica mattina a Sassuolo per dire con chi sarebbe meglio accompagnarsi (‘Avec’ è il titolo della sua lezione) e Marc Augé stamani a Carpi, per parlare di ‘Frontiera’, in italiano. Dettaglio non da poco, perché per i relatori stranieri il festival ha fatto prima tradurre i testi delle Lectio Magistralis, mantenendo la traduzione simultanea per gli ‘a margine’ o le risposte al pubblico.
Per gli spettatori-interlocutori che abbiano voluto seguire tutta la ‘maratona’ di lezioni in piazza, la rassegna ha previsto anche una ‘RazionSufficiente’ a 4 euro, con panino, frutta e bevanda o pizza, dolce e acqua, nulla a che vedere con i ‘menu’ filosoficì imbanditi in tante trattorie di Modena e dintorni secondo le ricette volute da Tullio Gregory, pensando ai politici, agli universitari o ai cantinieri. In programma, anche una sezione ‘TiraTardi’: musica, spettacoli e altri intrattenimenti fino a notte fonda, ma anche domenica sera la Lectio Magistralis di Roberto Escobar a Carpi sulla Rivalità, per chi vuole pensare sempre e comunque. (ANSA).

Nella foto: il filosofo Massimo Cacciari




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