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Longo: “Ramirez e Mudingayi, addio a fine stagione. Opera destabilizzante del Bologna sul Nino”

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex consulente di mercato del Bologna Carmine Longo nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (in onda su Telecentro-OdeonTv)

L'ex DS del Bologna, Carmine Longo

 

Di UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO

 

Professore, come ha visto il Bologna domenica scorsa a San Siro contro il Milan? E’ sorpreso dalla stagione che stanno facendo i rossoblù?

“L’ho visto molto bene. Non sono sorpreso dal campionato che sta facendo la squadra: ha tutti i numeri per fare bene e se ha fatto 46 punti il Catania li può tranquillamente fare anche il Bologna. E’ una squadra tra il 9° e il 15° posto e se non fosse stato per la partenza ad handicap sicuramente avrebbe qualcosa di più”.

 

L’obiettivo è quindi quota 46 punti?

“Non è questo il punto. Secondo me il Bologna varrebbe tra i 45 e i 50 punti, se non avesse avuto quell’handicap iniziale”.

 

Considerato però che questo handicap c’è stato: quanti punti vale il Bologna?

“Ne farà 44-45, ma avrebbe potuto farne di più”.

 

Quale squadra vede maggiormente nei guai per la lotta salvezza?

“Il Genoa, che praticamente è la Sampdoria dello scorso anno”.

 

Era ipotizzabile una stagione così negativa da parte dei Grifoni?

“Ci sono stagioni che nascono male. All’ex preparatore atletico del Bologna, che poi ha seguito Malesani, ho detto: quest’anno la vedo brutta per voi. La società è irrequieta, oserei dire proprio come quella del Bologna, e una situazione particolare in spogliatoio”.

 

Le tre retrocessioni saranno solo decise dai verdetti del campo?

“Saranno scritte dal giudice sportivo, dalla Commissione Disciplinare, eccetera: secondo me si arriverà a luglio inoltrato. E’ probabile che ci sarà anche uno slittamento dei calendari, con tutto quello che ne consegue”.

 

Quanto potrebbe incidere l’inchiesta Calcioscommesse sui risultati finali?

“Il 90%: da quello che sta emergendo le squadre coinvolte sono 13 su 20. Fare previsioni è azzardato, visto che la maggioranza degli interrogatori è secretata, ma sembrano fuori solo Palermo, Catania, Juve, Fiorentina, Inter e Milan e forse la Roma”.

 

Lei ha vissuto per anni nel mondo del calcio. E’ stupito di quello che sta accadendo?

“No. Anzi, sono stupito che ci sia stato un ritardo del genere. Ricordo qualche partita, anche se in quel periodo non lavoravo, di quattro campionati fa. Il Bari vinse il campionato, Stellini in campo e Conte in panchina. Invito tutti a guardare la partita contro la Salernitana, finita 1-0. Se fosse confermato che qualche squadra ha ‘dato’ punti ad altre, ciò vorrebbe dire aver danneggiato altre società, anche loro impegnate nella lotta salvezza. A certi giocatori va spiegato cosa significa la deontologia”.

 

Lasciando le indagini: il Bologna è attualmente su Facundo Piriz, che anche lei all’epoca aveva seguito.

“Quest’anno ha fatto un buon campionato. Lui è un centrocampista centrale, ma non lo fa con la dovizia di Perez o la forza di Mudingayi. Ha caratteristiche diverse, ha più corsa, ma non mi sembra sia un giocatore a cui dare tanta attenzione. Io parlavo di lui due anni fa, oggi ha 22 anni, non è vecchio ma non ha fatto grandi miglioramenti: la qualità non è quella del fuoriclasse, anche se può essere un buon giocatore”.

 

Meglio Gonzalo Bueno, allora?

“Faccio un paragone irriverente: è un po’ come Giggs. E’ un po’ leggero fisicamente, uomo contro uomo lo salta sempre, è un mancino adatto al 4-3-3. Ha qualità per il campionato italiano, ma non lo vedo pronto fisicamente, anche perché è un ’92”.

 

Come vede, invece, Riverola, che arriverà dal Barcellona B, da dove il Bologna potrebbe acquistare anche Planas?

“Non conosco il Barcellona B”.

 

Sul fronte cessioni, secondo lei è scontato l’addio a fine campionato di Ramirez e Mudingayi?

“Penso di sì”.

 

Mudingayi potrebbe finire al Milan, mentre secondo lei Ramirez potrebbe rimanere in Italia, ad esempio alla Juventus?

“Non saprei, ma sicuramente sarà dato al miglior offerente, nonostante l’attività destabilizzante fatta dal Bologna”.

 

Che attività destabilizzante avrebbe fatto il Bologna?

“Sembrava fosse l’ultimo arrivato. All’inizio c’erano volte in cui non veniva impiegato, a volte era l’alternativa di Diamanti, a volte veniva detto che non si stava impegnando. Doveva essere la stagione della sua consacrazione, ma a mio avviso ha avuto un’involuzione. Pioli è quasi riuscito a recuperarlo, ma si poteva fare molto di più”.

 

Probabilmente non vale ancora 20 milioni: ma 15, a suo avviso, li vale?

“20 milioni, tra l’altro non li ha nessuno. La clausola rescissoria di Lavezzi, ad esempio, è 31 milioni che devono essere depositati: quella cifra cash la può spendere solo la Juve, oppure Barcellona o Real Madrid. A Corvino all’epoca dissi che era preferibile tenerlo, valutando costi e benefici. All’epoca non era un buon affare, oggi si possono prendere soldi e calciatori che possono fare al caso del Bologna”.

 

Se nell’ambito della trattativa per Ramirez il Bologna dovesse puntare su un giocatore della Juventus, come vedrebbe Immobile?

“Immobile lo conosco piuttosto bene. La Juventus ha qualcosa di meglio rispetto a lui…“


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