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Marino: “Ramirez è da grandissimo club, ad oggi vale almeno 15-20 milioni”

Intervista a Piepaolo Marino, direttore tecnico dell’Atalanta, nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (in onda su Telecentro-OdeonTv)

Il Direttore Tecnico dell'Atalanta, Pierpaolo Marino

 

DI UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO

 

Direttore, il successo dell’Atalanta di domenica scorsa è ampiamente meritato, ma in campo si è visto un Bologna al di sotto delle sue possibilità. Sono più i meriti della squadra bergamasca o i demeriti di quella rossoblù?

“A volte si dimentica che l’Atalanta avrebbe in classifica, senza la penalizzazione, 43 punti. Ci può stare, quindi, che in una partita possa mettere sotto il Bologna, per quanto proprio il Bologna stia facendo un campionato a mio avviso veramente ammirevole. Probabilmente avremmo meritato qualcosa di più anche nella gara d’andata, che avevamo perso 3-1. Non darei, quindi, tutti questi demeriti al Bologna perché, al di là di Juventus e Milan, a Bergamo quest’anno non ha vinto nessuno”.

 

In vista del prossimo mercato è particolarmente caldo il nome di Gaston Ramirez: secondo lei dovrebbe maturare ancora un altro anno nel Bologna o è già pronto per il salto in una big?

“A mio avviso uno dei motivi per cui il Bologna domenica è stato un po’ ‘arrendevole’ è proprio l’assenza di Ramirez, pur non dimenticando che anche l’Atalanta aveva diverse assenze. Ramirez non solo è un ottimo giocatore, ma è un top player a livello europeo e secondo me è da grandissimo club: se io fossi in una squadra che vuole vincere lo scudetto, lo prenderei subito”.

 

Secondo lei quanto vale, oggi, Ramirez?

“Facciamo un gioco: se io fossi il Real Madrid lo pagherei dai 15 ai 20 milioni. che per questo mercato è una montagna di soldi”.

 

Ramirez a parte, lei è tra gli artefici del famoso modello Udinese, società che si è messa in luce per l’importante lavoro fatto con i giovani. Come giudica i giocatori sui quali il Bologna si sta muovendo per il futuro: Taider, Sorensen, Riverola, Planas e Bueno?

“Zanzi ha lavorato dopo di me all’Udinese, ed è un professionista importante, serio e preparato. Se sta puntando su questi nomi certamente avrà fatto scelte ponderate. Ritengo che il Bologna sia in ottime mani”.

 

In casa Atalanta, sotto i riflettori c’è invece Ezequiel Schelotto, che si è messo in mostra anche domenica contro il Bologna.

“Si tratta certamente di un grandissimo giocatore, ma non crediamo di avere solo lui come grande giocatore, e non vorrei fare un torto agli altri giocatori dell’Atalanta, che sono bravissimi”.

 

E tra questi c’è Luca Cigarini, che in passato era stato accostato al Bologna. C’era davvero qualcosa di concreto?

“Cigarini noi l’abbiamo preso all’ultimo momento della campagna trasferimenti, e siamo stati gli unici ad avere fiducia in lui, che era reduce da un paio d’anni in cui di fatto non giocava. Con noi sta facendo un ottimo campionato, ed è in prestito dal Napoli. Se riusciremo a trovare un accordo con lui, poi parleremo anche con il Napoli per vedere se l’operazione è alla nostra portata”.

 

A club come Juventus e Inter, per restare solo in Italia, è stato invece accostato Federico Peluso. Sono possibilità reali?

“A Peluso sono interessate molte squadre, e a gennaio avevamo rifiutato un’offerta milionaria del Wolfsburg. Non è detto che lo venderemo, e se dovessimo farlo le richieste ci sono arrivate da tutti i grandi club italiani, tranne il Milan”.

 

Non solo prima squadra: l’Atalanta è famosa anche per il settore giovanile, da dove è uscito più di un campione. Come si è sviluppato, nel corso degli anni, il settore giovanile bergamasco?

“La politica sul settore giovanile atalantino risale all’epoca della prima presidenza Percassi, il quale ebbe il felice intuito di ingaggiare Mino Favini, un vero e proprio guru del settore giovanile. Sono quindi più di vent’anni che, grazie al lavoro di Favini, l’Atalanta sforna talenti. E’ comunque un settore in cui investiamo tanto, quasi 4 milioni all’anno”.

 

E tra questi talenti c’è anche Nadir Minotti?

“Sentirete presto parlare di lui, che ha comunque già debuttato in serie A. E’ un centrocampista di statura, tecnicamente dotato e un ragazzo coi ‘controfischi’”.

 

Lasciamo il calcio giocato: l’Atalanta è tra le squadre coinvolte nell’inchiesta Calcioscommesse ed è tra quelle di cui si parla più spesso. Vi sentite un po’ troppo nell’occhio del ciclone, rispetto agli altri club coinvolti?

“La nostra idea è che si parla sempre dell’Atalanta, l’unica squadra che, per una sola partita, sta scontando ancora sei punti: speriamo che il Tnas, che si pronuncerà proprio in questi giorni, possa toglierne qualcuno perché in primo grado, per la gara con il Piacenza, c’erano stati assegnati tre punti di penalizzazione. Si parla sempre dell’Atalanta ed è l’unica che, fino a questo momento, ha pagato. Da quello che risulta, però, sembra che il fenomeno sia un po’ più generale”.


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