Longo: “Sorensen? Avrei puntato su altri gioielli Juve. Sponsor e pubblicità: il Bologna potrebbe fare di più”
Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex consulente di mercato Carmine Longo nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (Telecentro-OdeonTv)
Professore, come ha visto il derby di domenica tra Bologna e Parma?
Avesse fatto gol di Vaio, con quel colpo di testa su assist di Ramirez finito sul portiere, sarebbe stata un’altra partita. I derby sono così: normalmente, quasi sempre imparziali.ra e
Al giro di boa, questo Bologna è inferiore o superiore al suo?
Ogni campionato ha la sua storia. Il Bologna ha 20 punti, che raddoppiati sono 40. Ne hanno 12 il Novara, 13 il Lecce e 15 il Cesena. Parliamo sempre dal punto di vista tecnico: perché poi bisogna aspettare i procedimenti sportivi, che non sono da prendere sotto gamba. Anche se le squadre dietro camminano a velocità doppia, a 35-36 punti è salvezza. Secondo me, per come si era messo il campionato e come stanno arrivando c’è da essere soddisfatti: 40 punti è una stagione più che sufficiente.
E’ d’accordo con chi vede un campionato sempre più livellato verso il basso?
Non è un campionato sempre più livellato verso il basso, è che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri: quando dalla serie B arrivano squadre come il Novara, che poi colgono molto opportunamente anche la possibilità di cedere giocatori come Bertani. Quelli forti sono sempre più forti, visto che possono spendere perché hanno un management molto ricco: le risorse televisive vengono ripartite in modo iniquo. Il Bologna potrebbe fare qualcosa in più, perché il prodotto non è venduto sufficientemente bene: una città come Bologna in termini di sponsor e pubblicità raccoglie poco. Potrebbe fare 100.000 spettatori in più all’anno, tra campionato e Coppa.
E’ una carenza della società?
L’ultima società che si è dissanguata è stata quella di Gazzoni e successivamente quella di Menarini: pare che anche il geometra abbia messo troppi soldi dentro. E’ un modo di fare calcio troppo altalenante, si cammina a singhiozzo e non c’è continuità: spero che possa iniziare con Guaraldi. Non me ne voglia nessuno per l’esempio, ma in questi due anni è stata come una riunione condominiale: troppe chiacchiere. L’unica osservazione che mi permetto di fare è che, tolto qualche giovane, i nuovi acquisti tolgono ma non danno. Antonsson, Vitale, Rickler, Crespo, Raggi, Loria, i portieri, Acquafresca: tolgono qualcosa, ma non danno niente. Avendo i risultati, andrebbe bene. Ma il Bologna per aver qualcosa proiettato nel futuro dovrebbe iniziare una politica, come avevo fatto io, che punti sui giovani.
La linea verde sembra intrapresa con gli arrivi di Bueno e Riverola. Lei come valuta questi acquisti?
Su 24 calciatori più della metà dovrebbero avere tra i 18 e i 23 anni. Bisogna vedere la qualità dei giocatori, e io non li conosco.
Come valuta la questione Taider, in comproprietà con la Juve?
Non conosco i termini dell’operazione. Però essendo venuto a parametro zero e la sua metà scambiata con la metà di Sorensen, sono due buone plusvalenze. Poi non è detto che vada a giocare nella Juve, potrebbe anche restare a Bologna. Al posto di Sorensen, visto che i difensori in questo momento abbondano, avrei tentato con qualche altro ragazzo buono che hanno in giro: Giandonato, Marrone, Immobile.
La rivedremo a Bologna?
Penso di aver chiuso con il calcio. Alla mia età non devo lavorare per forza, devo scegliere e non essere scelto. Offerte da C, B e qualcuna di A l’ho avuta, ma il vizio di lavorare a tutti i costi non ce l’ho.
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