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Maxi truffa all’ospedale Maggiore: complici medici, infermieri e tecnici di radiologia

Avrebbero gonfiato le liste per allungare i tempi di attesa dei pazienti e così fare più lavoro straordinario, ben pagato in busta. Una truffa che medici, infermieri e tecnici del reparto di radiologia dell’ospedale Maggiore di Bologna avrebbero portato avanti da anni. A denunciare la frode alle casse pubbliche, un gruppetto di colleghi, stanchi di assistere alle continue frodi.

Una maxi truffa architettata e consolidata da anni. Un sistema studiato da medici, infermieri e tecnici per incassare più denaro in busta paga e frodare il sistema sanitario. Sarebbe successo all’ospedale Maggiore di Bologna, dove una parte consistente delle oltre cento persone che lavorano al reparto di radiologia, si sarebbe accordata per gonfiare le liste, allungare così i tempi di attesa dei pazienti e, di conseguenza, fare più ore di straordinario. Un esempio di come sarebbero andate le cose negli ultimi mesi – in realtà pare anni: un paziente ricoverato può aspettare in media una decina di giorni per una tac o una risonanza magnetica e un paziente del pronto soccorso può attendere fino a 24 ore per gli stessi esami. Non siamo nella norma. Nel reparto di radiologia sono tre le Tac e pare che una di queste venisse spesso chiusa con la scusa che era rotta. Tutto questo solo per creare un tappo e far sì che i pazienti venissero accettati nel laboratorio nell’orario serale, quando per il personale scatta lo straordinario: 60 euro all’ora per i medici e 32 per i tecnici. Per la persona che paga il ticket il costo è invariato ma la busta paga si gonfia e negli anni sarebbero stati guadagnati migliaia e migliaia di euro sottratti alle casse pubbliche. La truffa è stata denunciata alla procura di Bologna dai colleghi dei presunti furbetti: un piccolo gruppo di tecnici di radiologia, stanchi di assistere da anni alle continue frodi, hanno inviato al procuratore un dossier dettagliato, centinaia di pagine in cui svelano il brutto e grande giro di soldi. A rendere pubblica la notizia è il Quotidiano la Repubblica, che cita stralci del dossier. Non si tratterebbe solo di liste allungate per fare lo straordinario serale, ma anche di esami finti. Al reale elenco dei pazienti che hanno regolarmente effettuato le Tac o le risonanze, si aggiunge la lista dei pazienti che non si sarebbero presentati, in alcuni casi si legge accanto ai nomi “Indagine non eseguita”. Tutti esami falsi, scritti solo per allungare la lista e guadagnare più soldi in busta. Già nel 2011 i conti non tornavano all’Azienda Usl, che aveva riconosciuto solo 2.565 angiografie coronariche, a fronte delle 6.278 presentate dal reparto. Un numero spropositato se si pensa che per eseguire l’esame ci vuole un’ora e mezza e al reparto ne avrebbero segnalate 17 al giorno con soli due macchinari funzionanti. Ora tocca alla Procura indagare e scoprire i nodi di questa intricata truffa. Ultimo dato da chiarire: pare che l’85% degli esami eseguiti sia stato fatto nell’orario serale.


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